Italia, aumenta la produzione di rifiuti urbani pro capite, ma migliora anche la raccolta differenziata. I dati

Italia, aumenta la produzione di rifiuti urbani pro capite, ma migliora anche la raccolta differenziata. I dati

L’incremento della produzione di rifiuti urbani pro capite in Italia va di pari passo con il miglioramento costante della raccolta differenziata, che si mantiene al di sopra degli obiettivi della normativa

Gli italiani producono sempre più rifiuti. Ma sanno conferirli ancora meglio di prima. Il tema dell’immondizia urbana è uno dei più centrali per una Smart City, perché ha a che fare con pulizia, decoro e tutela dell’ambiente. E la raccolta differenziata è un qualcosa che alla popolazione di tutta Italia sta sempre più a cuore, laddove già aveva ottenuto risultati incoraggianti. Per esempio, il target del 65% di scarti gettati nei bidoni appositi fissato dalla normativa è già stato raggiunto nel 2022. E persino superato.

Lo dice l‘Istat, che riporta gli ultimi dati disponibili in materia di produzione e conferimento di rifiuti nelle città, riferiti al 2024. In quell’anno, l’immondizia urbana prodotta in Italia ammonta a 29,9 milioni di tonnellate, in crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente. La cifra è pari in media a 507,7 kg per abitante, che significa +11,5 chili pro capite rispetto al 2023.

Un aumento significativo in tutte le aree territoriali del Paese, con il Nord-Est che ottiene il primato (+4,2%). Seguono Nord-ovest (+3,2%), Centro (+1,2%) Sud e Isole (+1% entrambe). Parlando delle Regioni, solo 3 mantengono la stessa quantità di rifiuti pro capite media rispetto all’anno prima (Basilicata, Marche e Puglia). Sono invece 11 i territori regionali che superano la media nazionale. La quota più alta (82,5%) si rileva per la Provincia autonoma di Trento, seguita da Emilia-Romagna e Veneto, con oltre il 78%. Le regioni con minore produzione di rifiuti urbani sono la Basilicata (355,1 kg/ab), che supera per la prima volta il target fissato (66,3%, +1,4 p.p. sul 2023), il Molise (386,6 kg/ab) e la Calabria (403,8 kg/ab), che invece non lo raggiungono.

Raccolta differenziata al 67,7%. Anche qui spicca il Nord-Est

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Ma i dati Istat del 2024 evidenziano anche che sono proprio i territori che producono più rifiuti ad essere migliori nella raccolta differenziata. Che è arrivata due anni fa al 67,7% dei rifiuti urbani prodotti, un punto percentuale in più sul 2023. Le quote più elevate si hanno nel Nord-est (77,8%) e nel Nord-ovest (71,3%). Al Centro e nelle Isole si supera il 60%, mentre il Sud lo sfiora. Rispetto al 2010, la quota di raccolta differenziata in Italia risulta quasi raddoppiata (+32,4%). 

La quantità di immondizia correttamente conferita nella differenziata è aumentata in tutte le Regioni d’Italia, eccezion fatta per Provincia autonoma di Bolzano (-o,6% sul 2023) e per le Marche (-0,3%), che però da anni hanno già superato il target previsto per la loro area amministrativa.

I territori che ancora restano indietro rispetto alla tabella di marcia della differenziata sono la Liguria (59,6%), la Campania (58,1%), la Calabria (57,5%), il Lazio (56,2%) e la Sicilia (55,5%). La Regione di Palermo, però, registra l’incremento della differenziata più elevato degli ultimi cinque anni (+13,2%), quindi è sulla strada giusta per raggiungere l’obiettivo il prima possibile.

Il comportamento chiave delle famiglie

L’Istat precisa che in alcune realtà territoriali l’associazione tra una maggiore raccolta differenziata e un incremento della produzione complessiva può derivare da una più accurata contabilizzazione dei rifiuti. Questo è possibile grazie a sistemi di ritiro dell’immondizia più efficienti, in grado di intercettare flussi che in precedenza sfuggivano alla misurazione. Ma è indubbio che ormai l’abitudine di conferire in modo differenziato i rifiuti sia entrata nel quotidiano degli italiani.

Nel 2025 il 92,7% delle famiglie ha dichiarato di differenziare sempre i contenitori in plastica (era l’87,1% nel 2018 e il 90,8% nel 2021). Mentre i nuclei familiari che differenziano ogni giorno i materiali di vetro sono il 92,2% (85,9% nel 2018 e 91,1% nel 2021). Exploit invece per l’alluminio, che dal 71,3% nel 2018 e l’81,3% nel 2021, è passato a una raccolta differenziata corretta da parte dell’83,9% delle famiglie.

Lieve decrescita per la raccolta di batterie esauste (dal 52,8% tra il 2018 e il 2021 al 51,3% nel 2025) e dei farmaci scaduti, che dal 54,6% del 2021 sono calati fino al 54% dell’anno scorso. Il 72,6% dei nuclei familiari in Italia (specie nel Nord-Est) si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti della raccolta porta a porta dei rifiuti. Insomma, gli italiani si dimostrano ancora una volta tra i migliori in Europa per la raccolta differenziata. Addirittura, mischiando rifiuti normali e speciali, il nostro Paese era primo nel Continente per riciclo complessivo, che supera l’85%.