Smart Road Barcellona fa dietrofront per il bike sharing: troppi disagi col free-floating, via i mezzi privati Francesco Ton... 12 June 2026 Multe, disagi e utilizzo quasi solo turistico, Barcellona mette al bando il bike sharing free-floating degli operatori privati, mentre potenzia quello pubblico Bike sharing sì, ma a patto che questo non arrechi più criticità che benefici ai cittadini. E a Barcellona si sono verificati soprattutto disagi per quel che riguarda gli operatori privati, ben 7 sparsi sul territorio della metropoli catalana. Che infatti si prepara a mettere al bando le aziende di biciclette condivise. Premessa: a Barcellona esistono due tipologie di servizi di noleggio di bike sharing. Il primo è quello pubblico, Bicing, che conta fino a 8.000 mezzi e 557 stazioni fisse, quelle in cui è obbligatorio ritirare e lasciare la bicicletta una volta terminato l’utilizzo. Si tratta di un servizio che ha riscosso molto successo negli anni, con oltre 170.000 abbonati e sono tutti residenti della città catalana. Perché per poter noleggiare una delle bici offerte da Bicing serve avere un documento d’identità che dimostri la residenza a Barcellona. Visto che la città ha voluto puntare con decisione sul bike sharing, ben sapendo che è frequentatissima da turisti, nel 2025 ha introdotto sul suo territorio anche operatori privati, che potessero offrire biciclette anche ai visitatori e a coloro che non abitano in città. Le 7 aziende offrono biciclette free-floating, ovvero quel modello per cui si noleggia quella più vicina, si utilizza per il tragitto necessario, si paga per ogni minuto che viene impiegata e poi si lascia per strada, senza una stazione fissa. Basta che il mezzo venga parcheggiato in un modo rispettoso del Codice della Strada. Ecco, proprio per questo Barcellona ha riscontrato quei problemi che hanno portato alla drastica decisione di abbandonare gli operatori privati di bike sharing. Barcellona, troppi disagi col bike sharing free-floating: stop ai servizi privati. Resta quello pubblico, a stazioni fisse Barcellona fa dietrofront per il bike sharing: troppi disagi col free-floating, via i mezzi privati LEGGI ANCHE Trentino, Dolomiti a misura di bici: ecco le bike lane sui Passi Sella e Pordoi Dopo solo un anno, infatti, le autorità cittadine si sono accorte che i servizi free-floating arrecavano più danni che benefici, soprattutto ai residenti. I turisti e visitatori che utilizzano i mezzi privati, infatti, hanno abbandonato spessissimo i mezzi al centro della strada, sui marciapiedi, davanti a passi carrabili. Insomma, hanno provocato grandi disagi ai cittadini di Barcellona, con il risultato che nel tempo sono state emesse 5.400 sanzioni per uso scorretto delle bici. Il carro attrezzi ha rimosso oltre 2.000 biciclette dalle strade, anche perché pure gli operatori hanno dei vincoli. Per esempio devono incaricarsi di sistemare i loro mezzi qualora siano mal parcheggiati. Questo non sempre è successo. Allora il beneficio in termini di traffico veicolare per i cittadini di Barcellona è stato “compensato” da quello di essere invasi da biciclette abbandonate in modo selvaggio ovunque. Le amministrazioni di Barcellona dunque, dopo poco più di un anno, hanno deciso di rinunciare al free-floating privato dei mezzi, puntando invece sul potenziamento di quello pubblico.