Enforcement Smart Road Rimini, telecamere nei cimiteri contro furti e vandalismi: il progetto da 225mila euro Marco Gramigni 28 September 2026 Sicurezza Fiori rubati, tombe danneggiate e atti vandalici: il Comune di Rimini risponde alle segnalazioni dei cittadini con 29 nuove telecamere distribuite nei 12 cimiteri del territorio Chi va a trovare un parente al cimitero, di solito, non si aspetta brutte sorprese. E invece è successo: fiori rubati, lapidi danneggiate, gente che si è trovata la tomba di famiglia vandalizzata dopo una visita tranquilla. Il Comune di Rimini ha deciso di correre ai ripari, e lo fa con la tecnologia. Il progetto si chiama “Urban Eye” – occhio urbano, tradotto – e porterà 29 telecamere nuove di zecca in tutti e 12 i cimiteri del territorio comunale. Non solo il capoluogo, quindi. Anche le frazioni più sperdute, quelle dove di solito i controlli scarseggiano, avranno il loro sistema di sorveglianza. Quanto costa l’operazione Sul piatto ci sono 225.000 euro, già messi a bilancio. Una cifra tutt’altro che simbolica, che dà l’idea di quanto il Comune voglia prendere sul serio la faccenda. Chi ne parla A raccontare i dettagli è Matteo Petrucci, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale – in pratica il portavoce dei consiglieri dem a palazzo. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi: l’investimento “consentirà di rafforzare il controllo e la sicurezza di luoghi che meritano particolare attenzione e rispetto”. E qui viene il bello, perché Petrucci racconta anche da dove nasce tutto questo. Non è un’idea calata dall’alto, spiega: “Da tempo, come Pd ci siamo fatti portavoce di un’esigenza manifestata da diversi cittadini che ora trova realizzazione”. Insomma, la gente si è lamentata, e qualcuno alla fine ha ascoltato. Furti tra le tombe: un fenomeno che c’è, e si sente Rimini, telecamere nei cimiteri contro furti e vandalismi: il progetto da 225mila euro LEGGI ANCHE La Spezia, isola di plastica artificiale per studiare l’inquinamento del mare: come funziona la sperimentazione Il punto è proprio questo: le segnalazioni non sono mancate negli anni. Persone che tornavano al cimitero e trovavano la tomba di famiglia danneggiata, o svaligiata di oggetti lasciati in memoria dei propri cari. Un fenomeno subdolo, silenzioso, che raramente finisce sui giornali ma che evidentemente pesa sulla comunità riminese. Petrucci lo mette nero su bianco: “È successo infatti che durante una visita qualcuno abbia subito furti o danneggiamenti, ma la videosorveglianza non è soltanto una questione di sicurezza: è anche una forma di rispetto”. Parole che vanno oltre il semplice dato tecnico delle telecamere, e toccano un nervo scoperto – quello della dignità dei luoghi di memoria. Non solo il centro, anche le periferie Il dettaglio che salta all’occhio è proprio questo: nessun cimitero verrà lasciato scoperto. Le zone periferiche, quelle più isolate e meno frequentate, sono spesso le più esposte a episodi di microcriminalità – furti veloci, atti vandalici, magari compiuti proprio perché nessuno controlla. Petrucci chiude il suo intervento con un concetto chiaro: “La sicurezza e il decoro dei cimiteri sono un tema che riguarda tutta la comunità e con ‘Urban eye’ vogliamo renderli più tutelati”. Semplice, diretto. Un investimento pensato per restituire un po’ di serenità a chi, in quei luoghi, va solo per portare un fiore e ricordare qualcuno.