Firenze, ecco la Polizia di Prossimità: 80 agenti in campo per il presidio di quartiere

Firenze, ecco la Polizia di Prossimità: 80 agenti in campo per il presidio di quartiere

Arriva la Polizia di Prossimità a Firenze, 80 agenti della Municipale che presidieranno i Quartieri secondo itinerari precisi e calendarizzati secondo le priorità. Ma c’è chi critica la scelta

Una presenza più capillare nei Quartieri, per prestare ascolto da vicino alle esigenze dei cittadini, presidiare meglio le aree urbane ed essere pronti in caso di emergenza. Firenze lancia la Polizia di Prossimità, un nuovo nucleo della Municipale formato da 80 agenti che avranno l’apposita mostrina di riconoscimento sulla divisa. Si tratta di una soluzione, fa sapere il Comune, coordinata da una cabina di regia che vede la partecipazione degli uffici del Sociale, dell’Ambiente, della Mobilità e dei Quartieri.

Una sinergia che vuole favorire il contatto diretto con i cittadini, scuole, associazioni e commercianti, raccogliendo le loro segnalazioni e lavorando per la risoluzione delle problematiche presentate, con il coinvolgimento delle altre realtà dell’Amministrazione. Per questo gli agenti opereranno a piedi, ma con tutto l’equipaggiamento per essere pronti a ogni intervento. Il presidio di piazze e giardini, scuole e spazi pubblici, mercati e attività commerciali, aree residenziali, hub di trasporto e zone turistiche avverrà anche con reparti specialistici come l’Unità Cinofila per lo spaccio e il Reparto a cavallo nelle zone verdi.

Polizia di Prossimità a Firenze, oltre 8.500 ore di servizio degli agenti fino al 31 dicembre. Ecco gli itinerari nei 5 Quartieri

Gli 80 agenti avranno un impegno sul territorio di 40 servizi a settimana e seguiranno itinerari specifici per ognuno dei 5 Quartieri, soprattutto per quel che riguarda le zone rosse più sensibili. Fino al 31 dicembre di quest’anno il Comune prevede quasi 1.500 servizi di prossimità e oltre 8.500 ore di servizio da parte degli agenti. Gli orari sono comunque abbastanza flessibili e modulabili a seconda delle esigenze. Gli itinerari di presidio della Polizia di Prossimità fiorentina saranno, per il Quartiere 1, Zona piazza D’Azeglio-piazza dei Ciompi, l’area di San Lorenzo con tutela del mercato, piazza Tasso, via il Prato-via Palazzuolo, San Jacopino e Giardino di via Maragliano, l’asse giardino di via Galliano-piazza Dallapiccola-piazza Puccini.

Per il Quartiere 2 invece gli operatori presidieranno Via Gioberti, nel giardino Niccolò Galli, nelle aree verdi di viale Fanti e viale Malta, al Mercato delle Cure (compreso il sottopasso), nel percorso tra i giardini di via del Mezzetta e di via Novelli, nell’area del centro commerciale di Salvi Cristiani. Nel Quartiere 3 l’itinerario seguirà il tragitto da Zona Sorgane al Cimitero del Pino, con presidio in piazza Bartali e piazza Acciaioli. Qui ci sarà anche la collaborazione con il Reparto Tecnologie di supporto e il Reparto Sicurezza Stradale.

Nel Quartiere 4 il presidio riguarderà il Lungarno Santa Rosa-ex Gasometro-piazza Pier Vettori e la zona viale Talenti-piazza Batoni-via del Sansovino-piazza Pier della Francesca-via Antonio del Pollaiolo. Qui i rinforzi saranno del Nucleo Antidroga. Infine nel Quartiere 5, insieme ai funzionari ALIA per il contrasto al degrado ambientale, gli agenti presidieranno il tragitto dal Giardino delle Medaglie d’Oro e l’Argine Mugnone al Parco di San Donato-Novoli-via di Villa Demidoff, e poi da piazza Dalmazia-via Mariti fino a via Morandi-via delle Panche.

Firenze, 80 agenti nei Quartieri con la Polizia di Prossimità. Ma c’è chi non è soddisfatto: “Presidi occasionali e non stabili”

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Il progetto della Polizia di Prossimità però non convince tutti a Firenze. C’è per esempio chi pensa che questi itinerari prestabiliti, con un passaggio calendarizzato e non fisso, non risponda alle reali esigenze della cittadinanza.

Sinistra Progetto Comune, Firenze Democratica e Movimento 5 Stelle hanno organizzato una conferenza stampa in cui hanno invitato Marco Lensi, che in passato si è occupato del progetto Vigile di Quartiere. Un piano di sicurezza che era più sistematico di quello attuale. E infatti Lensi ha posto l’accento sul fatto che

Il reparto Polizia di Comunità – Vigile di Quartiere aveva avuto carta bianca per organizzare nuove modalità con cui avvicinarsi di più alle persone del territorio. Abbiamo intercettato una forte domanda di prevenzione e di orientamento. Questo modello può essere proposto nuovamente, suddividendolo in rioni, facendo in modo che una presenza costante possa determinare comportamenti virtuosi, inducendo comportamenti adeguati, per esempio sulla sosta. Quello che ha proposto la Sindaca con la Giunta sono prestazioni occasionali, o operazioni pilotate: è in realtà qualcosa che si sta facendo da decenni, un modello operativo già presente in Città, insufficiente. Il modello operativo che avevamo sperimentato con la Polizia di Comunità aveva portato a risultati importanti anche statistici: penso sia stato abbandonato perché funzionava troppo e costringeva l’Amministrazione a dover prendere decisioni importanti

A queste parole si aggiungono quelle di Cecilia Del Re, ex assessora allo Sviluppo economico e ora consigliera comunale che ha detto:

L’amministrazione attuale ha invece avuto timore, come espressamente affermato, di non saper gestire le segnalazioni che potevano arrivare, vissute come fastidio. Il modello presentato dunque è un potenziamento saltuario in alcune zone, le zone rosse, della presenza della Polizia Municipale.