Anac al Parlamento: nel 2025 boom di affidamenti diretti, allarmi su Pnrr, fondi Ue e sicurezza nei cantieri

Anac al Parlamento: nel 2025 boom di affidamenti diretti, allarmi su Pnrr, fondi Ue e sicurezza nei cantieri

Anac al Parlamento, nella Relazione annuale presentata alla Camera dei Deputati, il Presidente Anac fotografa un 2025 segnato dall’esplosione degli affidamenti diretti, dalla scarsa attenzione alla parità di genere negli appalti Pnrr, dall’aumento delle irregolarità sui fondi Ue e dalla necessità di rafforzare controlli, digitalizzazione e disciplina sulle lobby. Crescono gli appalti pubblici (+13,9%) e si consolida la trasformazione digitale delle procedure, ma restano criticità strutturali su trasparenza, sicurezza e governance.

Affidamenti diretti al 95% e soglie “affollate”

Si è svolta il 21 aprile 2026 alla Camera dei Deputati, alla presenza del Presidente della Repubblica, la presentazione della Relazione annuale dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sull’attività svolta nel 2025. Il Presidente Anac ha illustrato un quadro in forte trasformazione, segnato da dinamiche che incidono direttamente sulla trasparenza e sulla qualità della spesa pubblica.

Uno dei dati più rilevanti riguarda l’esplosione degli affidamenti diretti, che nel 2025 hanno raggiunto il 95% delle acquisizioni totali per servizi e forniture, incluse le consulenze.

Particolarmente significativo l’addensamento delle procedure appena sotto soglia, tra 135.000 e 140.000 euro, passate da 1.549 nel 2021 a 13.879 nel 2025. Una tendenza che, secondo Anac, richiede attenzione per evitare elusioni delle procedure concorrenziali.

Appalti Pnrr, parità di genere e giovani quasi assenti

La Relazione evidenzia un’altra criticità: meno dell’8% delle procedure Pnrr ha previsto clausole per incentivare la parità di genere o l’occupazione giovanile.

Solo 7.000 procedure su 96.000 hanno integrato misure sociali, nonostante gli obiettivi trasversali del Piano.

Parallelamente, cresce del 35% la distrazione dei fondi europei, un segnale che, secondo il Presidente, impone un rafforzamento dei controlli e della tracciabilità.

Appalti pubblici: 309,7 miliardi nel 2025, crescono servizi e forniture

Nel 2025 il valore complessivo degli appalti pubblici in Italia ha raggiunto 309,7 miliardi di euro, di cui 20,8 miliardi finanziati con risorse Pnrr.

Le procedure sono state 287.421, in aumento del 7,6% rispetto al 2024, mentre il valore totale cresce del 13,9%.

I settori più dinamici sono:

– Forniture: +25,2%
– Servizi: +15,9%
– Lavori: –10,6%

Tra le forniture, spiccano i prodotti farmaceutici (+65,4%) e le apparecchiature mediche (+10,1%), confermando la centralità della spesa sanitaria.

Conflitto di interessi e pantouflage, “vuoti di tutela” dopo l’abrogazione dell’abuso d’ufficio

Il Presidente ha richiamato l’attenzione sui rischi derivanti dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio e dal ridimensionamento del traffico di influenze illecite.

Secondo Anac, l’arretramento del diritto penale avrebbe richiesto un rafforzamento delle garanzie amministrative, che però non è avvenuto.

Il Presidente auspica che il recepimento della Direttiva europea anticorruzione diventi l’occasione per rivedere alcune scelte normative.

Lobby, sicurezza sul lavoro e subappalti: le altre criticità

Anac ribadisce la necessità di una disciplina organica sulle lobby, ancora assente in Italia.

Sul fronte della sicurezza nei cantieri, Busìa sottolinea che gli appalti pubblici richiedono tutele rafforzate:
– controlli più stringenti
– responsabilità di filiera
– cantieri digitali
– tracciabilità della manodopera
– formazione obbligatoria

I rischi maggiori emergono nei subappalti a cascata, che riducono trasparenza e responsabilità.

Digitalizzazione, crollo delle procedure analogiche e successo del FVOE

La Relazione certifica un’accelerazione senza precedenti nella digitalizzazione dei contratti pubblici:

– procedure analogiche: dal 21% all’1% in due anni
– stazioni appaltanti che le hanno usate almeno una volta: dal 45% all’1%
– operatori verificati tramite Fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE): 175.000
– certificazioni rilasciate: oltre 4 milioni

Un risultato che, secondo Anac, ha migliorato efficienza e tracciabilità.

Stazioni appaltanti: da 20.000 a 4.000, ma serve rafforzare competenze

Il processo di qualificazione ha ridotto il numero delle stazioni appaltanti da oltre 20.000 a circa 4.000.

L’obiettivo, però, non è solo ridurre, ma rafforzare gli enti rimasti, rendendoli più capaci di gestire procedure complesse e supportare i soggetti meno strutturati.

Anac monitora anche il rispetto del termine di 160 giorni per la conclusione delle procedure.

Appalti europei e “Buy Europe”, rafforzare il potere negoziale dell’Ue

Il Presidente ha infine richiamato l’urgenza di incentivare gli acquisti di prodotti europei, senza comprimere la concorrenza ma rafforzando la capacità negoziale dell’Unione, soprattutto negli acquisti aggregati, a partire da quelli energetici, in un contesto internazionale sempre più complesso.