Torino, arriva un nuovo autovelox. Ecco dove verrà installato

Torino, arriva un nuovo autovelox. Ecco dove verrà installato

Il dispositivo è già installato e attende soltanto la segnaletica di Anas. Il Comune punta ad attivarlo entro la fine dell’anno

Dodici incidenti al giorno, uno ogni due ore. È questo il ritmo con cui Torino convive con la sua sicurezza stradale, e c’è una strada in particolare che negli ultimi anni ha fatto suonare più di un campanello d’allarme: corso Venezia.

Perché proprio corso Venezia

Il tratto sotto osservazione è quello all’altezza del sottopasso di corso Grosseto, l’ingresso in città per chi arriva dalla superstrada per Caselle. Qui, dal 2020 al 2024, gli incidenti sono stati 105, con una progressione che fa impressione: si è passati dai 15 casi del 2020 ai 40 del 2024. Numeri che hanno convinto la Prefettura ad autorizzare il Comune ad attivare un nuovo autovelox proprio in quel punto.

Quando si accenderà

Il dispositivo è già installato e ha superato tutte le procedure amministrative, ma manca ancora un passaggio: la segnaletica che deve allestire Anas, l’ente che gestisce il tratto di superstrada immediatamente precedente a quello comunale. Una volta completata quella parte, il Comune potrà procedere. Come spiega l’assessore alla Sicurezza Marco Porcedda: «Noi siamo pronti ad attivarlo anche subito, abbiamo pagato gli oneri e installato la segnaletica necessaria. Quando Anas procederà a installare la sua segnaletica, il velox potrà essere acceso: al massimo, prevediamo di farlo entro fine anno».

Una rete di occhi elettronici che si allarga

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E i numeri di corso Regina Margherita raccontano bene perché il tema sia così sentito: nel 2025 aveva totalizzato 15.413 multe, ma nei primi otto mesi del 2026 la soglia è già stata superata, arrivando a 16.555 sanzioni. Un segnale che, su quella strada, si corre più di un anno fa.

Le critiche dell’opposizione

Non mancano le polemiche. Pierlucio Firrao, capogruppo di Torino Bellissima in Consiglio comunale, ha presentato un’interpellanza per chiedere conto della scelta su corso Venezia, parlando apertamente di un “varco trappola”: il limite lì è di 100 km/h ma scende a 50 poco prima del velox, e subito dopo c’è un semaforo che, secondo lui, indurrebbe comunque le auto a rallentare naturalmente.

L’assessore Porcedda respinge l’accusa di voler semplicemente fare cassa: «Il velox serve per la sicurezza sulle strade e in quel tratto di corso Venezia, come dimostrano i numeri, è necessario. Il nostro augurio è incassare zero euro perché tutti rispettano i limiti, non il contrario».