Salute mentale in Italia 2024: più utenti, servizi sotto pressione e forti differenze regionali

Salute mentale in Italia 2024: più utenti, servizi sotto pressione e forti differenze regionali

Salute mentale in Italia, il nuovo Rapporto del Ministero della Salute fotografa un sistema in affanno: crescono gli utenti, aumentano i costi, ma il personale resta insufficiente e il divario territoriale si amplia

Il Rapporto Salute Mentale 2024 del Ministero della Salute evidenzia un quadro complesso: 845.516 cittadini hanno ricevuto assistenza psichiatrica nel corso dell’anno, con un tasso nazionale di 171,9 utenti ogni 10.000 abitanti adulti.

Le differenze regionali sono marcate: si va dai 119,1 delle Marche ai 447,2 della Liguria, la regione con la prevalenza più alta in Italia.

Il dato demografico conferma un trend consolidato: il 55,9% degli utenti è donna, e oltre i due terzi ha più di 45 anni. Le nuove prese in carico sono state 272.497, di cui il 95% rappresenta un primo contatto nella vita con i servizi di salute mentale.

Patologie: depressione in aumento tra le donne, disturbi psicotici più diffusi tra gli uomini

Il Rapporto conferma una netta differenza di genere nella distribuzione delle diagnosi.

Le donne presentano tassi più elevati di disturbi depressivi, affettivi e nevrotici, con un’incidenza della depressione quasi doppia rispetto agli uomini (46,5 contro 27,0 per 10.000 abitanti).

Gli uomini, invece, risultano più colpiti da:

  • disturbi schizofrenici
  • disturbi da abuso di sostanze
  • ritardo mentale

Una fotografia che richiama la necessità di politiche differenziate e mirate per genere, età e contesto socioeconomico.

Servizi territoriali, oltre 10 milioni di prestazioni ma il personale è insufficiente

Nel 2024 i servizi territoriali hanno erogato 10.061.000 prestazioni, pari a una media di 13,6 interventi per utente.

La maggior parte delle attività si svolge in sede (81,7%), mentre l’8,3% avviene a domicilio.

Le figure professionali più coinvolte sono:

  • infermieri (44,1%)
  • medici psichiatri (28,9%)
  • psicologi (7%)
  • educatori e tecnici della riabilitazione (8,2%)

Il personale complessivo nei servizi pubblici è pari a 33.142 unità, un dato che risulta insufficiente rispetto alla domanda crescente.

Alcune regioni, come Piemonte e Molise, mostrano dotazioni particolarmente basse, mentre Valle d’Aosta e le Province Autonome registrano valori molto superiori alla media nazionale.

Residenzialità e semiresidenzialità, oltre 11 milioni di giornate di presenza

Le strutture residenziali hanno registrato 11.309.463 giornate di presenza per 29.258 utenti, con una durata media del trattamento pari a 1.236,9 giorni.

Le strutture semiresidenziali hanno accolto 22.325 persone, per un totale di 1.378.111 accessi.

Anche qui emergono differenze territoriali significative: il Veneto, ad esempio, supera i 600 accessi semiresidenziali per 10.000 abitanti, mentre regioni come Calabria e Molise restano sotto quota 10.

Ospedali, 141 mila dimissioni e riammissioni elevate

Nel 2024 si registrano 141.317 dimissioni ospedaliere per disturbi mentali.

Nei reparti psichiatrici pubblici e privati si contano 1.141.660 giornate di degenza, con una media di 12,2 giorni.

Le riammissioni rappresentano un indicatore critico:

  • 14,3% entro 30 giorni
  • 8,1% entro 7 giorni

TSO, indicatore critico della tenuta dei servizi psichiatrici

Nel 2024 in Italia sono stati registrati 4.586 Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) nei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, pari al 5,3% dei ricoveri avvenuti nei reparti psichiatrici pubblici.

Il TSO rappresenta uno degli indicatori più sensibili della capacità del sistema di intercettare precocemente il disagio mentale e di garantire interventi tempestivi sul territorio.

Le differenze regionali sono marcate: si passa da territori con tassi molto bassi, come la Provincia Autonoma di Bolzano (0,1 per 10.000 abitanti), a regioni come la Valle d’Aosta che registrano valori più elevati (1,5 per 10.000 abitanti).

La variabilità riflette non solo la diversa organizzazione dei servizi, ma anche la disponibilità di strutture territoriali, la presenza di équipe multidisciplinari e la capacità di prevenire le crisi acute prima che sfocino in un intervento coercitivo.

Il dato nazionale, stabile rispetto agli anni precedenti, conferma la necessità di rafforzare la rete territoriale e i percorsi di presa in carico continuativa, per ridurre il ricorso a misure estreme e garantire un approccio realmente orientato alla tutela della persona.

Pronto soccorso, 636 mila accessi ma il 75% torna a casa

Gli accessi in PS per motivi psichiatrici sono stati 636.113, pari al 3,3% del totale nazionale.

Il 75% dei pazienti viene dimesso a domicilio, mentre il 12,1% viene ricoverato, spesso in reparti psichiatrici.

La diagnosi più frequente è rappresentata dalle sindromi nevrotiche e somatoformi (36,2%).

Farmaci: antidepressivi in crescita, antipsicotici stabili

La spesa complessiva per i farmaci psichiatrici (convenzionata + distribuzione diretta) supera i 580 milioni di euro.

  • Antidepressivi: oltre 419 milioni (convenzionata) + 3,8 milioni (diretta)
  • Antipsicotici: 89 milioni (convenzionata) + 70 milioni (diretta)
  • Litio: 4,5 milioni (convenzionata) + 60 mila euro (diretta)

Gli antidepressivi restano la categoria più prescritta, con quasi 39 milioni di confezioni erogate.

Costi, 75,2 euro pro capite ma con forti squilibri regionali

Il costo medio annuo per residente è pari a 75,2 euro, ma la variabilità regionale è ampia:

  • P.A. Bolzano: 115,2 euro
  • Toscana: 89,2 euro
  • Campania: 37,7 euro

Una disparità che riflette differenze strutturali, organizzative e di investimento pubblico.

Conclusioni: un sistema che regge, ma non reggerà a lungo senza investimenti strutturali

Il Rapporto 2024 conferma un sistema di salute mentale che continua a garantire assistenza, ma con criticità crescenti:

  • domanda in aumento
  • personale insufficiente
  • forti disuguaglianze territoriali
  • riammissioni ospedaliere elevate
  • carenza di strutture in alcune regioni
  • pressione crescente sui servizi territoriali

Per i territori, le città e le amministrazioni locali, la sfida è chiara: rafforzare la rete territoriale, investire in prevenzione, potenziare il personale e ridurre i divari regionali.