Rimini, telecamere nei cimiteri contro furti e vandalismi: il progetto da 225mila euro

Rimini, telecamere nei cimiteri contro furti e vandalismi: il progetto da 225mila euro

Fiori rubati, tombe danneggiate e atti vandalici: il Comune di Rimini risponde alle segnalazioni dei cittadini con 29 nuove telecamere distribuite nei 12 cimiteri del territorio

Chi va a trovare un parente al cimitero, di solito, non si aspetta brutte sorprese. E invece è successo: fiori rubati, lapidi danneggiate, gente che si è trovata la tomba di famiglia vandalizzata dopo una visita tranquilla. Il Comune di Rimini ha deciso di correre ai ripari, e lo fa con la tecnologia.

Il progetto si chiama “Urban Eye” – occhio urbano, tradotto – e porterà 29 telecamere nuove di zecca in tutti e 12 i cimiteri del territorio comunale. Non solo il capoluogo, quindi. Anche le frazioni più sperdute, quelle dove di solito i controlli scarseggiano, avranno il loro sistema di sorveglianza.

Quanto costa l’operazione

Sul piatto ci sono 225.000 euro, già messi a bilancio. Una cifra tutt’altro che simbolica, che dà l’idea di quanto il Comune voglia prendere sul serio la faccenda.

Chi ne parla

A raccontare i dettagli è Matteo Petrucci, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale – in pratica il portavoce dei consiglieri dem a palazzo. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi: l’investimento “consentirà di rafforzare il controllo e la sicurezza di luoghi che meritano particolare attenzione e rispetto”.

E qui viene il bello, perché Petrucci racconta anche da dove nasce tutto questo. Non è un’idea calata dall’alto, spiega: “Da tempo, come Pd ci siamo fatti portavoce di un’esigenza manifestata da diversi cittadini che ora trova realizzazione”. Insomma, la gente si è lamentata, e qualcuno alla fine ha ascoltato.

Furti tra le tombe: un fenomeno che c’è, e si sente

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Petrucci lo mette nero su bianco: “È successo infatti che durante una visita qualcuno abbia subito furti o danneggiamenti, ma la videosorveglianza non è soltanto una questione di sicurezza: è anche una forma di rispetto”. Parole che vanno oltre il semplice dato tecnico delle telecamere, e toccano un nervo scoperto – quello della dignità dei luoghi di memoria.

Non solo il centro, anche le periferie

Il dettaglio che salta all’occhio è proprio questo: nessun cimitero verrà lasciato scoperto. Le zone periferiche, quelle più isolate e meno frequentate, sono spesso le più esposte a episodi di microcriminalità – furti veloci, atti vandalici, magari compiuti proprio perché nessuno controlla.

Petrucci chiude il suo intervento con un concetto chiaro: “La sicurezza e il decoro dei cimiteri sono un tema che riguarda tutta la comunità e con ‘Urban eye’ vogliamo renderli più tutelati”.

Semplice, diretto. Un investimento pensato per restituire un po’ di serenità a chi, in quei luoghi, va solo per portare un fiore e ricordare qualcuno.