Mobilità condivisa, le capitali europee dicono no ai monopattini. Firenze e Genova le città capofila in Italia

Mobilità condivisa, le capitali europee dicono no ai monopattini. Firenze e Genova le città capofila in Italia

Incidentalità, utilizzo scorretto e insicurezza stradale, tre grandi capitali europee hanno abbandonato i monopattini elettrici come mezzo di mobilità condivisa, in Italia le seguono Firenze e Genova

Lo sharing di mezzi sostenibili è una modalità virtuosa di contrastare inquinamento e traffico urbano offrendo soluzioni alternative. Ma non può andare a scapito della sicurezza stradale di chi li usa e di tutti gli altri utenti. Sempre più grandi città, negli ultimi anni, hanno cominciato a dire no ai monopattini elettrici, proprio perché vengono utilizzati male, non rispettando il Codice della Strada.

La prima è stata Parigi, che già dal 2023 aveva intuito che questa tipologia di e-scooter può creare alcune problematiche che rendono svantaggioso il loro utilizzo. C’è per esempio la sosta selvaggia, con tanti monopattini elettrici che vengono abbandonati in modo indiscriminato e scorretto su strade e marciapiedi. Questo in realtà vale anche per le bici muscolari ed elettriche, ma i monopattini hanno anche una problematica in più: il modo in cui vengono usati. 

Culturalmente chi guida una bicicletta è abituato a utilizzarla seguendo il Codice della Strada. Mentre l’elevata incidentalità degli e-scooter ha indotto ad inasprire le regole, ma non è semplice farle rispettare. Spesso chi guida i monopattini lo fa in modo selvaggio, arrecando pericoli a se stesso e agli altri utenti della strada. Da qui l’idea di rimuoverli perlomeno come mezzi di mobilità condivisa.

Mobilità condivisa, troppi incidenti e uso scorretto: da Parigi a Firenze, le città che hanno escluso i monopattini dall’offerta sharing

Mobilità condivisa, le capitali europee dicono no ai monopattini. Firenze e Genova le città capofila in Italia

LEGGI ANCHE Barcellona fa dietrofront per il bike sharing: troppi disagi col free-floating, via i mezzi privati

Dopo Parigi anche Madrid nel 2024 e Praga a inizio 2026 hanno rimosso i monopattini dall’offerta di mobilità condivisa cittadina. Migliaia di mezzi tolti dalle strade in tre grandi capitali europee. Roma, invece, nel 2024 si classificava come la città in Italia con il maggior numero di e-scooter in circolazione, anche se a inizio anno un operatore è stato sanzionato e tremila monopattini sono stati rimossi per alcune settimane dalle strade capitoline.

In generale, anche in Italia alcune città hanno cominciato a dire no a questi mezzi nell’offerta sharing free-floating. Parallelamente alla stretta sui monopattini da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (da metà maggio vige l’obbligo di targa), Firenze e Genova nel corso del 2026 hanno respinto l’uso degli e-scooter per la mobilità condivisa del loro territorio.

Nei nuovi bandi di sharing hanno esplicitamente escluso l’offerta di monopattini, potenziando invece quella delle biciclette. Le motivazioni ricalcano quelle delle capitali europee: tanti incidenti, frequente utilizzo scorretto, difficoltà a presidiare e controllare che i mezzi vengano usati correttamente. Non è semplice per le forze dell’ordine verificare che gli utenti abbiano il casco e che parcheggino nel modo corretto, ad esempio. Per cui le amministrazioni fiorentina e genovese hanno deciso di agire a monte, eliminando dall’offerta di sharing i monopattini. All’insegna di una mobilità condivisa sempre green, ma anche sicura.