Piano Casa 2026: la Camera approva il decreto, ora il testo passa al Senato

Piano Casa 2026: la Camera approva il decreto, ora il testo passa al Senato

Piano Casa, la Camera dei deputati ha approvato il 23 giugno il disegno di legge di conversione del Decreto-Legge 66/2026, introducendo modifiche su edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata. Il provvedimento, che punta a incrementare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili e a riqualificare il patrimonio ERP, passa ora all’esame del Senato. Focus su risorse, misure per giovani, lavoratori fuori sede, studenti e famiglie vulnerabili.

Un Piano Casa da 970 milioni per rilanciare l’abitare pubblico e sociale

La Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del Decreto Legge 7 maggio 2026, n. 66, che reca Disposizioni urgenti per il Piano Casa (A.C. 2920-A). Il testo, licenziato dall’Aula il 23 giugno, sarà ora esaminato dal Senato nella seduta convocata per venerdì 26 giugno alle ore 9.30.

Il provvedimento rappresenta l’architrave della strategia nazionale per affrontare l’emergenza abitativa, con interventi mirati su edilizia residenziale pubblica (ERP), edilizia sociale (ERS) e programmi integrati.

Finalità del Piano Casa: giovani, studenti, lavoratori fuori sede e coabitazione solidale

L’articolo 1 definisce l’impianto complessivo del Piano Casa, che punta a:

  • aumentare l’offerta di alloggi a prezzi calmierati;
  • favorire interventi di recupero, sostituzione edilizia e rigenerazione urbana;
  • valorizzare immobili pubblici non utilizzati;
  • sostenere modelli innovativi di cohousing, anche intergenerazionale.

Il decreto individua quali destinatari prioritari:

  • giovani e studenti universitari,
  • lavoratori fuori sede pubblici e privati (con attenzione a personale scolastico, sanitario, forze di polizia, vigili del fuoco e forze armate),
  • giovani coppie,
  • genitori separati,
  • anziani in percorsi di coabitazione solidale.

Programma straordinario nazionale di recupero ERP ed ERS

Cuore operativo del decreto è il Programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio ERP ed ERS, che interviene su uno dei nodi critici evidenziati da SVIMEZ, Corte dei conti e Federcasa: decine di migliaia di alloggi pubblici non assegnabili per mancanza di manutenzione.

Il Programma prevede:

  • 970 milioni di euro per il periodo 2026-2030, ottenuti tramite riallocazione delle risorse del precedente Piano Casa Italia;
  • utilizzo di una quota del Fondo sociale per il clima dell’UE;
  • impiego di risorse per la rigenerazione urbana previste dalla legge di bilancio 2020 (fino a 4,8 miliardi nel periodo 2027-2034).

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti opererà tramite Invitalia, che pubblicherà avvisi per selezionare i progetti dei soggetti attuatori.

Misure per morosità incolpevole, studenti e famiglie con disabilità

Il decreto interviene anche su specifiche fragilità sociali:

  • art. 4, Rafforzamento del Fondo di garanzia per la morosità incolpevole negli alloggi ERP.
  • art. 4-bis, Priorità nell’accesso al Fondo prima casa per famiglie con persone con disabilità grave.
  • art. 4-ter, Incremento del fondo per i contributi agli studenti fuori sede.

Riscatto degli alloggi ERP e nuove formule di locazione sociale

Tra le misure più attese:

  • art. 5, Possibilità di riscatto degli alloggi ERP esistenti, con criteri definiti dalle Regioni.
  • art. 6, Introduzione di modelli di locazione con riscatto per l’edilizia sociale, ampliando l’offerta per redditi medio-bassi.

Edilizia integrata e valorizzazione del patrimonio pubblico

Il Capo III introduce:

  • programmi infrastrutturali di edilizia integrata (art. 9),
  • interventi sugli alloggi di servizio dell’Arma dei Carabinieri (art. 9-bis),
  • investimenti per la valorizzazione e l’acquisizione di immobili destinati alla PA (art. 9-ter).

Disposizioni comuni e supporto a residenze universitarie

Il Capo IV contiene norme di coordinamento, tra cui:

  • semplificazioni procedurali,
  • potenziamento del patrimonio immobiliare della Difesa,
  • supporto di Invitalia per cofinanziare alloggi e residenze universitarie (art. 11, comma 4-bis).

Prossimi passi: il testo al Senato

Con l’approvazione alla Camera, il decreto passa ora al Senato per la conversione definitiva entro i termini costituzionali. Il provvedimento rappresenta uno dei pilastri della strategia nazionale per affrontare la crescente domanda di alloggi accessibili, in un contesto segnato da:

  • oltre 650.000 famiglie in graduatoria ERP,
  • circa 100.000 alloggi pubblici vuoti per mancanza di manutenzione,
  • forte pressione abitativa nelle aree metropolitane e universitarie.