Smart Road Italia, le strade si aprono alle auto a guida autonoma. Ma per ora solo con sperimentazioni Francesco Ton... 14 September 2026 Fin dal 2019 in Italia sono partite le sperimentazioni delle auto a guida autonoma tra strade urbane e anche a scorrimento veloce, ma ancora il fenomeno non è entrato nell’uso quotidiano Sette anni, migliaia di progetti in tutta Italia. Ma ancora la guida autonoma delle auto non è realtà nel nostro Paese. Che pure fin dal 2018 ha una precisa linea guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su come condurre le sperimentazioni e, in effetti, dall’anno successivo ha cominciato a testare i veicoli senza autista sulle sue strade. La Stampa, per esempio, ricorda che tra Parma e Torino nel 2019 è avvenuta la sperimentazione nel traffico ordinario di una vettura a guida autonoma. Da lì poi tante sperimentazioni sono avvenute a Milano e in altri centri urbani, su strade a velocità ridotta. Mentre in Piemonte, nel 2023, Autostrade per l’Italia e il Politecnico milanese hanno testato sull’A26 un’auto con il pilota automatico che procedeva anche in condizione di assenza di segnale satellitare, un progresso importante dal punto di vista delle strade intelligenti e delle tecnologie relative. Anche il Sud è parte del progresso. E infatti la Tangenziale di Napoli è stata proclamata la prima Smart Road in Italia, come CityNext aveva già avuto modo di scrivere. Ad aprile 2025 un veicolo a guida autonoma ha potuto percorrerla senza problematiche, utilizzando i sensori e connettendosi ai dispositivi distribuiti lungo l’infrastruttura. Italia, l’auto a guida autonoma nel trasporto pubblico: primi esempi (ma sempre test) Italia, le strade si aprono alle auto a guida autonoma. Ma per ora solo con sperimentazioni LEGGI ANCHE Asti, dalla videosorveglianza al controllo di vicinato: i Comuni della Provincia investono sulla sicurezza Dunque l’auto senza guidatore esiste in Italia, visto che le sperimentazioni stanno coinvolgendo sia strade urbane sia arterie a scorrimento veloce come tangenziali o tratti autostradali. O ancora le vetture a guida autonoma si spostano in aree sempre più trafficate senza problemi, dando importanti risposte dal punto di vista dell’efficienza. Ma nel nostro Paese, per il momento, ci si ferma alle sperimentazioni. Non è ancora entrato davvero nell’uso il servirsi dei veicoli privi di pilota, se non in alcune circostanze di basso impatto. Per esempio a Torino, dove nella primavera 2026 è stata testata la navetta a guida autonoma AuToMove, che ha trasportato gli utenti tra Campus Einaudi, corso Tortona e lungo Dora Siena. Un percorso prestabilito e a velocità ridotta che ha portato oltre 1.000 persone con 450 corse, ma sempre nell’ambito delle sperimentazioni. Ancora prima a Brescia, nel 2025, una Fiat 500 elettrica ha svolto la funzione di car sharing con guida autonoma, percorrendo le strade a massimo 30 km/h ma con un’operatore a bordo e una sala di controllo a monitorare tutto. Anche in questo caso, dunque, la vettura non era totalmente autonoma e comunque il progetto era a tutti gli effetti un test. Ma questi ultimi due esempi hanno perlomeno coinvolto passeggeri, segno di un progresso che va nella direzione del trasporto pubblico. Ovvero il primo vero ambito in cui, nei prossimi anni, le auto a guida autonoma potrebbero diventare realtà quotidiana.