Italia, performance ambientali: ecco la classifica delle città più sostenibili da Nord a Sud

Italia, performance ambientali: ecco la classifica delle città più sostenibili da Nord a Sud

Le performance ambientali delle città d’Italia tornano a crescere seppure di poco, il Nord domina le prime posizioni della classifica, tre capoluoghi del Sud i peggiori centri urbani secondo il report Legambiente

Le città italiane hanno ancora molta strada da fare per diventare davvero sostenibili e a impatto ridotto sull’ambiente. Ma perlomeno le loro performance in fatto di sostenibilità sono tornate a crescere. Secondo il rapporto elaborato da Legambiente e dal Sole 24 Ore, infatti, la media generalizzata di quanto sono green i nostri centri urbani è salita al 55,72%, con una crescita di due punti percentuali sul 2024.

Su questo hanno pesato in positivo ad esempio i dati sulla raccolta differenziata, che sono in crescendo sempre. Ormai il conferimento corretto ha superato abbondantemente il 65% come valore medio dei 106 capoluoghi di Provincia. Poi in positivo c’è l’utilizzo dei mezzi pubblici, che in generale in Italia è aumentato passando da 86 a 103 viaggi sui bus pro capite. E inoltre c’è la riduzione della dispersione idrica nelle condotte e tubature delle nostre città, che è scesa al 34,7%.

Invece smog, consumo di suolo, e auto circolanti, restano le maggiori criticità urbane da affrontare nei 106 capoluoghi. In particolare preoccupano i livelli di biossido di azoto (NO2). Così come l’aumento del consumo di suolo pari a 4726 ettari nel quinquennio 2019-2024 (è come se in Italia fosse nata dal nulla una città grande come Bologna), a fronte di un calo di popolazione di complessivi 322.000 abitanti. Le auto circolanti salgono a 70 ogni 100 abitanti, contro le poco più di 68 della passata edizione. Confermando che il nostro è un Paese per auto.

Ciò che però rimane una caratteristica peculiare dell’Italia è una grande disuguaglianza su tutti i 20 parametri utilizzati da Legambiente e Sole 24 Ore per elaborare la classifica delle città con la miglior performance ambientale. Da Nord a Sud sono stati assegnati fino a un massimo di 100 punti ai capoluoghi di Provincia sulla base di aspetti di sostenibilità basati su 6 macro componenti: aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. E le città italiane non corrono tutte alla stessa velocità.

Mantova regina, Trentino-Alto Adige al top

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La città italiana con la miglior performance ambientale è Mantova, l’unica a superare l’80% nella graduatoria. La città lombarda primeggia in particolare per alberi in area urbana e per superficie ciclabile per abitante, ma ha punteggi molto alti per quasi tutte le categorie prese in esame. E in effetti la patria di Virgilio resta da anni in testa a questa classifica: era seconda l’anno scorso, settima quello prima e ancora seconda andando a ritroso.

Al secondo e terzo posto ci sono Trento e Bolzano, confermando l’ottimo lavoro fatto in Trentino-Alto Adige in tema di sostenibilità. Al quarto posto si torna in Lombardia, con Cremona, poi quinta è Reggio Emilia che è prima in Italia per superficie ciclabile. Sesta si piazza Bergamo, seguita da Parma e Pordenone. Poi ecco Cosenza, l’unica del Sud in top 10, spinta dalla quantità di energia rinnovabile a disposizione dei cittadini. La prima decina è chiusa da Rimini, al vertice invece della classifica di superficie urbana limitata al traffico. Sono tutte sopra il 70% di tasso medio di sostenibilità.

Nove su 10 dei migliori capoluoghi per performance ambientale sono al Nord, mentre nelle posizioni più basse la prospettiva si ribalta. La peggiore città italiana è Napoli, 106ma, per cui pesa la pessima qualità dell’aria, lo scarso utilizzo del trasporto pubblico, la crescita del parco auto circolante e l’aumento della produzione di rifiuti. Resta poi tra le ultime per superficie pedonale e ciclabile, ma migliora per l’uso più efficace del suolo.

Tra le peggiori anche Reggio Calabria e Palermo, poi risalendo troviamo anche Catania, Caserta e Crotone. Al centesimo posto troviamo la peggior città del Nord, Alessandria.

I capoluoghi di Regione

Se Napoli è la peggiore delle città italiane in fatto di performance ambientale, nessun capoluogo di Regione è in top 10, fatta eccezione chiaramente per le due Province autonome di Trento e Bolzano. Segno che c’è ancora molto da fare per i nostri centri urbani più importanti. Nell’ultimo report di Legambiente Bologna era nona, ora ha perso 3 posizioni ma resta comunque la più virtuosa tra le capitali regionali d’Italia. Poi troviamo Firenze diciassettesima, con una crescita notevole perché in due anni ha guadagnato quasi 50 posizioni. Come Bologna vanta uno dei tassi più bassi di auto per 100 abitanti (57, il massimo è 85 a Frosinone), ma l’incremento vero nel capoluogo toscano c’è stato nei passeggeri del trasporto pubblico, con 288 viaggi pro capite (l’anno prima erano 247).

Ancora dopo troviamo Trieste, ventiduesima, tra le migliori per offerta di trasporto pubblico e relativo utilizzo della cittadinanza. Poco sotto, posizione numero 27, ecco Aosta, ai vertici per il sistema di depurazione delle acque. Scendendo ecco Venezia, la città con meno auto per 100 abitanti e con il miglior tasso di passeggeri che utilizzano il trasporto pubblico. Dati che sono anche spiegabili con le caratteristiche del suo territorio. Il capoluogo veneto ha anche registrato miglioramenti per la superficie pedonale e per quella ciclabile.

Scendendo ancora troviamo Cagliari (32, la peggiore per dispersione di acque nella rete), Ancona (36), Perugia (44) e poi Milano al cinquantesimo posto. Sul capoluogo lombardo pesano soprattutto le emissioni e il livello di inquinamento dell’aria, compensate però da dati che incoronano la città meneghina. Per esempio è in top 3 per consumo efficiente del suolo, poi per l’offerta di trasporto pubblico (non per utilizzo però) e per la ridotta dispersione della rete idrica.

Scendendo ancora, in posizione 54 c’è Genova, che ha perso ben 14 posizioni. La Superba è tra le migliori per tasso di motorizzazione (49 auto ogni 100 abitanti), ma ha una pessima qualità dell’aria generalizzata e migliora ancora troppo lentamente nella gestione dei rifiuti. Inoltre sono peggiorati i dati sulla dispersione della rete idrica, c’è poca superficie limitata al traffico veicolare e la città, come anche Napoli, Messina e Bari, fatica ad arrivare a 10 alberi ogni 100 abitanti.

Torino fa ancora peggio ed è in posizione 64, soffocata dallo smog e dalla scarsa quantità di impianti di energia rinnovabile installati. Inoltre ha un numero molto elevato di auto circolanti. Stesso problema di Roma, che si posiziona 67ma. Sulla capitale pesano anche le politiche dei rifiuti, con una gestione che presenta alcune criticità, secondo Legambiente. Appena prima di Roma c’è Potenza (65ma), mentre poco sotto ecco Bari, in posizione 71, seguita subito da Campobasso (72). Ecco infine L’Aquila (78) e Catanzaro, ottantunesima, a chiudere la classifica dei capoluoghi di Regione insieme a Napoli.