Italia, incidenti stradali: vittime in calo ma aumentano i feriti, ecco le Regioni più virtuose. I numeri

Italia, incidenti stradali: vittime in calo ma aumentano i feriti, ecco le Regioni più virtuose. I numeri

Aci e Istat hanno pubblicato l’aggiornamento sui dati degli incidenti stradali in Italia nel 2025, vittime in calo rispetto al 2024 ma in maniera disomogenea nel Paese, feriti in crescita

Meno morti sulle strade italiane. Sono 162 le vite che si sono salvate tra il 2024 e il 2025, secondo il rapporto Aci-Istat sugli incidenti stradali nel nostro Paese. Un aggiornamento della ricerca statistica diffuso nelle scorse ore dai due enti, con un maggiore approfondimento dei dati territoriali, Provincia per Provincia e Regione per Regione. Ricerca che, al di là del risultato positivo a livello globale, che ha soddisfatto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, rivela che ci sono ancora delle disuguaglianze.

Incidenti e feriti su, vittime giù (ma ancora troppo poco)

Andando con ordine, nel 2025 sono 2.868 i morti in incidenti stradali in Italia. Il che significa -5,3% rispetto all’anno precedente, quando furono 3.030 le persone a perdere la vita, di cui 419 pedoni (-11% sul 2024) e 228 ciclisti (+23%). Sono aumentati però i feriti, che hanno raggiunto quota 237.822 (+1,7%) e anche gli incidenti stradali, arrivati a 177.207 con un incremento di quasi 4.000 episodi (+2,2%).

Il calo delle vittime dunque prosegue e con un divario più positivo rispetto al 2024, quando i morti in strada erano appena lo 0,3% in meno sul 2023. Anche se non diminuiscono scontri e persone che riportano lesioni, gli effetti delle nuove politiche della strada sembrano vedersi. Tuttavia rispetto al 2019, anno scelto per il target del dimezzamento dei morti in strada da raggiungere nel 2030, il calo è solo del 9,6%. 

Nel 2025 il numero di incidenti per centomila abitanti è più elevato della media nazionale (300,6) in 7 regioni su 20. La maglia nera va ancora alla Liguria, che ha registrato 507,1 sinistri, in calo però rispetto al 2024 (527,3). Più contenuto il dato in Molise (170,1) , Basilicata (189,5) e Calabria (191,3), che sono le migliori tre e quasi a metà della media nazionale.

Le vittime della strada: c’è ancora uno squilibrio territoriale

Concentrandosi su chi ha perso la vita, nel 2025 il numero di morti per centomila abitanti, secondo i numeri Aci-Istat, risulta più elevato della media nazionale (5,1) in ben 13 regioni. Il tasso peggiore è il 7,4 della Basilicata. Viceversa, l’indice di mortalità è più basso in Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Umbria, Calabria, Campania, Liguria, Piemonte e Puglia.

Le Regioni con la più alta diminuzione di vittime della strada, in valori assoluti, sono state la Puglia (-51), la Lombardia (-36) e l’Umbria (-26). Quelle con il maggior aumento di morti in strada, invece, sono il Piemonte, (+27), nelle Marche (+13) e in Liguria (+8). Il territorio ligure, in particolare, è abbastanza contraddittorio: rappresenta quello con maggiore incidenza sulla popolazione degli incidenti, che però sono in calo rispetto al 2024, così come la mortalità resta sotto la media nazionale ma le vittime sono cresciute in confronto all’anno precedente. Anche la Regione piemontese, comunque, resta con un tasso di morti inferiori alla media italiana ma con un incremento, favorito probabilmente dall’elevata popolazione.

I dati provinciali: altre disomogeneità

A livello provinciale, rispetto all’anno di confronto 2019, 41 province su 107 hanno fatto registrare un aumento del numero dei morti sulle strade. In altre 57, invece, tale numero è diminuito. In 9 Province il dato resta stabile. Alcune di queste realtà territoriali hanno anche già raggiunto il target del dimezzamento delle persone che hanno perso la vita in strada, come Prato, Fermo, Crotone, Vercelli, Vibo Valentia, Isernia e Siena. 

Le Province che hanno registrato il maggior incremento percentuale, sempre rispetto al 2019 e che si allontanano dal target europeo, sono, invece, Aosta, Oristano e Barletta-Andria-Trani. Rispetto al 2024, la diminuzione più significativa, in valori assoluti, del numero dei morti si è registrata, nel 2025, nelle province di Treviso (-29), Perugia (-26) e Napoli (-20). Ma anche per i dati provinciali, l’Italia presenta numerose diseguaglianze.

In 12 Province, l’indice di mortalità (morti per 1000 incidenti) è risultato più del doppio rispetto al valore medio nazionale (16,2). Le situazioni più critiche a Nuoro (52,8), Sud Sardegna (51,7) e Benevento (50,2). Prato, Fermo, Milano, Monza e Brianza, Genova, Imperia, Rimini e Varese sono, invece, le province in cui gli incidenti risultano meno gravi. L’indice di mortalità, infatti, è inferiore a 10 vittime ogni 1.000 incidenti.

Torino (+17), Macerata (+14), Catania (+10) sono state le Province nelle quali si sono registrati gli incrementi maggiori, in valori assoluti, di decessi. La maggior parte delle Province siciliane, a partire da Palermo (+20 rispetto al 2019), fanno della Sicilia la Regione con il più alto aumento di morti rispetto al 2019 (+33).