Genova, cambia la mobilità: il Comune punta sul progetto europeo Fusion. I dettagli

Genova, cambia la mobilità: il Comune punta sul progetto europeo Fusion. I dettagli

Il Comune entra nel progetto europeo Fusion, candidato a Horizon Europe: l’obiettivo è integrare treno, bus, taxi, car sharing e bike sharing

C’è aria di cambiamento per chi a Genova prende i mezzi ogni santo giorno. Il Comune ha appena deciso di salire a bordo di Fusion, un progetto europeo che punta a rendere gli spostamenti cittadini più fluidi, più verdi e, diciamolo pure, meno mal di testa per chi deve incastrare treno, bus e taxi in una sola mattinata.

Il nome per esteso è un bel po’ lungo: TransForming Urban mobility through energy-efficient shared SolutIOnS and integrated public traNsport systems. Da cui, appunto, l’acronimo Fusion. La giunta comunale ha dato il via libera su proposta congiunta di due assessori con deleghe diverse ma che qui si intrecciano come i fili di una stessa matassa: Emilio Robotti, che segue la mobilità, e Tiziana Beghin, che si occupa invece dei Progetti europei (oltre che di commercio, artigianato e turismo).

Soldi europei, zero euro dal Comune

Partiamo dal dato che fa più piacere ai contribuenti. Il progetto è candidato nell’ambito di Horizon Europe, il grande programma dell’Unione Europea che finanzia ricerca e innovazione. Nello specifico rientra nel bando Horizon-Miss-2026-04-Cit-01, uno di quei bandi pensati per spingere le città verso la neutralità climatica entro il 2030.

E qui la notizia bella: il finanziamento copre il 100% delle risorse. Tradotto in parole povere — costo zero per il bilancio comunale. Non capita tutti i giorni, e va detto.

Principe e Brignole al centro di tutto

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L’obiettivo è far “parlare” tra loro mezzi che finora viaggiavano ciascuno per i fatti suoi: il trasporto pubblico locale da un lato, e dall’altro car sharing, bike sharing e taxi. Il tutto grazie all’installazione di totem digitali di ultima generazione — pannelli intelligenti capaci di calcolare percorsi multimodali in tempo reale e persino mostrare i benefici ambientali del tragitto scelto. Una specie di navigatore cittadino, ma pensato per farti scegliere la combinazione più sostenibile tra i mezzi disponibili.

Le parole degli assessori

L’assessore alla mobilità Emilio Robotti non usa mezzi termini nel descrivere l’ambizione del progetto: “Con Fusion facciamo un salto di qualità decisivo verso un sistema di trasporto cittadino che mette davvero le persone e l’efficienza energetica al centro”. E aggiunge un concetto che fa capire bene lo spirito dell’iniziativa: la sfida vera non è “potenziare i singoli mezzi”, ma farli “dialogare tra loro in modo intelligente, azzerando le frizioni tra il treno, il bus, il car sharing e la mobilità dolce”.

Dal fronte turistico-commerciale arriva invece la voce dell’assessora Tiziana Beghin, che allarga lo sguardo oltre i trasporti puri: “Una città moderna e turisticamente competitiva si misura dalla facilità con cui la si vive e la si attraversa”. Per lei i nuovi totem non sono solo un aiuto per chi si sposta, ma un volano per “il nostro tessuto commerciale e i flussi turistici che arrivano dalle stazioni”.

Non solo Genova: un consorzio internazionale

Fusion non è un’iniziativa isolata tra le mura genovesi. Il progetto coinvolge infatti un consorzio piuttosto ampio, fatto di università, centri di ricerca e altre città europee — da Lisbona a Lubiana, passando per Atene e Rzeszów, città polacca forse meno nota ai più ma comunque parte attiva del network.

Ora la palla passa alla fase di finalizzazione della proposta, in vista della scadenza del bando fissata per l’8 ottobre 2026. Manca davvero poco, insomma: la squadra genovese ha pochi giorni per mettere a punto gli ultimi dettagli prima di consegnare il compito.