Nuove regole UE 2026 per auto sostenibili: riciclo, circolarità e stop all’esportazione di veicoli non idonei

Nuove regole UE 2026 per auto sostenibili: riciclo, circolarità e stop all’esportazione di veicoli non idonei

Auto sostenibili. Il Parlamento Europeo il 18 giugno 2026 ha approvato in via definitiva le nuove norme UE sulla circolarità dei veicoli, un provvedimento che rivoluzionerà il settore automobilistico in Europa. Le regole, frutto di un accordo raggiunto a fine 2025, mirano a ridurre l’impatto ambientale dei veicoli, promuovendo riciclo, riutilizzo e recupero dei materiali lungo tutto il ciclo di vita delle auto. L’Italia, con i suoi 38 milioni di veicoli circolanti (dati ACI 2025), sarà tra i Paesi più interessati dalle novità.

Cosa cambierà per i veicoli in Europa

Le nuove norme introducono obblighi stringenti per i costruttori:

  • Progettazione circolare: tutti i nuovi veicoli dovranno essere progettati per facilitare lo smontaggio e il riciclo di parti e componenti.
  • Plastica riciclata: entro 6 anni, ogni nuova auto dovrà contenere almeno il 15% di plastica riciclata, salendo al 25% entro 10 anni. Di questa, almeno il 20% dovrà provenire da veicoli fuori uso (ciclo chiuso).
  • Responsabilità estesa del produttore: dopo 3 anni dall’entrata in vigore, i costruttori dovranno gestire i costi di raccolta e smaltimento dei veicoli a fine vita in tutta l’UE.

Stop all’esportazione di auto non idonee, cosa cambia per l’Italia

Una delle novità più rilevanti è il divieto di esportazione dei veicoli dichiarati non idonei alla circolazione, che entrerà in vigore 5 anni dopo l’applicazione del regolamento. Questo provvedimento mira a contraste il fenomeno dei “veicoli scomparsi”, spesso smantellati illegalmente in Paesi terzi. In Italia, dove ogni anno circa 1,5 milioni di auto giungono a fine vita (fonte: Consorzio ELVIT), la norma avrà un impatto significativo sul mercato dell’usato e sulle aziende di demolizione.

Trasferimento di proprietà e documentazione obbligatoria

Per le aziende che vendono veicoli usati, sarà obbligatorio presentare:

  • Una valutazione che attesti che il veicolo non è un ELV (End-of-Life Vehicle).
  • Oppure un certificato di idoneità alla circolazione valido.

Per i privati, la documentazione sarà richiesta solo in caso di:

  • Veicolo dichiarato perdita economica totale.
  • Vendita effettuata esclusivamente tramite piattaforme online.

Reazioni e prossimi passi

I relatori del provvedimento, Jens Gieseke (PPE, Germania) e Paulius Saudargas (PPE, Lituania), hanno sottolineato:

“Stiamo accelerando la transizione verso un’economia circolare nel settore automobilistico, garantendo sostenibilità, sicurezza delle risorse e meno burocrazia.”

Il regolamento, approvato con 437 voti favorevoli, 112 contrari e 20 astensioni, dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio UE. L’entrata in vigore è prevista 24 mesi dopo la pubblicazione, con applicazione graduale delle misure.

Impatto sull’Italia

L’Italia, con un parco auto tra i più vecchi d’Europa (età media: 11,5 anni, dati ACI), dovrà adattarsi rapidamente. Le imprese di autoricambio e i centri di demolizione saranno chiamati a adeguare i processi per rispettare i nuovi standard UE. Inoltre, il divieto di esportazione potrebbe ridurre il mercato illegale dei veicoli non idonei, con benefici per l’ambiente e la sicurezza stradale.