Smart Road Torino, 26 milioni per cambiare l’ex Kerry: il nuovo Terminal sarà un hub tra bus, treno e metro Marco Gramigni 07 October 2026 Citizen Mobility L’ex stabilimento Kerry di Torino Nord si prepara a una radicale trasformazione: su un’area di circa 7.000 metri quadrati nasceranno un’autostazione per i bus a lunga percorrenza, un hotel da 130 camere e un parcheggio fotovoltaico C’è un pezzo di Torino nord che per anni ha fatto da sfondo a capannoni vuoti e cancelli arrugginiti. Era l’ex Kerry, uno stabilimento industriale dismesso da tempo. Ora quella zona si prepara a cambiare pelle completamente: al suo posto nascerà il Terminal Torino Fossata, un progetto da oltre 26 milioni di euro che mescola autobus, hotel e parcheggi in un solo colpo. Chi ci mette i soldi e chi tira le fila Dietro l’operazione c’è Air Pullman S.p.A., che muove i fili attraverso una società chiamata Immobiliare Fossata S.r.l. Al suo fianco siede Equiter S.p.A., che fa da advisor — in pratica da consulente strategico — per conto di Fondo Tematico Turismo S.r.l. E qui le cose si fanno interessanti: Fondo Tematico Turismo è una società-veicolo (cioè creata apposta per gestire questo tipo di investimenti) controllata al cento per cento da Intesa Sanpaolo. Questo fondo entra nell’operazione con 16 milioni di euro provenienti dal PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, i fondi europei post-pandemia), ottenendo così quasi il 44% di Immobiliare Fossata. Il resto, il 56%, resta saldamente nelle mani del Gruppo Air Pullman. Cosa sorgerà esattamente su quei 7.000 metri quadrati Il progetto prevede tre anime distinte che convivono nello stesso spazio: Una nuova autostazione per collegamenti bus a media e lunga percorrenza, con oltre 30 stalli, alcuni già pensati per la ricarica elettrica Un hotel da circa 130 camere firmato IHG (InterContinental Hotels Group, uno dei colossi mondiali dell’hotellerie) Un parcheggio da 130 posti auto con tetto fotovoltaico Il tutto collegato — e qui sta il vero punto di forza — alla stazione Rebaudengo Fossata, alla futura Linea 2 della metropolitana torinese e alla viabilità ordinaria. Non un terminal isolato in periferia, insomma, ma un nodo pensato per intrecciarsi con treno, metro e strada. Addio alla vecchia area di corso Vittorio Emanuele Torino, 26 milioni per cambiare l’ex Kerry: il nuovo Terminal sarà un hub tra bus, treno e metro LEGGI ANCHE Palermo, allarme sicurezza stradale: oltre 600 violazioni del Codice della Strada in una settimana Il nuovo hub prenderà il posto dell’attuale area di sosta bus di corso Vittorio Emanuele, ormai inadeguata ai volumi di traffico moderni. La nuova infrastruttura è destinata a sostituire l’attuale area di sosta di corso Vittorio Emanuele e a favorire l’interscambio con la rete ferroviaria e il trasporto pubblico locale. Le voci dietro il progetto Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, non nasconde la soddisfazione: «Siamo davvero molto soddisfatti dello stato di avanzamento di un investimento che porta rigenerazione urbana, nuovi servizi e posti di lavoro, contribuendo a costruire la Torino di domani: una città sempre più connessa, accogliente e innovativa» – «Si tratta di un esempio concreto di partenariato pubblico-privato». Dal lato Air Pullman, il Consigliere delegato Alessandro Oldrini spiega la filosofia dietro la scelta: «Con il Terminal Torino Fossata abbiamo voluto dare una risposta concreta a un’esigenza del trasporto a lunga percorrenza, creando un’infrastruttura pensata non soltanto per la sosta e la partenza degli autobus, ma come un vero punto di accesso alla città». Sulla stessa linea Carla Patrizia Ferrari, CEO di Equiter: «L’operazione promossa da Immobiliare Fossata rappresenta un modello di valorizzazione integrata, capace di mettere in relazione mobilità, ricettività e sviluppo territoriale». Quando se ne vedranno i frutti Per chi spera di vedere il terminal in funzione, bisognerà portare un filo di pazienza. L’autostazione dovrebbe tagliare il nastro a metà 2027, mentre per l’hotel si parla di fine dello stesso anno. Tempi lunghi, certo, ma per un quartiere che per decenni ha convissuto con un capannone vuoto, la trasformazione vale l’attesa.