Eni, utili in forte crescita: +70% il risultato nei primi nove mesi del 2026. Price cap sui carburanti verso la proroga

Eni, utili in forte crescita: +70% il risultato nei primi nove mesi del 2026. Price cap sui carburanti verso la proroga

Il gruppo guidato da Claudio Descalzi chiude il terzo trimestre oltre le attese e rafforza le stime per fine anno. Il tetto ai prezzi di benzina e diesel potrebbe restare in vigore fino a dicembre, mentre i consumatori chiedono al governo di rispettare gli impegni sulle accise

Eni archivia i primi nove mesi dell’anno con risultati in forte crescita e guarda con fiducia alla chiusura del 2026. I conti del terzo trimestre superano le attese degli analisti, sostenendo il titolo in Borsa e spingendo il gruppo a rivedere al rialzo le proprie previsioni sulla produzione di petrolio e gas. Parallelamente, arriva un segnale positivo per gli automobilisti: il meccanismo del tetto massimo ai prezzi dei carburanti potrebbe essere mantenuto fino alla fine dell’anno, compatibilmente con l’andamento del mercato e la disponibilità delle forniture.

Carburanti, il price cap verso la fine dell’anno

A confermare la possibilità di una proroga è l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che ha sottolineato la necessità di monitorare le dinamiche del mercato, l’evoluzione dei prezzi e le forniture effettivamente disponibili, anche in relazione alla struttura logistica del gruppo.

Il price cap, introdotto inizialmente per un periodo di trenta giorni tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, prevede attualmente un prezzo massimo di 2,25 euro al litro per il gasolio e di 1,99 euro per la benzina. Il meccanismo resterà in vigore fino a eventuali nuove comunicazioni.

La possibilità di estendere la misura fino a dicembre era già stata presa in considerazione da Eni e ribadita durante la conference call con gli azionisti. Un’apertura alla proroga è arrivata anche dall’emiro del Kuwait, in relazione al marchio Q8, dopo il viaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel Paese.

La prospettiva di un prolungamento del tetto rappresenta un elemento di sollievo per i consumatori e concede al governo più tempo per intervenire sul fronte dei prezzi. L’Unione nazionale consumatori, tuttavia, invita l’esecutivo a non considerare la disponibilità di Eni come un’alternativa alle misure pubbliche.

L’associazione chiede infatti che non vengano disattesi gli impegni, già giudicati insufficienti, sul meccanismo delle accise mobili, avvertendo che eventuali passi indietro del governo potrebbero ridimensionare gli effetti positivi dell’iniziativa sui carburanti.

Conti oltre le attese e titolo in rialzo

L’annuncio sulla possibile proroga del price cap arriva in una giornata caratterizzata dai risultati trimestrali del gruppo energetico. I numeri presentati da Eni hanno superato le previsioni degli analisti, favorendo un deciso rialzo del titolo, che ha chiuso la seduta in crescita del 5,8%, a 27,65 euro.

Nei primi nove mesi dell’anno, l’utile netto rettificato ha raggiunto i 6,4 miliardi di euro, con un incremento del 70% rispetto allo stesso periodo del 2025. Particolarmente significativa la performance del terzo trimestre, durante il quale l’utile netto rettificato è salito a 2,8 miliardi, registrando una crescita del 125% su base annua.

Ancora più marcato l’aumento dell’utile netto: nei primi nove mesi ha raggiunto 7,59 miliardi di euro, in crescita del 202%, mentre nel solo terzo trimestre si è attestato a 3,2 miliardi, con un incremento del 299% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sul fronte finanziario, l’indebitamento si è ridotto di 2,8 miliardi di euro, scendendo a 6,7 miliardi a fine settembre. Il rapporto di indebitamento pro forma, o gearing, si è attestato al 9%, il livello più basso mai registrato dal gruppo.

Produzione in aumento e nuove prospettive per il 2026

I risultati trimestrali consentono a Eni di rafforzare le prospettive per la fine dell’anno. Il gruppo prevede ora una crescita della produzione di petrolio e gas compresa tra il 6% e il 7%, rispetto al precedente obiettivo del 5%. La stima del flusso di cassa annuale si attesta invece a 16,5 miliardi di euro.

A sostenere le previsioni è soprattutto il settore dell’esplorazione e produzione, che ha registrato una crescita organica del 7%. Descalzi ha attribuito il risultato all’avvio di nuovi progetti, alla piena operatività degli asset e ai benefici derivanti dall’avvio della joint venture Searah nel Sud-est asiatico.

Nel terzo trimestre, il comparto ha realizzato un utile operativo pro forma adjusted di 4,63 miliardi di euro, in aumento del 76% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Dividendi e buyback, remunerazione degli azionisti in aumento

La solidità dei conti si riflette anche nelle politiche di remunerazione degli azionisti. Eni ha annunciato la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione, per un valore complessivo di 1,3 miliardi di euro.

Inoltre, il programma di riacquisto di azioni proprie, il cosiddetto buyback, previsto per il 2026 è stato incrementato a 3,8 miliardi di euro.

Le decisioni si inseriscono in una strategia che punta a valorizzare i risultati raggiunti e a mantenere una solida struttura finanziaria, sostenuta dalla crescita operativa e dalla riduzione dell’indebitamento.

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Bene gas, bioraffinazione e raffinazione

Il quadro positivo coinvolge anche gli altri segmenti di attività. La divisione gas e Gnl ha registrato nel terzo trimestre un utile operativo pro forma adjusted di 407 milioni di euro, in aumento di circa il 50%, grazie alle ottimizzazioni del portafoglio di asset.

Nel settore della transizione energetica, Enilive ha beneficiato del miglioramento dei margini della bioraffinazione, mentre Plenitude punta sulla nuova struttura societaria per sostenere la crescita nel lungo periodo.

In aumento significativo anche i risultati del comparto della raffinazione. Le vendite di prodotti chimici, invece, sono rimaste sostanzialmente stabili.

Un finale d’anno tra crescita e attenzione ai prezzi

Per Eni, i risultati dei primi nove mesi delineano uno scenario di rafforzamento economico e finanziario, con prospettive di produzione più ambiziose e maggiori risorse destinate agli azionisti. Sul fronte dei carburanti, la possibile proroga del price cap potrebbe offrire una tutela aggiuntiva agli automobilisti, ma la sua durata resterà legata alle condizioni di mercato e alla disponibilità delle forniture.

Resta aperto il tema del ruolo del governo, chiamato a definire le proprie misure per contenere il costo dei carburanti. Per i consumatori, la continuità dell’iniziativa di Eni non dovrebbe infatti sostituire gli interventi pubblici necessari a sostenere famiglie e imprese.

Nota redazionale: ho mantenuto i dati e le dichiarazioni del testo fornito senza verificarli autonomamente. Prima della pubblicazione, è opportuno controllare le date di riferimento, i dati finanziari e le dichiarazioni citate, in particolare perché il testo fa riferimento a risultati del 2026.