Efficienza della giustizia, l’Italia accelera sui tempi dei processi ma resta distante dal target PNRR

Efficienza della giustizia, l’Italia accelera sui tempi dei processi ma resta distante dal target PNRR

Giustizia, il nuovo report Istat 2026 sull’efficienza del sistema giudiziario italiano mostra un netto miglioramento dei tempi di definizione dei procedimenti civili e penali tra il 2019 e il 2025. Raggiunto l’obiettivo PNRR per il penale, mentre il civile resta sotto la soglia prevista. Arretrato storico quasi azzerato in Tribunali e Corti d’appello. Crescono però le criticità su alcune materie, come protezione internazionale e diritti di cittadinanza.

Un sistema giudiziario più rapido, ma non abbastanza

Il nuovo report Istat dedicato all’analisi dei flussi dei procedimenti giudiziari 2019-2025 conferma una trasformazione profonda del sistema giustizia, spinto dagli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il concetto di efficienza non è più solo “velocità”, ma capacità di trasformare risorse, quali personale, magistrati, tecnologie, in decisioni di qualità entro tempi ragionevoli.

Secondo Istat, l’Italia ha ridotto in modo significativo i tempi dei processi, pur non raggiungendo ancora tutti i target concordati con la Commissione europea.

Civile: tempi in calo, ma il target PNRR resta lontano

Nel contenzioso civile, il tempo medio per concludere un procedimento che attraversa tutti i gradi di giudizio scende da 2.512 giorni nel 2019 a 1.789 nel 2025 (-28,8%).

Il PNRR richiede però una riduzione del 40%, pari a 1.507 giorni: obiettivo non ancora centrato.

Dove si riduce di più il Disposition Time

– Cassazione: -33,8% (da 1.302 a 863 giorni)

– Corte d’appello: -24,8%

– Tribunale: -21,8%

Il miglioramento più marcato si registra tra il 2024 e il 2025, con un -10,9% che lascia intravedere ulteriori progressi nel 2026.

Penale: obiettivo PNRR raggiunto

Nel settore penale, il target è stato centrato:

– 958 giorni nel 2025, contro i 1.392 del 2019 (-31,2%).

Il PNRR richiedeva una riduzione del 25%.

Determinanti:

– la Riforma Cartabia,

– l’introduzione del processo penale telematico,

– il potenziamento degli Uffici del Processo.

Arretrato storico quasi azzerato

Uno degli obiettivi più complessi del PNRR riguarda lo smaltimento dell’arretrato civile (procedimenti pendenti iscritti tra 2017-2022).

I risultati sono molto positivi:

– Tribunali: -86,1%

– Corti d’appello: -86,7%

Restano da definire:

– 46.186 procedimenti nei Tribunali

– 5.980 nelle Corti d’appello

Il trend è costante e indica un sistema in forte recupero.

Materie più critiche: protezione internazionale e cittadinanza

Non tutte le materie mostrano lo stesso livello di efficienza.

Nei Tribunali:

– Protezione internazionale: Clearance Rate 0,49

– Famiglia: CR 0,71

– Diritti della cittadinanza: CR 0,76

Sono invece molto efficienti:

– Responsabilità extracontrattuale: CR 1,46

– ATP previdenza: CR 1,32

– Diritti reali: CR 1,25

Nelle Corti d’appello:

Il 2025 registra un picco di iscrizioni in protezione internazionale (3.520 casi contro i 64 del 2024), con impatto significativo sui tempi.

Penale: un sistema a due velocità

Nel 2025:

– 86 Tribunali su 140 hanno un Clearance Rate superiore a 1

– 49 di questi hanno tempi inferiori alla media nazionale (312 giorni)

Ma:

– 54 Tribunali mostrano CR inferiore a 1

– la Cassazione registra un peggioramento del DT (da 81 giorni nel 2024 a 122 nel 2025)

Conclusioni

Il report Istat certifica un miglioramento strutturale dell’efficienza della giustizia italiana, con risultati particolarmente positivi nel penale e nello smaltimento dell’arretrato.

Il civile resta il settore più complesso, soprattutto per alcune materie e per il mancato raggiungimento del target PNRR sul Disposition Time.

Il 2026 sarà l’anno decisivo per verificare se la traiettoria di miglioramento potrà consolidarsi e portare al pieno rispetto degli obiettivi europei.