Politiche ambientali La Spezia, isola di plastica artificiale per studiare l'inquinamento del mare: come funziona la sperimentazione Francesco Ton... 28 September 2026 A La Spezia i ricercatori hanno ricreato un’isola di plastica artificiale per studiare in che modo geolocalizzare meglio queste enormi distese di rifiuti che provocano un grande inquinamento del mare Creare un’isola di plastica per studiare come contrastarle. Un vero e proprio test è andato in scena a La Spezia, più precisamente a Panigaglia, dove si trova il noto rigassificatore. In quest’ansa del Golfo spezzino un team di ricercatori di Ingv, Cnr Ismar e dell’Università La Sapienza di Roma ha allestito un vero e proprio ammasso di rifiuti, lungo 40 metri e largo 9, per simulare il comportamento di quegli accumuli che si formano nei mari e negli Oceani. Provocando danni ambientali prima di tutto alle specie marine, ma anche a noi, con le microplastiche che arrivano anche sulla nostra tavola. I materiali di plastica erano in superficie ma sono stati fissati al fondale e disposti in modo che non potessero staccarsi e inquinare davvero l’ambiente marino. La necessità infatti era solamente quella di imitare in tutto e per tutto un’isola di immondizia, per sperimentare strumenti tecnologici in grado di individuarla. La Spezia, isola di 40 metri tutta di plastica: sperimentazione riuscita La Spezia, isola di plastica artificiale per studiare l’inquinamento del mare: come funziona la sperimentazione LEGGI ANCHE Italia, freno al caro carburanti: dopo Eni anche Ip fissa il tetto ai prezzi Come riporta La Repubblica, infatti, l’intenzione della simulazione era quella di sperimentare se i sensori radar ad apertura sintetica riuscissero a individuare le isole di plastica. Aiutati dall’interdizione alla navigazione in quel punto, così da evitare l’eccessivo moto ondoso nell’area, rilevatori hanno effettivamente portato a termine il compito, aprendo così la strada all’utilizzo di questa tecnologia in ambiente marino. I dati satellitari trasmessi, infatti, dicono che i sensori riescono a individuare gli accumuli di materiale plastico. Una buona notizia per ridurre le tempistiche di intervento per rimuovere le isole: riconoscendole si può andare a colpo sicuro. Questa era l’ultima di alcune sperimentazioni andate già in scena nel 2025 sempre a La Spezia, a Massaciuccoli e a Piombino, ma stavolta l’ammasso artificiale di bottiglie era di dimensioni maggiori. E ha fornito le risposte sperate.