Smart Road Enforcement Legal Decreto Sicurezza, via libera definitivo: più fondi a Comuni e Polizia locale per videosorveglianza e sicurezza urbana Laura Biarella 24 April 2026 Citizen Italia News&Trend Safety & Security Sicurezza Decreto Sicurezza, con la legge di conversione, approvata oggi alla Camera, arrivano nuove risorse per città e territori: videosorveglianza, assunzioni, straordinari e più flessibilità di spesa per i Comuni Col voto finale della Camera dei deputati, il Decreto Sicurezza è stato convertito in legge, diventando pienamente operativo il rafforzamento delle politiche di sicurezza urbana a livello locale. Tra i capitoli più rilevanti per le amministrazioni comunali spicca l’articolo 6, dedicato al potenziamento degli strumenti finanziari e organizzativi per i Comuni, con particolare attenzione a videosorveglianza, polizia locale e presidio del territorio. La norma introduce un pacchetto articolato di misure che interviene su finanziamenti, deroghe ai vincoli di spesa e nuovi utilizzi delle entrate locali, ridefinendo il perimetro operativo della sicurezza urbana per il triennio a venire. Videosorveglianza, 19 milioni anche nel 2026 per i Comuni Uno degli interventi centrali riguarda il rifinanziamento dei sistemi di videosorveglianza urbana. Il comma 1 dell’articolo 6 stanzia 19 milioni di euro anche per il 2026, prorogando e rafforzando quanto già previsto dalle precedenti leggi di bilancio. Le risorse sono destinate all’installazione di impianti di videosorveglianza comunali nell’ambito dei Patti per la sicurezza urbana, sottoscritti tra sindaci e prefetti. L’obiettivo è duplice: rafforzare il controllo delle aree più esposte a fenomeni di criminalità diffusa; migliorare l’integrazione operativa tra Comuni e Forze di polizia statali. Resta invece confermata la sospensione dell’uso del riconoscimento facciale in luoghi pubblici o aperti al pubblico, prorogata fino al 31 dicembre 2027. Fondo sicurezza urbana, incremento straordinario di 29 milioni per il 2026 Il comma 2 dell’articolo 6 dispone un incremento di 29 milioni di euro per il 2026 del Fondo per la sicurezza urbana, istituito presso il Ministero dell’Interno. Il Fondo, già operativo negli anni precedenti, finanzia un ampio ventaglio di interventi comunali, tra cui: assunzioni a tempo determinato di personale di Polizia locale; potenziamento delle sale operative e interconnessione tecnologica; riqualificazione di aree degradate e immobili abbandonati; contrasto al disagio giovanile, alle baby gang, al bullismo e alla mala movida; progetti di inclusione sociale e gestione delle fragilità urbane; installazione di sistemi di videosorveglianza. L’incremento punta a compensare anche le recenti riduzioni di risorse derivanti dalle politiche di revisione della spesa. Più flessibilità su straordinari e assunzioni della Polizia locale I commi 3, 4, 5 e 6 introducono deroghe rilevanti ai vincoli di finanza pubblica, rispondendo a una richiesta storica dei Comuni. In particolare: il Fondo sicurezza urbana può finanziare anche straordinari della polizia locale, superando i limiti di spesa ordinari; una quota dell’imposta di soggiorno può essere utilizzata per sicurezza urbana, assunzioni a tempo determinato e lavoro straordinario; gli incentivi finanziati con i proventi delle multe stradali possono remunerare straordinari senza incidere sul tetto del salario accessorio fissato al 2016; le assunzioni stagionali di vigili urbani finanziate con il Codice della strada sono escluse dai limiti assunzionali ordinari. Per gli enti strutturalmente deficitari o in squilibrio resta l’obbligo di autorizzazione preventiva della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali. Copertura finanziaria e impatto sui bilanci pubblici Il comma 7 individua con precisione la copertura dei 48 milioni complessivi: riduzione del Fondo per la riforma della polizia locale; utilizzo parziale del Fondo di rotazione per le vittime di mafia ed estorsione; riduzione del Fondo speciale di conto capitale del MEF. Una scelta che concentra le risorse sulla sicurezza urbana, ma apre anche interrogativi sull’equilibrio complessivo dei fondi settoriali. Cosa cambia per le città Con l’articolo 6 della legge di conversione del Decreto Sicurezza, i Comuni ottengono: più risorse strutturate per la sicurezza urbana; maggiore autonomia finanziaria; strumenti operativi più flessibili per rispondere a fenomeni di degrado, criminalità diffusa e pressione turistica. Un cambio di passo che rafforza il ruolo delle città come presidio avanzato della sicurezza integrata, in un quadro di cooperazione istituzionale con lo Stato. LEGGI ANCHE Decreto Sicurezza, ok definitivo della Camera: il Governo vara subito il correttivo sull’articolo 30 bis