Smart Road Smart Citizen: Eurostat racconta l'UE tra povertà soggettiva e natalità Emiliano Ragoni 22 November 2023 Citizen L’Eurostat restituisce un’immagine sfocata e non troppo rassicurante dell’Europa, pubblicando due report che analizzano la povertà soggettiva e il livello di istruzione e la natalità nei paesi membri Povertà e livello di istruzione sono due fattori strettamente correlati. Secondo un recente report di Eurostat, nel 2022, quasi un terzo della popolazione dell’UE (29,5%) con un basso livello di istruzione (International Standard Classification of Education -ISCED-, livelli 0-2) era considerato povero. Quindi, la povertà soggettiva intesa come la percezione degli individui circa l’adeguatezza del proprio reddito familiare per condurre una vita considerata dignitosa, è più alta tra le persone con un basso livello di istruzione. Il tasso è risultato essere più di 3 volte inferiore (9,2%) per le persone con un’istruzione elevata (livelli ISCED 5-8), mentre la quota di persone con un livello di istruzione medio (livelli ISCED 3 e 4) si è attestato nel 18,0%. Nello specifico, 26 Paesi membri dell’UE hanno riportato tassi più elevati di persone con un basso livello di istruzione considerate povere, rispetto alle persone con livelli di istruzione medi e alti. Livello di istruzione povertà soggettiva: la situazione nell’UE – Fonte: Eurostat L’UE a due velocità  Osservando il grafico sopra, che mette in relazione istruzione e povertà , si può vedere come, tra i Paesi dell’UE, la Grecia abbia registrato la percentuale più alta di persone con un basso livello di istruzione (quattro quinti: 81,6%) considerate povere, seguono la Bulgaria (67,9%) e la Slovacchia (53,3%). Mentre i numeri più bassi sono stati registrati in Finlandia (7,3%), Lussemburgo (10,0%) e Svezia (11,3%). Complessivamente, la maggioranza degli Stati membri dell’UE (12) ha registrato differenze significative, nell’ordine di 20 punti percentuali (pp), tra i gruppi di popolazione con un alto livello di istruzione e quelli con un basso livello di istruzione. Le differenze più sostanziali si sono registrate in Bulgaria (47,7 punti percentuali), Ungheria (41,5 punti percentuali) e Slovacchia (39,5 punti percentuali) e le più basse in Finlandia (4,5 punti percentuali), Danimarca (5,9 punti percentuali) e Svezia (7,1 punti percentuali). La situazione della natalità in Europa- Fonte: Eurostat E la natalità ? Oltre al report su livello di istruzione e povertà soggettiva, ieri l’Eurostat ha pubblicato una ricerca sulla natalità , che ci restituisce una fotografia piuttosto precisa dell’andamento delle nascite nei Paesi dell’UE. Nel 2022, nell’UE erano presenti quasi 200 milioni di famiglie (tra il 2012 e il 2022 il numero totale di famiglie è aumentato del 6,9%) e il 24,3% di queste aveva uno più bambini. Il 10% delle famiglie un figlio (12,1%) o due bambini (9,3%), mentre solo il 3% comprendeva nel proprio nucleo familiare tre o più bambini. Le quote più elevate di famiglie con figli sono state registrate in Slovacchia (33,9%), Irlanda (32,2%) e Cipro (30,6 %), mentre le quote più basse sono state in Finlandia (18,4%), Germania (20,1 %) e Paesi Bassi (21,8%). Il tasso di natalità in Euroipa è in diminuzioneCredit: sasint Emiliano Ragoni