Legal Smart Road Riorganizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, cosa cambia con il DPCM 11 marzo 2026 n. 43 Laura Biarella 04 April 2026 Italia Mobility MIT in update. Col DPCM 11 marzo 2026 n. 43, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2026 e in vigore dal 18 aprile 2026, il Governo introduce importanti modifiche alla struttura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT). Il provvedimento opera un update del precedente regolamento del 30 ottobre 2023, rafforza i provveditorati territoriali, istituisce una nuova struttura nazionale sui Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) e incrementa la dotazione organica del Ministero, senza nuovi oneri per la finanza pubblica. Nuovo assetto organizzativo per il MIT Il decreto, recante “Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 ottobre 2023, n. 186, di riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”, origina dall’esigenza di adeguare l’organizzazione del MIT alle numerose riforme normative intervenute tra il 2023 e il 2025, in particolare in materia di PNRR, politiche di coesione, sicurezza delle infrastrutture e mobilità sostenibile. La riorganizzazione è stata approvata dopo: confronto con le organizzazioni sindacali (6 novembre 2025), parere favorevole del Consiglio di Stato (24 febbraio 2026), deliberazione definitiva del Consiglio dei ministri (10 marzo 2026). Da 7 a 9 Provveditorati, maggiore presidio del territorio Uno dei cambiamenti più maggior impatto riguarda il superamento del modello dei 7 provveditorati interregionali, sostituiti da 9 provveditorati regionali e interregionali. Nuova geografia dei Provveditorati I provveditorati diventano strutture decentrate del Dipartimento per le opere pubbliche e le politiche abitative, con questa nuova articolazione: Torino: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria (sede coordinata Genova) Milano: Lombardia Bologna: Emilia-Romagna Venezia: Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia (sedi coordinate Trento e Trieste) Firenze: Toscana, Marche, Umbria (sedi coordinate Perugia e Ancona) Roma: Lazio, Abruzzo, Sardegna (sedi coordinate L’Aquila e Cagliari) Napoli: Campania, Molise (sede coordinata Campobasso) Bari: Puglia, Basilicata (sede coordinata Potenza) Palermo: Sicilia, Calabria (sede coordinata Catanzaro) L’obiettivo è quello di rafforzare la presenza territoriale, migliorare l’efficienza amministrativa e accelerare l’attuazione degli interventi infrastrutturali. Struttura nazionale di supporto per i PUMS All’interno del Dipartimento per i trasporti e la navigazione, presso la Direzione generale per il trasporto pubblico locale, viene istituita la Struttura nazionale di supporto per i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS). Un ruolo chiave a livello europeo La Struttura: è designata punto di contatto nazionale ai sensi del Regolamento (UE) 2024/1679; supporta enti locali e amministrazioni nell’adozione e nel monitoraggio dei PUMS; contribuisce alla predisposizione del programma nazionale PUMS. La guida è affidata a un dirigente di livello non generale, rientrante nella dotazione organica complessiva del Ministero. Rafforzamento delle funzioni legali e societarie Il decreto interviene anche sul piano delle competenze centrali: la Direzione generale per gli affari legali assume formalmente anche funzioni societarie; tali funzioni vengono richiamate in modo esplicito nei rapporti con i Provveditorati. Questa modifica risponde alla crescente complessità dei rapporti tra MIT, società partecipate, concessionari e soggetti attuatori delle opere pubbliche. Incremento della dotazione organica Con l’articolo 10 del decreto viene sostituita integralmente la Tabella A del regolamento del 2023. I numeri aggiornati Dirigenti di livello generale: da 40 a 43 Dirigenti di livello non generale: da 211 a 218 L’incremento risponde alle nuove funzioni attribuite al MIT e all’ampliamento della rete territoriale, senza generare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Disposizioni transitorie e continuità amministrativa In attesa dell’adozione del decreto ministeriale che definirà in dettaglio gli uffici dirigenziali di seconda fascia, il MIT continuerà a operare: con gli assetti esistenti, garantendo la continuità degli incarichi dirigenziali e delle assegnazioni di personale. Questo passaggio evita rallentamenti operativi in una fase cruciale per l’attuazione del PNRR e dei programmi infrastrutturali nazionali. Decreto strategico per infrastrutture e mobilità Il DPCM 11 marzo 2026 n. 43 rappresenta un passo strategico per: rafforzare la governance delle opere pubbliche, migliorare il coordinamento territoriale, sostenere la mobilità sostenibile urbana, adeguare il MIT alle challenge europee e nazionali. Riforma silenziosa bensì decisiva, destinata a incidere in modo concreto sulla capacità amministrativa dello Stato nei prossimi anni.