Caccia, il Senato approva la riforma della legge 157/1992: cosa cambia ora per fauna selvatica, Regioni e calendari venatori

Caccia, il Senato approva la riforma della legge 157/1992: cosa cambia ora per fauna selvatica, Regioni e calendari venatori

Caccia, il ddl 1552 ottiene il via libera di Palazzo Madama e passa alla Camera. Più poteri alle Regioni, ampliamento delle aree e dei periodi di caccia, nuove definizioni e prime reazioni dal mondo politico e ambientalista.

Riforma della caccia, il Senato approva il ddl 1552

Con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astensioni, il Senato ha approvato il disegno di legge 1552, che modifica in modo profondo la legge 11 febbraio 1992, n. 157, normativa cardine sulla tutela della fauna selvatica e sul prelievo venatorio.

Il provvedimento, firmato dai capigruppo della maggioranza, passa ora all’esame della Camera dei deputati, dove si preannuncia un confronto politico acceso.

La riforma interviene su numerosi articoli della legge n. 157, ridefinendo il rapporto tra tutela ambientale, gestione faunistica e attività venatoria, anche alla luce delle recenti procedure di infrazione europee e delle modifiche introdotte dalla Direttiva UE 2025/1237 sullo status del lupo.

Principali novità del ddl caccia

1. La caccia diventa “attività utile alla tutela della biodiversità”

Il nuovo testo qualifica l’attività venatoria come pratica che “concorre alla tutela della biodiversità e dell’ecosistema”, riconoscendo ai cacciatori un ruolo di “bioregolatori”.

Una definizione che segna un cambio culturale e politico rilevante.

2. Più poteri alle Regioni: aree, calendari e specie cacciabili

Le Regioni potranno:

– ampliare le aree in cui è consentita la caccia, includendo anche valichi montani e zone forestali demaniali;

– rimodulare i confini degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC);

– estendere i calendari venatori, superando il limite della prima decade di febbraio;

– definire l’elenco delle specie cacciabili, entro i limiti della normativa statale ed europea.

Un punto particolarmente contestato riguarda la possibilità di conteggiare parchi e aree protette nella quota di territorio sottoposto a salvaguardia, pur restando vietata l’attività venatoria al loro interno.

3. Aumento delle specie cacciabili e revisione delle tutele

Il dossier parlamentare conferma che:

– viene eliminato il lupo dall’elenco delle specie particolarmente protette della legge 157, in coerenza con la Direttiva UE 2025/1237 che ne ha declassato lo status;

– si interviene sulle norme relative al controllo faunistico, anche negli aeroporti, estendendo la competenza ai gestori aeroportuali.

4. Aziende faunistico‑venatorie: via il vincolo “senza scopo di lucro”

Le AFV e le AATV potranno operare come attività d’impresa, aprendo a modelli gestionali più commerciali.

5. Licenze estere valide in Italia

Il ddl consente l’esercizio dell’attività venatoria anche ai cacciatori in possesso di licenze rilasciate da altri Paesi.

Reazioni, ambientalisti in piazza e cacciatori soddisfatti

Le associazioni ambientaliste

ENPA, LAC, LAV, Legambiente, Lipu e WWF parlano di “una violenza inaccettabile nei confronti della natura e degli animali selvatici”.

Contestano:

– l’ampliamento delle aree di caccia,

– l’estensione dei calendari,

– la riduzione delle tutele per alcune specie,

– il mancato allineamento alle direttive europee.

Ricordano inoltre che l’85% degli italiani considera la caccia pericolosa e che 250.000 cittadini hanno firmato una petizione contro la riforma.

Il fronte politico contrario

La deputata Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati) annuncia battaglia alla Camera e non esclude il ricorso a un referendum abrogativo.

Il mondo venatorio

Federcaccia esprime soddisfazione per un “primo importante risultato”, ma invita alla massima determinazione per il passaggio a Montecitorio.

Iter lungo e complesso

Il ddl era stato annunciato esattamente un anno fa, il 23 giugno 2025.

Dopo un primo tentativo di procedere con decreto-legge, poi abbandonato, il testo ha seguito un iter parlamentare articolato, con migliaia di emendamenti e un confronto serrato in Commissione Agricoltura.

Ora la partita si sposta alla Camera, dove il clima politico appare ancora più incandescente.

Implicazioni per territori e amministrazioni locali

Per Regioni e Comuni, la riforma comporta:

– revisione dei piani faunistico‑venatori;

– ridefinizione degli ATC;

– adeguamento delle norme su controllo faunistico, specie in aree urbane e periurbane;

– coordinamento con le nuove disposizioni europee su munizioni al piombo e zone umide.