Tutela del Made in Italy agroalimentare, ok definitivo alla legge contro frodi e contraffazioni

Tutela del Made in Italy agroalimentare, ok definitivo alla legge contro frodi e contraffazioni

Tutela del Made in Italy agroalimentare: con l’approvazione definitiva del disegno di legge A.C. 2721, avvenuta alla Camera dei Deputati il 15 aprile, l’Italia si dota di un nuovo e più incisivo impianto normativo per la tutela dei prodotti alimentari nazionali.

Il provvedimento introduce nuovi reati penali, rafforza le sanzioni amministrative, ridefinisce il sistema dei controlli e potenzia la tracciabilità delle filiere, con un impatto diretto su imprese agroalimentari, enti di controllo, consorzi di tutela e amministrazioni pubbliche.

Voto strategico per sicurezza alimentare e competitività delle filiere

Il via libera definitivo della Camera al disegno di legge “Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani” rappresenta un passaggio importante nell’iter di rafforzamento del Made in Italy agroalimentare.

Il testo, di iniziativa governativa e collegato alla manovra di finanza pubblica, conclude un percorso parlamentare che ha visto un esteso confronto tra istituzioni, mondo agricolo e sistema produttivo.

L’obiettivo dichiarato risulta duplice:

  • contrastare in modo più efficace frodi, contraffazioni e pratiche commerciali sleali;
  • garantire maggiore trasparenza, legalità e fiducia lungo l’intera filiera alimentare, dal produttore al consumatore.

Nuovi reati penali e riforma del codice, al via la tutela del “patrimonio agroalimentare”

Il cuore della riforma è rappresentato dalle modifiche al codice penale, con l’introduzione di un nuovo Capo II-bis dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare.

Si tratta di una novità di sistema che riconosce formalmente il valore economico, culturale e sociale dell’agroalimentare italiano come bene giuridico autonomo.

I nuovi reati introdotti

La legge introduce due nuove fattispecie penali:

  • Frode alimentare, che punisce la commercializzazione di alimenti sostanzialmente difformi per origine, provenienza, qualità o quantità rispetto a quanto dichiarato;
  • Commercio di alimenti con segni mendaci, che colpisce l’uso di indicazioni, segni o elementi grafici idonei a trarre in inganno il consumatore.

Per entrambe le ipotesi sono previste pene detentive, multe più elevate e una serie articolata di aggravanti, in particolare quando le condotte riguardano prodotti DOP e IGP, alimenti biologici o quando sono poste in essere con modalità organizzate e ripetute.

Pene accessorie, confisca e responsabilità degli enti

Accanto alle sanzioni principali, la legge rafforza l’arsenale repressivo introducendo:

  • chiusura temporanea o definitiva degli stabilimenti coinvolti nelle condotte più gravi;
  • confisca obbligatoria, anche per equivalente, dei beni utilizzati o derivanti dal reato;
  • estensione della responsabilità amministrativa degli enti (d.lgs. n. 231/2001) nei casi di frodi agroalimentari commesse in forma organizzata.

Queste misure mirano a colpire non solo il singolo autore, ma l’intera struttura economica che trae beneficio dalle frodi, rafforzando l’effetto deterrente.

Tracciabilità e controlli, sanzioni più severe e strumenti investigativi rafforzati

Sul versante amministrativo, il provvedimento inasprisce significativamente le sanzioni per la violazione degli obblighi di tracciabilità, prevedendo importi che possono arrivare fino al 3% del fatturato annuo.

È inoltre introdotta una maggiore proporzionalità delle sanzioni, tenendo conto della dimensione dell’impresa, della gravità della violazione e della durata nel tempo.

Nuovi poteri per le autorità

La riforma aggiorna anche il codice di procedura penale, estendendo:

  • l’ammissibilità delle intercettazioni per i reati di frode alimentare;
  • l’utilizzo di operazioni sotto copertura nelle indagini più complesse.

Un rafforzamento che consente alle autorità di intervenire con maggiore tempestività e precisione contro le reti fraudolente.

Cabina di regia nazionale dei controlli agroalimentari

Tra le innovazioni di governance spicca l’istituzione di una cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare, presso il Ministero dell’Agricoltura.
L’organismo avrà il compito di:

  • coordinare i diversi enti di controllo (ICQRF, Carabinieri, Guardia di Finanza, ASL);
  • definire un Piano operativo annuale dei controlli;
  • promuovere campagne straordinarie di verifica a tutela delle produzioni italiane.

Per le amministrazioni pubbliche si tratta di uno strumento chiave di integrazione e razionalizzazione delle attività ispettive.

DOP, IGP e nuovi strumenti di autenticazione

Un capitolo rilevante è dedicato alle produzioni di qualità. La legge istituisce un contrassegno ufficiale volontario per i prodotti DOP e IGP, realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Il contrassegno, dotato di sistemi di sicurezza avanzati, è pensato per:

  • rafforzare la tracciabilità e l’autenticità dei prodotti;
  • contrastare le imitazioni sul mercato interno e internazionale;
  • offrire al consumatore un elemento di garanzia immediatamente riconoscibile.

Focus filiere strategiche: lattiero-caseario, vitivinicolo e pesca

Il provvedimento dedica particolare attenzione ad alcune filiere strategiche.

Latte di bufala e Mozzarella di Bufala Campana DOP

Viene istituito il Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala, integrato nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale.
A questo si affianca un Piano straordinario di controlli volto a verificare la coerenza tra latte utilizzato e prodotto finale, a tutela di una delle eccellenze simbolo del Mezzogiorno.

Settore vitivinicolo

Sono rafforzate le sanzioni per l’uso improprio delle denominazioni protette e per il mancato rispetto degli obblighi verso gli organismi di controllo, con la possibilità di inibizione cautelare dell’uso della denominazione.

Pesca marittima

La legge riordina il sistema sanzionatorio introducendo una maggiore graduazione delle pene, la confisca del pescato illegale e nuove misure contro la pesca non dichiarata.

 

Impatti per imprese, territori e pubblica amministrazione

L’approvazione dell’A.C. 2721 ha effetti concreti su:

  • imprese agroalimentari, chiamate a rafforzare sistemi di compliance e tracciabilità;
  • enti locali e regioni, coinvolti nelle attività di vigilanza e controllo;
  • consumatori, che beneficiano di maggiore trasparenza e sicurezza alimentare.

Nel complesso, la riforma rafforza il posizionamento dell’Italia nel quadro europeo delle politiche agroalimentari, allineandosi alle più recenti disposizioni UE sulle indicazioni geografiche.

Nuovo equilibrio tra tutela, mercato e innovazione

Con il voto definitivo del 15 aprile, il Parlamento segna una svolta nella protezione del patrimonio agroalimentare italiano.

La legge A.C. 2721 non si limita a inasprire le sanzioni, bensì introduce un approccio sistemico, in cui repressione, prevenzione e coordinamento istituzionale diventano leve strategiche per lo sviluppo sostenibile delle filiere.