Smart Road Genova Smart City, il modello conquista la Germania: 21 studenti arrivano per studiarlo Marco Gramigni 08 October 2026 Citizen Sicurezza Ventuno studenti della Friedrich-Alexander-Universität di Erlangen-Nürnberg sono arrivati al Matitone per conoscere da vicino le tecnologie con cui Genova sta costruendo la propria Smart City: dal Digital Twin al Geoportale, fino ai sistemi di videosorveglianza C’è una scena che vale più di mille slide istituzionali. Un’aula del Matitone, ieri mattina, piena di ragazzi tedeschi con taccuini e curiosità da vendere. Ventuno studenti, per la precisione, arrivati dalla Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg — ateneo con base a Norimberga — per capire come diavolo fa Genova a essere diventata un caso di studio in fatto di città intelligente. E qui va fatta una premessa che cambia tutto il senso della storia: non è stato il Comune a invitarli. Sono stati loro a chiedere di venire. Il gruppo, iscritto alla magistrale in Geografia, stava seguendo un seminario sulle infrastrutture urbane e si è imbattuto nel modello genovese, decidendo che valeva la pena vederlo coi propri occhi. Con la delegazione c’erano anche un docente e un dottorando, segno che l’interesse non era solo da gita fuori porta. Cosa gli hanno mostrato, nel concreto Ad accoglierli è stato il personale dell’Area Digitalizzazione e Progetti di Innovazione del Comune, che ha scoperchiato il cofano della macchina digitale cittadina. Prima tappa: il team che si occupa di Reti di Telecomunicazioni, Sistemi di Controllo Accessi e Videosorveglianza — in pratica chi tiene d’occhio (letteralmente) la sicurezza urbana tramite telecamere intelligenti e sistemi di analisi video capaci di leggere cosa succede per strada in tempo reale. Poi è stato il turno del gruppo SIT, sigla che sta per Sistemi Informativi Territoriali. Qui la presentazione si è fatta quasi affascinante, almeno per chi mastica un minimo di urbanistica digitale: il Geoportale comunale, cioè la piattaforma dove confluiscono mappe e dati della città il Digital Twin, un gemello digitale di Genova — una copia virtuale usata per simulare scenari e pianificare interventi senza doverli testare prima sul campo vero il Database Cartografico, l’archivio che tiene in ordine tutte le mappe e i riferimenti territoriali varie applicazioni GIS (Geographic Information System), i sistemi che permettono di incrociare dati e territorio su schermo Le due assessore, e un obiettivo preciso: il 2030 Smart city with 3d rendering robot with development city Genova Smart City, il modello conquista la Germania: 21 studenti arrivano per studiarlo LEGGI ANCHE Italia, aumenta la produzione di rifiuti urbani pro capite, ma migliora anche la raccolta differenziata. I dati A chiudere l’incontro ci hanno pensato Rita Bruzzone, assessora a Informatica e Transizione digitale, e Francesca Coppola, assessora alla Smart City. Due donne, due deleghe diverse, ma un messaggio unico e piuttosto netto: “Genova è un’eccellenza tecnologica nazionale, un primato destinato a crescere con i prossimi investimenti“, hanno dichiarato. E non si sono fermate lì. Guardando avanti, hanno fissato un paletto temporale tutt’altro che vago: “I progetti futuri proseguiranno per rendere Genova la Smart City di riferimento in Italia entro il 2030. È un obiettivo ambizioso, ma concreto, supportato dalla strategia e dalle tecnologie che stiamo implementando“. Ambizioso, dicono loro. Vero, aggiungerei io guardando la scena di ieri: quando un’università straniera bussa per studiarti, vuol dire che qualcosa, in città, sta davvero funzionando.