Decreto Sicurezza 2026, il Senato approva la conversione con modifiche: cosa prevede il nuovo pacchetto di misure per città, servizi e ordine pubblico

Decreto Sicurezza 2026, il Senato approva la conversione con modifiche: cosa prevede il nuovo pacchetto di misure per città, servizi e ordine pubblico

Decreto Sicurezza 2026, il 17 aprile il Senato ha dato il via libera al ddl di conversione (testo in calce): rafforzate le misure su sicurezza urbana, tutela del personale pubblico, contrasto ai reati predatori, immigrazione e funzionalità delle forze dell’ordine. Ora il testo passa alla Camera

Con il voto del 17 aprile 2026, il Senato della Repubblica ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto‑legge 24 febbraio 2026, n. 23, noto come decreto Sicurezza 2026, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, attività di indagine dell’autorità giudiziaria, funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell’interno, immigrazione e protezione internazionale.

Il provvedimento è stato approvato con modifiche rispetto al testo originario del Governo, con il seguente esito:

  • Favorevoli: 96
  • Contrari: 46
  • Astenuti: 0
  • Votanti: 142
  • Presenti: 143

Concluso l’esame al Senato, il ddl passa ora all’attenzione della Camera dei deputati per la conversione definitiva in legge.

Un decreto “sistemico”: sicurezza, città e servizi pubblici

Il decreto Sicurezza 2026 si configura come un intervento normativo ampio e articolato, che va oltre la sola dimensione repressiva e incide in modo diretto sull’organizzazione delle città, sulla gestione dei servizi pubblici essenziali e sulla tutela di chi opera nei contesti più esposti.

Il testo agisce su più piani:

  • prevenzione e gestione della sicurezza urbana integrata;
  • contrasto ai reati che colpiscono la vita quotidiana dei cittadini;
  • rafforzamento della protezione del personale pubblico;
  • maggiore efficienza dell’apparato statale e delle forze di sicurezza;
  • revisione mirata delle norme in materia di immigrazione e rimpatri.

Sicurezza urbana e spazi pubblici, più poteri di prevenzione

Uno dei pilastri del provvedimento riguarda il rafforzamento degli strumenti di prevenzione amministrativa, con particolare riferimento ai contesti urbani.

Il decreto:

  • amplia l’ambito di applicazione dei divieti di accesso e stazionamento in determinate aree;
  • consente provvedimenti più mirati, anche limitati a specifiche fasce orarie;
  • estende l’attenzione a mezzi di trasporto pubblico e infrastrutture collegate.

L’obiettivo dichiarato è aumentare la capacità di intervento precoce per prevenire condotte che mettono a rischio sicurezza e vivibilità, senza attendere il verificarsi di reati più gravi.

Contrasto ai reati predatori, pene più severe e nuove aggravanti

Una parte centrale del decreto è dedicata al rafforzamento della risposta penale nei confronti dei reati che incidono maggiormente sulla percezione di insicurezza, soprattutto nelle aree urbane.

Tra le principali novità:

  • ridefinizione e inasprimento delle pene per furti con destrezza, inclusi quelli commessi su mezzi di pagamento elettronici, documenti, dispositivi digitali e telefoni cellulari;
  • aggravanti specifiche in caso di danno patrimoniale rilevante;
  • maggiore severità per i casi di reiterazione delle condotte.

Si tratta di una risposta normativa mirata a fenomeni sempre più diffusi nei grandi centri urbani, nelle stazioni e nei nodi del trasporto pubblico.

Scuole e trasporti pubblici, rafforzata la tutela del personale

Particolarmente significativo è l’intervento a tutela di scuole e servizi di trasporto pubblico, considerati presidi fondamentali della coesione sociale.

Il decreto introduce:

  • aggravanti per le lesioni personali commesse ai danni di dirigenti scolastici, docenti e personale educativo e amministrativo;
  • estensione delle stesse tutele al personale che opera sui mezzi di trasporto pubblico, comprese le attività di prevenzione e accertamento delle infrazioni.

Una scelta che riconosce il ruolo strategico di questi lavoratori e mira a contrastare episodi di violenza che compromettono la qualità e la continuità dei servizi.

Ordine pubblico e Daspo, strumenti più flessibili

Il testo aggiornato introduce una disciplina più articolata dei provvedimenti di allontanamento e interdizione, con:

  • maggiore flessibilità nel definire luoghi e durata dei divieti;
  • attenzione al bilanciamento con esigenze di lavoro, studio e salute;
  • sanzioni più severe in caso di violazione dei provvedimenti.

Per le amministrazioni locali, questi strumenti rappresentano un tassello centrale delle politiche di sicurezza urbana coordinata.

Forze di polizia: organizzazione, carriere e funzionalità

Il decreto interviene in modo esteso anche sull’organizzazione delle forze di polizia, con misure che riguardano:

  • avanzamenti di carriera e concorsi straordinari;
  • razionalizzazione dei ruoli tecnici e dirigenziali;
  • maggiore stabilità nella gestione del personale.

L’obiettivo è assicurare una macchina della sicurezza più efficiente, capace di rispondere in modo tempestivo alle nuove sfide urbane e sociali.

Immigrazione e rimpatri, procedure più strutturate

Sul fronte dell’immigrazione, il decreto Sicurezza 2026 introduce:

  • un rafforzamento dei programmi di rimpatrio volontario assistito;
  • una più chiara definizione dei ruoli istituzionali coinvolti;
  • modifiche procedurali per rendere le espulsioni più rapide ed efficaci, nei casi previsti dalla legge.

Il provvedimento mira a migliorare l’efficienza amministrativa, mantenendo il quadro delle tutele fondamentali.

Impatti per Comuni e governance urbana

Le ricadute del decreto saranno particolarmente rilevanti per i Comuni, chiamati a:

  • rafforzare il coordinamento con prefetture e forze dell’ordine;
  • attuare politiche di sicurezza urbana integrate;
  • gestire spazi pubblici, scuole e trasporti in un quadro normativo più stringente.

Temi cruciali anche per le smart city, dove sicurezza, tecnologia e inclusione devono essere governate in modo unitario.

Il passaggio alla Camera e il percorso finale

Dopo l’approvazione del Senato, il ddl di conversione del decreto Sicurezza 2026 passa ora alla Camera dei deputati, dove potrà essere:

  • approvato definitivamente;
  • oppure ulteriormente modificato prima della conversione in legge.

Solo al termine di questo iter, previo passaggio in Gazzetta Ufficiale, il provvedimento entrerà pienamente in vigore.

LEGGI IL TESTO DEL DDL APPROVATO