Oli usati, Italia leader in Europa nel riciclo: raccolta record e 98% rigenerato nel 2025

Oli usati, Italia leader in Europa nel riciclo: raccolta record e 98% rigenerato nel 2025

Italia leader in Europa: nel 2025 raccolto il 100% degli oli usati e rigenerato il 98%. Scopri tutti i dettagli

L’Italia si conferma tra i Paesi più virtuosi d’Europa nel settore del riciclo degli oli minerali usati. A certificarlo è il Rapporto di Sostenibilità 2025 del CONOU, il Consorzio Nazionale Oli Usati, presentato a Roma. Nel corso del 2025 sono state raccolte 194.500 tonnellate di olio usato, intercettando di fatto il 100% del potenziale recuperabile sul territorio nazionale. Di questo quantitativo, oltre il 98% è stato rigenerato e trasformato in nuove basi lubrificanti. Un risultato che permette all’Italia di mantenere il primato europeo, con una percentuale nettamente superiore alla media Ue ferma al 61%.

Grazie alla filiera del CONOU, oggi circa un terzo del fabbisogno nazionale di lubrificanti viene soddisfatto attraverso basi lubrificanti ottenute dalla rigenerazione degli oli usati. Il sistema coinvolge una rete specializzata composta da 58 concessionari della raccolta, impianti di rigenerazione e oltre 1.980 addetti distribuiti sul territorio nazionale. Secondo il presidente del CONOU, Riccardo Piunti, i risultati ottenuti dimostrano che la sostenibilità può essere concreta anche in un periodo difficile per il settore del riciclo e dell’economia circolare.

Oli usati in Italia: primato nel riciclo e rigenerazione nel 2025

Oli usati, Italia leader in Europa nel riciclo: raccolta record e 98% rigenerato nel 2025

Per la prima volta, il Rapporto 2025 è stato accompagnato dalla validazione dell’analisi LCA da parte di RINA — una delle big della certificazione a livello internazionale. Hanno verificato i dati in modo indipendente. E la validazione conferma che i numeri sugli impatti ambientali e sui benefici del riciclo degli oli usati sono solidi. I risultati?

  • 41% in meno di emissioni climalteranti rispetto al ciclo tradizionale
  • 83% in meno di consumo di combustibili fossili
  • Il risparmio idrico tocca il 77%
  • 33% in meno di impatti cancerogeni
  • 84% in meno di quelli non cancerogeni

Numeri che parlano chiaro: il riciclo degli oli usati non fa bene solo all’ambiente, ma anche alla salute pubblica. Peccato che l’Unione Europea, nonostante i risultati dell’Italia, non abbia ancora messo nero su bianco obiettivi vincolanti per raccolta e rigenerazione. Secondo il CONOU, questo vuoto normativo rischia di penalizzare il riciclo — specialmente quando il mercato rende più conveniente bruciare gli oli recuperati invece di rigenerarli. Ecco perché oggi il modello italiano viene guardato con interesse da altri Paesi europei, come Grecia e Spagna, che hanno già avviato un confronto con il Consorzio per scambiarsi esperienze e buone pratiche sull’economia circolare