Sicurezza urbana a Livorno, Massimo Nicoletti: “La microcriminalità aumenta, servono più pattuglie e collaborazione tra le forze dell’ordine”

Sicurezza urbana a Livorno, Massimo Nicoletti: “La microcriminalità aumenta, servono più pattuglie e collaborazione tra le forze dell’ordine”

Dai danneggiamenti alle auto durante il fine settimana agli episodi di violenza, fino al numero limitato di agenti in servizio serale: l’agente della Polizia locale analizza le criticità della città e richiama l’attenzione sulla necessità di un’azione condivisa per garantire la sicurezza urbana

“A Livorno si vive abbastanza bene, anche se ultimamente la microcriminalità sta aumentando”. È da questa considerazione che Massimo Nicoletti, agente della Polizia locale del Comune di Livorno, impegnato in particolare nel settore della sicurezza urbana, parte per descrivere le principali criticità che interessano la città. Una situazione nella quale, secondo la sua testimonianza, si fanno sempre più frequenti episodi di violenza, problematiche legate alla droga e danneggiamenti, soprattutto nelle serate del fine settimana.

Tra gli aspetti che destano maggiore preoccupazione ci sono proprio gli atti vandalici ai danni delle auto parcheggiate. “Molte volte, soprattutto il venerdì e il sabato sera, alcune strade vengono prese ripetutamente di mira: vengono danneggiate tutte le auto presenti”, racconta Nicoletti. Un fenomeno che richiede interventi costanti e un’attività di controllo mirata, in un contesto nel quale la Polizia locale è chiamata a operare anche in collaborazione con le altre forze dell’ordine.

Poche pattuglie per rispondere alle esigenze della città

Uno dei nodi principali riguarda le risorse disponibili per i servizi serali. “Noi come Polizia locale stiamo cercando di intervenire il più possibile, anche in collaborazione con le altre forze di polizia. È anche vero, però, che i nostri servizi serali sono riservati a poco personale: la sera abbiamo soltanto due pattuglie”, spiega l’agente.

A queste può aggiungersi, in alcune occasioni, una terza pattuglia composta da personale delle sezioni specialistiche, impegnate anche in attività di controllo commerciale, polizia giudiziaria e altri servizi specifici.

L’organizzazione del lavoro deve inoltre tenere conto degli eventi cittadini. In occasione di manifestazioni speciali, per esempio, vengono predisposti servizi dedicati alla viabilità e controlli sulle attività commerciali presenti nell’area interessata dall’evento.

Il tema della sicurezza urbana è destinato ad avere un ruolo centrale anche nel dibattito politico in vista delle prossime elezioni. Il numero degli agenti di Polizia locale e la necessità di rafforzare gli organici sono questioni sollevate frequentemente dagli amministratori locali, che chiedono maggiori risorse e strumenti per rispondere alle esigenze dei territori. Accanto al potenziamento del personale, emerge anche la necessità di consolidare la collaborazione tra i diversi corpi di polizia.

Videosorveglianza e collaborazione tra le forze dell’ordine

Per Nicoletti, il coordinamento operativo è uno degli strumenti fondamentali per affrontare le problematiche legate alla sicurezza. Livorno ha potuto contare su un sistema di videosorveglianza a disposizione anche delle altre forze di polizia, tra cui Carabinieri e Polizia di Stato. Secondo quanto riferito dall’agente, alla collaborazione si sarebbe aggiunta anche la Guardia di finanza.

Tra gli strumenti a disposizione della Polizia locale c’è inoltre un’unità autonoma di fotosegnalamento. Questa consente di gestire direttamente alcune procedure identificative nei confronti delle persone fermate, quando ricorrono i presupposti previsti, e di trasmettere successivamente i dati alla Questura per l’attribuzione di un codice identificativo univoco.

Si tratta di attività che affiancano i controlli sul territorio e che, nella visione di Nicoletti, possono contribuire a rendere più efficace il lavoro delle diverse forze di polizia. Il punto, tuttavia, resta la necessità di una maggiore integrazione tra gli interventi.

“Sarebbe necessario avere una maggiore collaborazione con le altre forze di polizia”, sottolinea. L’agente ricorda, a questo proposito, la propria partecipazione, nel mese di giugno, a un convegno dedicato alla sicurezza e alla legalità. In quell’occasione, nonostante la presenza di rappresentanti sindacali anche di altri corpi, molte delle domande e delle richieste di intervento erano state rivolte proprio alla Polizia locale.

Una dinamica che, secondo Nicoletti, evidenzia un problema di fondo: la sicurezza urbana non può essere considerata una responsabilità esclusiva degli agenti municipali. La presenza nei quartieri e nelle aree della movida richiede un impegno coordinato, soprattutto quando le risorse a disposizione delle singole strutture sono limitate.

La Polizia locale come punto di riferimento dei cittadini

La vicinanza al territorio rende la Polizia locale uno degli interlocutori più immediati per chi segnala un problema o chiede aiuto. Una prossimità che rappresenta un valore, ma che comporta anche un carico di aspettative spesso difficile da soddisfare.

Gli agenti, racconta Nicoletti, si trovano frequentemente a ricevere richieste che non rientrano nelle loro competenze o che non possono essere risolte attraverso un intervento di polizia. Eppure, anche quando viene spiegato che una determinata questione deve essere affrontata da altri uffici o servizi, i cittadini continuano spesso a rivolgersi alla pattuglia.

Il risultato è una pressione costante su un servizio chiamato a rispondere a esigenze molto diverse tra loro: dalla gestione di situazioni potenzialmente pericolose alle segnalazioni di minore entità, fino alle richieste che nascono soprattutto dal bisogno di essere ascoltati.

“Abbiamo una centrale operativa attiva 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, che riceve oltre 20mila chiamate all’anno”, riferisce l’agente. Una parte delle telefonate si traduce in interventi effettivi, mentre altre riguardano situazioni che non rientrano nelle competenze della Polizia locale o che richiedono risposte differenti.

Non mancano, inoltre, le occasioni in cui i cittadini approfittano della presenza degli agenti per sottoporre loro ulteriori problemi, anche mentre sono già impegnati in un intervento. È il segno di un rapporto di fiducia e di prossimità, ma anche di una domanda di assistenza che tende a riversarsi sulle forze di polizia.

Sicurezza, una responsabilità condivisa

Il quadro delineato da Nicoletti mette in evidenza una contraddizione: da una parte, cresce la richiesta di sicurezza e di presenza sul territorio; dall’altra, il personale disponibile deve fare i conti con risorse limitate e con una molteplicità di compiti.

La Polizia locale è chiamata a intervenire sui fenomeni di degrado, a contrastare i comportamenti illeciti nell’ambito delle proprie competenze, a garantire servizi durante gli eventi e a rispondere alle numerose richieste dei cittadini. Un ruolo di prossimità che, proprio per la sua natura, rischia di trasformarsi in un punto di raccolta di aspettative che vanno ben oltre le funzioni istituzionali del corpo.

Per affrontare le criticità della sicurezza urbana, il rafforzamento degli organici e una collaborazione più stretta tra le forze dell’ordine rappresentano, nella prospettiva dell’agente, elementi centrali. Perché il presidio del territorio, soprattutto nelle ore serali e nelle zone della movida, non può dipendere da un solo corpo di polizia.

La sfida per Livorno sarà quindi quella di coniugare una presenza più efficace sul territorio con un sistema di interventi coordinato, capace di rispondere ai problemi di sicurezza senza lasciare sulle spalle della Polizia locale l’intero peso delle richieste dei cittadini.