Smart Road Legal Politiche ambientali Camper, ecco perchè piace sempre di più ai giovani. Lo studio Marco Gramigni 03 September 2026 Citizen Italia Mobility Sostenibilità Meno CO2 e più libertà: lo studio Ergo-Sant’Anna certifica l’impatto ridotto del turismo in camper Il camper non è più roba da pensionati con la casa su ruote e le tendine a fiori. Chiedetelo a chi ha vent’anni oggi: il van non è più un mezzo, è quasi uno stile di vita. Dal 12 al 20 settembre, alle Fiere di Parma, torna il Salone del Camper, organizzato in collaborazione con Apc (Associazione produttori camper). E se c’è un posto dove capire come sta cambiando questo mondo, è proprio lì: van compatti, modelli sempre più sofisticati, accessori pensati per la vita all’aperto. Un settore che, a quanto pare, si sta allargando parecchio. I giovani e l’ambiente: non solo parole Partiamo da un dato che fa riflettere. Nella Youth Survey 2024 del Parlamento europeo, tra i ragazzi di 16-30 anni, ambiente e cambiamento climatico risultano la seconda priorità per l’Ue nei prossimi cinque anni, indicata dal 33% degli intervistati. In Italia il numero sale ancora, e non poco: 46%. Ecco perché il camper, oggi, intercetta proprio questa sensibilità. Non a caso. I numeri dell’impatto ambientale C’è uno studio che mette nero su bianco quanto viaggiare in camper pesi meno sull’ambiente rispetto a una vacanza tradizionale. Si chiama ‘Turismo in camper, impatto economico ambientale del camperista’, nato da un’idea di Caravanbacci e realizzato da Ergo, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. La ricerca non guarda solo al carburante bruciato durante il viaggio, ma tiene conto di tutto: pernottamento, energia, acqua, risorse consumate lungo l’intera vacanza. Il risultato? Numeri niente male: -70% di CO₂ -64% di risorse fossili -73% di risorse idriche Perché la gente sceglie il camper Camper, ecco perchè piace sempre di più ai giovani. Lo studio LEGGI ANCHE Bogliasco, auto invade la corsia opposta sull’Aurelia: due morti e viabilità in tilt. Il racconto Qui il discorso si fa pratico, altro che romanticismo da cartolina. Cambiare rotta se piove, fermarsi in un paesino non segnato sulla mappa, dormire vicino a un parco invece che in un hotel di catena. La survey ‘Il Tuo Stile di Viaggio’ del Salone del Camper lo conferma: il 93% degli intervistati indica il viaggio in camper e caravan come scelta preferita. A spingere questa scelta sono soprattutto la voglia di paesaggi autentici (75%) e la libertà di muoversi senza vincoli (69%). Meno programmi, più libertà – ma con tecnologia C’è un ritorno a un’idea di viaggio più semplice, certo: meno intermediari, meno tabelle di marcia rigide, più tempo passato fuori. Ma non è nostalgia fine a se stessa. Il camper di oggi tiene insieme questa libertà con comfort, sicurezza, connessione internet e tecnologie di bordo sempre più avanzate. Ed è proprio questo mix – spontaneità da una parte, tecnologia dall’altra – a spiegare perché il settore stia conquistando pubblici nuovi. Una rete di servizi che cresce Il fenomeno non vive da solo: cresce anche grazie a un’infrastruttura sempre più curata. Aree sosta e campeggi hanno ampliato negli anni i servizi, con punti di carico e scarico, colonnine elettriche, spazi bici, collegamenti diretti con il territorio circostante. Secondo Faita Federcamping, HBenchmark e Ciset Ca’ Foscari, nel 2025 il turismo open air italiano è passato da 73 a 74 milioni di presenze, con un valore economico – tra diretto e indotto – di 8,5 miliardi di euro. Le piazzole, tra l’altro, restano la soluzione più gettonata: il 59% del totale. Noleggio prima dell’acquisto Per i più giovani, poi, il camper spesso non fa rima con acquisto. Il primo contatto arriva quasi sempre con un noleggio: un weekend in van con gli amici, una prova prima di decidere se innamorarsene davvero. Una logica che rispecchia bene una generazione abituata a scegliere l’uso prima del possesso. E il contesto, va detto, aiuta parecchio: secondo l’Osservatorio Turismo Outdoor 2026 di Human Company e Thrends, l’Italia si prepara ad accogliere nel 2026 ben 68,4 milioni di presenze outdoor, con un impatto economico diretto stimato in 5,12 miliardi di euro. Uno sguardo all’Europa Il fenomeno, va detto, non è solo italiano. Secondo Eurostat, nel 2025 le notti trascorse in campeggi, aree per veicoli ricreazionali e trailer park nell’Ue hanno toccato quota 413 milioni. E l’Italia, in questa classifica, non fa certo la comparsa: con 49,1 milioni di notti, è tra i Paesi europei più attivi in questo settore. Il Salone come porta d’ingresso Ecco perché il Salone del Camper di Parma non è solo un appuntamento per addetti ai lavori o camperisti navigati. È un’occasione aperta a chi, semplicemente, è curioso: famiglie, giovani coppie, chi vuole solo capire se questo modo di viaggiare – libero, flessibile, un po’ più leggero sull’ambiente – possa fare al caso proprio.