Venezia, Aeroporto Marco Polo: numeri record. 73mila movimenti da gennaio a settembre

Venezia, Aeroporto Marco Polo: numeri record. 73mila movimenti da gennaio a settembre

Il Marco Polo rafforza il suo ruolo tra i principali aeroporti italiani: il traffico cresce del 10% e lo scalo si conferma terzo hub intercontinentale del Paese dopo Roma Fiumicino e Milano Malpensa

Chi passa spesso dalle parti della laguna se ne sarà accorto: il traffico aereo sopra Venezia non è mai stato così fitto. I numeri, del resto, parlano chiaro e non lasciano molto spazio all’interpretazione.

Il bilancio: da gennaio a settembre oltre 73mila movimenti

Tra decolli e atterraggi, lo scalo veneziano ha macinato più di 73 mila movimenti nei primi nove mesi dell’anno. Un balzo del 10% rispetto al periodo precedente. C’è stata pure una giornata da incorniciare: il 4 maggio, complice anche la Biennale che richiama visitatori da ogni angolo del pianeta, sono stati superati i 400 movimenti in un solo giorno tra chi partiva e chi arrivava.

Risultato? Il Marco Polo si piazza saldamente al terzo posto tra gli hub intercontinentali italiani, alle spalle solo di Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Non proprio un dettaglio da poco per uno scalo che fino a qualche anno fa veniva considerato, tutto sommato, una realtà di taglia media.

La torre che veglia su tutto

Dietro ogni singolo decollo e atterraggio c’è un lavoro che resta nascosto ai più: quello dei controllori di volo. Operano dalla torre di controllo, una struttura alta 53 metri inaugurata nel 2011, pensata con tecnologie all’avanguardia per l’epoca e ancora oggi considerata un gioiello del settore.

Da lassù, letteralmente a volo d’uccello sulla laguna, i controllori gestiscono una coreografia che definire complessa è dire poco. Ogni aereo che si avvicina o si allontana da Venezia viene monitorato costantemente: quote, distanze di sicurezza, sequenze di atterraggio, tutto calcolato al secondo.

32 movimenti l’ora: il limite che non si tocca

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Superarlo? Impensabile, almeno con l’attuale configurazione. Ecco perché il lavoro di squadra tra i controllori diventa decisivo: non basta un singolo professionista bravo, serve che l’intera squadra remi nella stessa direzione, comunicando in tempo reale ogni variazione, ogni imprevisto, ogni cambio di rotta dell’ultimo minuto.

Un aeroporto che non si ferma più

Quello che emerge, sommando tutti questi tasselli, è lo scatto in avanti di uno scalo che ha smesso i panni della provincia per vestire quelli di protagonista nei collegamenti intercontinentali. Merito della posizione strategica, certo, ma anche di chi ogni giorno, in torre, fa in modo che quei 32 movimenti orari scorrano senza intoppi.

Resta da vedere se la crescita continuerà con lo stesso ritmo nei prossimi mesi. I numeri di quest’anno, comunque, hanno già consegnato al Marco Polo un posto tra le grandi porte d’ingresso del Paese.