Digital News Report Italia 2026, nuovo ecosistema dell’informazione tra piattaforme, TV e creator

Digital News Report Italia 2026, nuovo ecosistema dell’informazione tra piattaforme, TV e creator

Il Digital News Report Italia 2026 del Reuters Institute fotografa un sistema mediatico in profonda trasformazione: la TV resta dominante, ma cresce la competizione online; le piattaforme assorbono oltre l’85% della pubblicità digitale; gli editori affrontano nuove sfide regolatorie legate all’AI; i creator entrano stabilmente nel mercato dell’informazione. Fiducia nelle news in calo al 32%.

Un mercato sempre più frammentato

L’Italia, storicamente caratterizzata da un forte predominio televisivo e da un lento passaggio al digitale, sta vivendo una fase di ristrutturazione profonda.

Secondo il Digital News Report 2026, il settore è oggi segnato da:

– Concentrazione storica attorno a Rai e Mediaset

– Crescita delle piattaforme streaming (Netflix, DAZN, Amazon, Disney), che raggiungono il 21% dei ricavi TV

– Espansione dei nuovi attori digitali, dai nativi online ai creator

La TV continua a generare il 73% dei ricavi dei media tradizionali, con Rai leader davanti a Sky e Mediaset. Ma l’avanzata dello streaming e la frammentazione dell’audience ridisegnano gli equilibri.

Pubblicità digitale, l’85% va alle piattaforme

Il dato più critico per gli editori riguarda la distribuzione dei ricavi pubblicitari digitali:

oltre l’85% finisce nelle mani delle big tech, lasciando ai publisher una quota sempre più marginale.

Questa dinamica alimenta tensioni regolatorie e contenziosi, come:

– la decisione AGCOM sul fair remuneration per l’uso dei contenuti GEDI da parte di Meta e LinkedIn

– il reclamo FIEG contro Google per gli AI Overviews, accusati di ridurre il traffico verso i siti di news

– il dibattito europeo sul ruolo dell’AI nella distribuzione dell’informazione

GEDI e il nuovo assetto proprietario

Il 2026 segna un passaggio storico:

GEDI viene acquisito al 100% dal gruppo greco Antenna, controllato dalla famiglia Kyriakou.

L’operazione include:

– La Repubblica

– Radio Deejay

– Radio Capital

– HuffPost Italia

– National Geographic Italia

– Limes

– la concessionaria Manzoni

Restano fuori La Stampa e le testate locali già cedute negli anni precedenti.

Online news, la competizione si sposta sul digitale

Se offline dominano i broadcaster, online il panorama è più competitivo:

– Fanpage guida le audience digitali

– Il Post, HuffPost Italia, CityNews consolidano la loro presenza

– ANSA, Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore restano punti di riferimento

Tra gli under 35 emergono:

– Will Media (11%)

– Il Post (15%)

Creator e influencer, un nuovo attore dell’informazione

Il 2025–2026 segna l’ingresso strutturato dei creator nel sistema informativo:

– AGCOM introduce un codice di condotta per influencer “significativi”

– nasce un registro dedicato

– vengono definite regole su trasparenza e responsabilità dei contenuti

Il fenomeno esplode anche in politica:

Giorgia Meloni partecipa al Pulp Podcast durante la campagna referendaria del 2026, confermando la centralità dei nuovi formati.

Parallelamente cresce l’ecosistema delle newsletter su Substack, con firme come Stefano Feltri e Selvaggia Lucarelli

Fiducia nelle news, ancora in calo

Il report registra un ulteriore calo della fiducia:

– 32% degli italiani dichiara di fidarsi delle notizie (–4 punti)

– la media globale è 37%

I brand percepiti come più neutrali ottengono livelli di fiducia più alti, mentre quelli con profilo politico marcato risultano polarizzanti.

Consumo delle news: TV stabile, stampa all’11%

– La TV mantiene una reach settimanale elevata

– La stampa scende all’11%

– I social media tornano a crescere (+6 punti dal 2020)

La quota di utenti che evita le notizie sale al 36%.