TikTok rafforza i controlli in vista delle nuove proteste: task force e stretta sui contenuti violenti

TikTok rafforza i controlli in vista delle nuove proteste: task force e stretta sui contenuti violenti

Dopo i disordini di Milano del 17 ottobre, la piattaforma intensifica la moderazione dei video e delle dirette legate alle manifestazioni. Intanto si riaccende il dibattito sull’accesso ai social network da parte dei più giovani

Dopo le proteste e i disordini registrati a Milano lo scorso 17 ottobre, e con l’avvicinarsi di nuove manifestazioni previste nel fine settimana in diverse città italiane, cresce l’attenzione sul ruolo dei social network nell’organizzazione delle mobilitazioni e nella diffusione delle immagini dalle piazze. Tra le piattaforme più osservate c’è TikTok, particolarmente utilizzata dai giovani, che ha annunciato il rafforzamento delle attività di controllo attraverso una task force dedicata e nuovi strumenti di moderazione.

La società ha ribadito la propria posizione contro ogni forma di violenza, sottolineando di non consentire contenuti che la incitino o promuovano attività criminali. Per affrontare l’evolversi della situazione, TikTok ha intensificato le verifiche sui contenuti pubblicati, anche attraverso tecnologie di riconoscimento delle immagini e dell’audio.

Più controlli su video, dirette e account

Le misure adottate prevedono la rimozione dei video che violano le regole della piattaforma, la sospensione delle dirette e il blocco degli account responsabili delle violazioni. Secondo quanto riferito dalla società, i tassi di violazione rilevati finora restano in linea con quelli osservati nei periodi precedenti.

TikTok ha inoltre dichiarato di collaborare con partner di fiducia, tra cui organizzazioni indipendenti di fact-checking, per individuare eventuali nuove minacce e intervenire tempestivamente.

Tra gli interventi annunciati figurano anche ulteriori restrizioni sulle ricerche: blocco dei termini che incitano alla violenza o ad attività criminali, disattivazione del completamento automatico per le ricerche legate alle proteste e limitazione dei suggerimenti proposti agli utenti.

Stretta sulle dirette e invito alla responsabilità

L’attenzione riguarda anche le dirette streaming, utilizzate per documentare gli eventi in tempo reale e condividere immagini delle manifestazioni. La piattaforma sta invitando gli utenti a consultare fonti affidabili e a utilizzare le Live in modo responsabile.

Per prevenire possibili forme di sfruttamento economico degli eventi, TikTok ha inoltre previsto limitazioni temporanee ad alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste.

La società sottolinea, tuttavia, la necessità di distinguere tra i contenuti che documentano le manifestazioni e quelli che promuovono o incoraggiano comportamenti violenti. L’obiettivo dichiarato è mantenere l’accesso alle informazioni e consentire il dibattito pubblico, contrastando al tempo stesso gli utilizzi impropri della piattaforma.

Social network e minori, si riaccende il dibattito

Il ruolo dei social nell’organizzazione delle proteste ha riportato al centro dell’attenzione anche il tema dell’accesso alle piattaforme da parte dei minori.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un’intervista a la Repubblica, si è detta «non contraria» a un divieto dei social network per gli under 14, riaprendo il confronto sulle possibili restrizioni e sulla tutela dei più giovani negli ambienti digitali.

Sul tema è intervenuto anche il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, che ha ricordato come in Europa si stia lavorando a un regolamento per disciplinare l’accesso ai social in base all’età. Tra le ipotesi richiamate figurano il divieto totale per gli under 13, l’accesso fino ai 15 anni con il coinvolgimento dei genitori e la possibilità di utilizzare liberamente le piattaforme successivamente.

Il confronto resta quindi aperto su due fronti: da una parte, la responsabilità delle piattaforme nel contrastare contenuti violenti e potenzialmente pericolosi; dall’altra, la necessità di individuare regole efficaci per proteggere i minori senza compromettere l’accesso all’informazione e la libertà di espressione.