Smart Road Milano, nuova vita per Porta Genova: la storica stazione può diventare il primo Museo dei Trasporti lombardo Marco Gramigni 08 October 2026 Mobility Dopo oltre 150 anni sui binari, Porta Genova potrebbe avere una seconda vita. La Regione Lombardia lavora a un museo capace di raccontare locomotive, tram e metropolitane, ma anche le storie delle persone che hanno fatto muovere la regione C’è una stazione a Milano che da qualche mese ha smesso di respirare. Binari muti, pensiline vuote, quel silenzio strano che si crea quando un posto pieno di vita all’improvviso si ferma. Parlo di Porta Genova, aperta nel lontano 1870 e andata in pensione a fine 2025. Ma attenzione: quel luogo sta per ricominciare a raccontare storie, solo che stavolta saranno storie del passato. L’idea arriva dalla Regione A tirare fuori dal cilindro il progetto è stato Franco Lucente, assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia. Durante un convegno organizzato apposta per l’occasione, con al tavolo anche l’assessora alla Cultura Francesca Caruso e rappresentanti del Comune di Milano, Ferrovienord, Trenord e Fondazione FS, Lucente ha messo nero su bianco l’intenzione di dar vita al primo museo regionale dei trasporti. Le sue parole lasciano poco spazio ai fraintendimenti: “L’idea cui stiamo lavorando è creare un luogo dedicato alla storia della mobilità pubblica lombarda, capace di raccogliere e valorizzare testimonianze, materiali e documenti, ma anche di diventare uno spazio di ricerca, partecipazione e divulgazione“. E poi quella frase che, a conti fatti, racchiude tutto il senso dell’operazione: “Il treno e gli altri mezzi di trasporto sono un patrimonio che racconta storie di tutti noi”. Perché proprio Porta Genova e non un altro posto La scelta non è campata in aria. Lucente vede in quella stazione dismessa un’occasione da non perdere, un luogo carico di storia che aspetta solo di essere rimesso a nuovo: “Vedo in Milano il luogo giusto per questo progetto“, ha dichiarato, aggiungendo che il trasporto pubblico locale ha un valore enorme per la città e non può restare indietro su questo fronte. Non solo vetrine con vecchi treni Qui sta il punto interessante, quello che distingue questa idea da un semplice museo “guarda e non toccare”. Il progetto punta a diventare: un centro di ricerca sulla storia della mobilità uno spazio di restauro e conservazione di mezzi storici un luogo di partecipazione, aperto a cittadini, tecnici, dipendenti ed ex dipendenti del settore, appassionati di ogni età Insomma, non solo teche polverose, ma un posto vivo dove chi ha lavorato tutta la vita su un tram o su un treno può ritrovare un pezzo della propria storia personale. I primati lombardi che meritano di essere raccontati Milano, nuova vita per Porta Genova: la storica stazione può diventare il primo Museo dei Trasporti lombardo LEGGI ANCHE Palermo, allarme sicurezza stradale: oltre 600 violazioni del Codice della Strada in una settimana La Lombardia, va detto, di roba da raccontare ne ha parecchia. Qualche esempio su tutti: la Ferrovia della Valtellina (Milano-Sondrio), prima linea ferroviaria elettrificata d’Italia la Metropolitana Linea 1 di Milano, prima al mondo ad aver usato il celebre “Metodo Milano”, una tecnica ingegneristica che riduce l’impatto degli scavi sulla superficie sovrastante la tranvia Milano-Monza, inaugurata nel 1886 con trazione a cavalli (sì, avete letto bene, cavalli) e poi elettrificata, prima linea tranviaria interurbana di tutta Italia A questo si aggiunge un dettaglio curioso: Milano vanta la quinta rete tranviaria più estesa al mondo, un primato che in pochi conoscono ma che la dice lunga sul legame tra la città e i suoi tram. La voce della Cultura Anche l’assessora Francesca Caruso ha voluto dire la sua, sottolineando il valore sociale dell’operazione: “Un Museo dei Trasporti permetterebbe di raccontare una parte della storia lombarda che riguarda da vicino tante famiglie, arricchendo il patrimonio museale regionale“. E ha aggiunto un dato che fa capire quanto la gente sia già affezionata a questo tipo di memoria storica: “Il grande successo dei treni storici dimostra quanto sia vivo l’interesse per la storia dei trasporti“. Un museo “diverso dal solito” Tra gli ospiti del convegno anche René Capovin, direttore generale del Museo dell’Energia Idroelettrica di Valle Camonica, che ha provato a spiegare che tipo di esperienza avrà in mente chi sta progettando questo spazio: “Siamo abituati a un certo tipo di museo. Solitamente, si entra in un museo d’arte con la necessità di avere competenze pregresse. Il Museo del trasporto pubblico, invece, ha una logica diversa“. L’obiettivo, ha aggiunto, è che ogni visitatore ci porti dentro un pezzo della propria esperienza personale, tra locomotive, biglietti d’epoca e oggetti che raccontano un mondo quotidiano fatto di viaggi e spostamenti. E adesso? Il progetto, va detto chiaramente, è ancora in fase di definizione. Il prossimo passo sarà costruire un percorso vero e proprio per capire dove localizzare concretamente il museo e valutarne la fattibilità tecnica ed economica. Tempi lunghi, probabilmente, ma l’obiettivo è chiaro: trasformare una stazione morta in un luogo che tiene viva la memoria di un pezzo di Lombardia che si muove da sempre, su rotaia, su gomma, su acqua e perfino a fune.