Legal Smart Road Nuovo Codice della strada, multe più leggere e tolleranza zero sui comportamenti pericolosi: camionisti e autisti di bus fino a 70 anni Alberto Bruzzone 14 October 2026 Via libera del Consiglio dei ministri alla revisione del Codice della strada voluta da Matteo Salvini. Tra le novità, sanzioni ridotte, nuove regole per biciclette elettriche e monopattini, tempi più brevi per notificare le multe e maggiori tutele per le persone con disabilità. Critiche dal Codacons: «Servono più controlli sul territorio» Nel nuovo Codice della strada, previste multe più leggere ma anche tolleranza zero sui comportamenti pericolosi: ecco che cosa cambierà. Multe più leggere, ma tolleranza zero nei confronti dei comportamenti che mettono a rischio la sicurezza stradale. È questa la linea che accompagna la revisione del Codice della strada. È stata approvata dal Consiglio dei ministri, nell’ambito del percorso promosso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, dopo il confronto con oltre cento operatori e associazioni di settore. Tra gli interventi principali figurano la razionalizzazione degli importi delle sanzioni, nuove disposizioni per la circolazione dei veicoli e una modifica significativa per il trasporto professionale. Il limite di età per guidare camion e autobus viene innalzato da 68 a 70 anni, con l’obbligo di sottoporsi a verifiche biennali. Multe ridotte e stop all’adeguamento automatico La revisione prevede una riduzione di alcuni importi delle sanzioni rispetto a quelli attualmente in vigore. Come spiegato dal ministero dei Trasporti, i minimi edittali più comuni passano da 26 a 25 euro e da 42 a 40 euro. Le multe da 83 e 87 euro vengono invece ricondotte a 80 euro. La misura si accompagna alla sospensione dell’adeguamento automatico biennale delle sanzioni all’inflazione. L’obiettivo è razionalizzare il sistema delle multe, intervenendo sugli importi senza rinunciare alla lotta contro le condotte più pericolose. Assicurazione obbligatoria e nuove regole per le bici elettriche Tra le novità più rilevanti figura il divieto di proseguire la marcia per chi circola senza assicurazione, con particolare attenzione alla copertura di responsabilità civile necessaria per tutelare i terzi in caso di incidente. Cambiano anche le regole per le cosiddette super-bici elettriche utilizzate, tra gli altri, dai rider per le consegne. Per questi mezzi, distinti dalle normali biciclette a pedalata assistita, sono previsti obblighi relativi a casco e targa. Per i conducenti arriva inoltre una semplificazione: non sarà più necessario portare materialmente con sé la patente e il libretto di circolazione, poiché i documenti potranno essere verificati telematicamente dalle forze dell’ordine. Motociclisti e monopattini: cosa cambia La riforma interviene anche sulla circolazione delle due ruote. In caso di incidenti o rallentamenti in autostrada, i motociclisti potranno utilizzare la corsia di emergenza secondo le nuove disposizioni previste dal testo. Per i monopattini elettrici viene invece introdotto il divieto di circolazione quando il mezzo costituisce un intralcio o un pericolo per i pedoni. L’obiettivo è quello di di rafforzare la sicurezza degli utenti più vulnerabili. Multe, notifiche più rapide e recupero dei crediti Novità anche per la notifica dei verbali di contestazione. Quando l’infrazione viene rilevata da remoto e non è possibile procedere alla contestazione immediata, i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare il verbale, secondo quanto indicato dal ministero. Il nuovo Codice punta inoltre a rendere più efficace il recupero delle somme non pagate dagli automobilisti stranieri. Per chi circola in Italia per più di 30 giorni è previsto l’obbligo di assicurazione nel rispetto delle regole italiane. Più tutele per le persone con disabilità Particolare attenzione viene riservata al Contrassegno unificato disabili europeo (Cude). Tutti i Comuni saranno tenuti ad aderire alla piattaforma nazionale, così da consentire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano e semplificare gli spostamenti delle persone con disabilità. In caso di mancata adesione, i Comuni non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per rilevare le violazioni relative alla sosta riservata e alle Zone a traffico limitato (Ztl). «Introduciamo l’obbligo per i Comuni di aderire alla Piattaforma Unica Nazionale Informatica dei Contrassegni Unici, per semplificare e rendere più efficace il sistema». Lo afferma la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. Una misura che, secondo Locatelli, consentirà alle persone con disabilità di muoversi e viaggiare senza dover richiedere continuamente autorizzazioni ai singoli Comuni per accedere alle Ztl. Autisti professionali fino a 70 anni Tra le modifiche più significative per il settore dei trasporti c’è l’innalzamento da 68 a 70 anni del limite anagrafico per la guida professionale con le patenti del gruppo 2: C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE. La possibilità di continuare a guidare oltre i 68 anni sarà subordinata a verifiche biennali, secondo quanto previsto dalla nuova disciplina. Le critiche del Codacons: «Servono più controlli» Non mancano le perplessità. Il Codacons contesta l’impostazione della riforma, sostenendo che modificare gli importi delle multe, al rialzo o al ribasso, non sia sufficiente a migliorare la sicurezza stradale. Per l’associazione dei consumatori, la priorità dovrebbe essere rappresentata da un rafforzamento dei controlli sul territorio, indispensabile per prevenire le infrazioni e contrastare i comportamenti pericolosi alla guida. La revisione del Codice punta dunque a intervenire su più fronti. Si va dalla semplificazione burocratica alla tutela degli utenti vulnerabili, fino alle regole per il trasporto professionale. Resta centrale la sfida di tradurre le nuove disposizioni in una maggiore sicurezza sulle strade, attraverso controlli efficaci e il rispetto delle norme da parte di tutti gli utenti.