Bologna contro il nuovo Codice della Strada: il Comune chiede il ritiro delle modifiche. Il motivo

Bologna contro il nuovo Codice della Strada: il Comune chiede il ritiro delle modifiche. Il motivo

Il Consiglio comunale di Bologna ha approvato l’ordine del giorno presentato da Roberto Fattori in cui si impegna la giunta a chiedere il ritiro delle modifiche del nuovo Codice della Strada, in particolare per l’Articolo 64, comma 6 lettera B

No alle modifiche del Codice della Strada. Il Consiglio comunale di Bologna, con 21 voti favorevoli e 6 astenuti, ha  approvato l’Ordine del giorno che impegna la giunta in ogni sede competente affinché si opponga al nuovo regolamento varato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e approvato in Consiglio dei Ministri.

L’Odg, presentato dal consigliere Roberto Fattori e votato dalla maggioranza, parte dalle considerazioni riguardo l’Articolo 64, comma 6, lettera B. Esso prevede che i pedoni “Prima di iniziare l’attraversamento si fermino e verifichino che i conducenti dei veicoli che sopraggiungono li abbiano visti e si arrestino per dare loro la precedenza“. Si tratta di un cambiamento di punto di vista che rischia, in sostanza, di ribaltare la colpa in caso di investimenti di persone che attraversano la strada.

Il Consiglio comunale di Bologna nell’Ordine del giorno sostiene infatti che, in caso di pedoni travolti, con il nuovo Codice della Strada l’automobilista responsabile potrebbe sempre sostenere di non aver visto la vittima. E quindi aprire quantomeno al concorso di colpa. Uno scenario inaccettabile da parte del Comune bolognese, che riporta i dati Asaps – Sapidata, secondo cui dal 1° gennaio all’11 ottobre sono stati uccisi 327 pedoni sulle strade di tutta Italia. Si legge nella nota:

renderebbe gli attraversamenti pedonali meno fruibili e meno sicuri. Deresponsabilizzerebbe i conducenti dei veicoli, poiché sarebbe il pedone a doversi accertare di essere stato visto, e non il conducente del veicolo ad accertarsi di vedere il pedone che vuole attraversare. Inoltre amplierebbe impropriamente i casi di concorso di colpa tra automobilista e pedone, nonostante quest’ultimo subisca la violazione del proprio diritto di precedenza. E poi aumenterebbe enormemente i contenziosi con le compagnie assicurative in caso di sinistro, con conseguente allungamento dei tempi e oneri aggiuntivi che non sempre i danneggiati potranno permettersi di sostenere

Bologna, via dal CdS le nuove norme sugli attraversamenti pedonali

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Nel testo dell’Odg è sottolineato il fatto che alcuni enti e associazioni che si occupano di sicurezza stradale hanno condannato la modifica dell’Articolo 64 e il Comune di Bologna si adopererà da oggi a osteggiarne l’approvazione. Pertanto, si legge, ora il sindaco Matteo Lepore e la giunta dovranno impegnarsi affinché

l’attuale proposta del Governo di nuovo Codice della Strada venga ritirata e si apra un percorso di confronto reale con tutti gli enti locali e le associazioni che si occupano di sicurezza stradale per pervenire a una riforma condivisa del CdS. In mancanza, ANCI esprima parere negativo in sede di Conferenza unificata. In ogni caso, questa norma di nuova introduzione a carico dei pedoni sia eliminata dal testo del nuovo codice della strada prima dell’approvazione definitiva. E che questo ordine del giorno sia inoltrato a tutti i parlamentari del territorio, affinché intraprendano le azioni necessarie a ottenere quanto richiesto dal Consiglio.

Il Comune rilancia: sanzioni automatiche per chi non dà precedenza

Ma non è finita qui. Perché il Consiglio bolognese, approfittando della trattazione di questo tema, ha deciso di chiedere l’avvio di uno studio di fattibilità per l’installazione di strumenti elettronici di sanzionamento automatico per gli automobilisti che violano l’obbligo di precedenza agli attraversamenti ciclabili e pedonali. Ribaltando così completamente il punto di vista tracciato dall’articolo 64, comma 6 lettera B del nuovo Codice della Strada in corso di approvazione. L’obiettivo del Mit è di far entrare in vigore il nuovo insieme di regole dal 1° gennaio 2028. Di fatto il Comune di Bologna ha meno di un anno a disposizione per combattere la battaglia in favore dei pedoni.