Smart Road Italia, mobilità: 30 milioni in viaggio ogni giorno, ci sono ancora troppe auto. I numeri Matteo Curci 14 April 2026 Mobility L’analisi dell’Osservatorio Mobisco sulla mobilità in Italia fa emergere un uso ancora massiccio delle auto tra i cittadini In Italia ogni giorno sono oltre 30 milioni le persone che si spostano per motivi di lavoro o studio, pari quasi a metà della popolazione. Un flusso che influisce, sugli spostamenti complessivi, per circa il 58%, come emerge dal primo rapporto dell’Osservatorio Mobisco, promosso dal Most (Centro nazionale per la mobilità sostenbilie), presentato martedì 14 aprile a Milano. Al netto dei tentativi di amministrazioni ed enti comunali di incrementare il trasporto pubblico, i cittadini prediligono ancora i mezzi privati, soprattutto l’automobile. Circa 18 milioni di persone preferiscono l’auto, con una quota percentuale che sale al 73% tra i lavoratori che usano solo mezzi privati. E’ solo del 7%, invece, la quota di chi sceglie esclusivamente i mezzi pubblici. Italia, i dati sugli spostamenti nelle Regioni Italia, mobilità: 30 milioni in viaggio ogni giorno, ci sono ancora troppe auto. I numeri LEGGI ANCHE Umbria, via libera alla tumulazione degli animali nelle tombe di famiglia: cosa prevede la nuova legge regionale Emerge, quindi, un risultato molto sbilanciato, soprattutto fuori dai centri urbani. Al Nord, poi, gli spostamenti sistematici sono pari al 71%, con Lombardia e Veneto che superano il 50%. In particolare, in queste regioni, gli spostamenti fuori dal proprio Comune (si parla, quindi, di pendolari) arriva, rispettivamente, al 57 e al 54%. Le cose cambiano se si valutano i 10 milioni di studenti coinvolti. All’Università sono circa 28 i kilometri medi fatti al giorno per raggiungere il proprio luogo di studio: si sceglie il treno nel 51,4% dei casi, mentre il trasporto pubblico locale arriva al 26,7%. Da evidenziare, poi, anche il problema sicurezza. Nel 2025 sono stati quasi 100.000 gli infortuni sul tragitto casa-lavoro, con 293 decessi. Sono aumentate, poi, le denunce degli stuenti: da 2.011 nel 2024 a 2181 nel 2025. Questa la spiegazione dell’Osservatorio: Il dato suggerisce di prestare crescente attenzione al tema degli interventi per la prevenzione degli incidenti nella mobilità sistematica, così come delle attività che le sedi di lavoro e scolastiche potrebbero promuovere per migliorare la sicurezza.