Padova, primo mese del nuovo servizio bike sharing: ma le biciclette sono inutilizzabili

Padova, primo mese del nuovo servizio bike sharing: ma le biciclette sono inutilizzabili

Dal 1° giugno 2026 è cambiato a Padova il servizio di bike sharing, ma le nuove biciclette risultano bloccate nel centro cittadino e cominciano i malumori

Il bike sharing a Padova c’è ancora ma è cambiato. E per il momento le modifiche non hanno dato del tutto i frutti sperati alla cittadinanza. Dal 1° giugno 2026, infatti, la città ha dato addio a RideMovi dopo 8 anni, con tanto di saluto commosso dell’operatore a tutti i suoi utenti via app. Il motivo è che il Comune ha deciso di avviare il servizio sharing di biciclette e monopattini a flusso libero con una sola azienda concessionaria, Dott.

Gradualmente l’operatore ha inserito in circolazione in città 2200 esemplari tra biciclette a pedalata assistita, biciclette muscolari e monopattini elettrici. In più è previsto il noleggio di cargo bike e handbike con 15 mezzi a disposizione, sempre con il sistema di free floating. L’utilizzo è quello consueto, per cui i cittadini maggiorenni dovrebbero potersi servire delle bici o degli altri mezzi anche senza prenotarli se sono liberi. Per poi parcheggiarli liberamente una volta arrivati a destinazione. Il problema è che alcune di queste biciclette non risultano utilizzabili.

Padova, biciclette sharing bloccate in centro

Padova, primo mese del nuovo servizio bike sharing: ma le biciclette sono inutilizzabili

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Secondo quanto rivelato dal Corriere del Veneto, in una zona centrale e molto frequentata della città di Padova non risultava neanche una bicicletta utilizzabile. Il tutto senza una comunicazione preventiva che avvisasse del disservizio, anche qualora si trattasse di una problematica dovuta all’immissione graduale dei mezzi nelle strade cittadine.

I padovani, ormai da anni abituati a utilizzare il bike sharing, sono rimasti spiazzati da questa impossibilità all’uso delle biciclette in pieno centro. E il mancato funzionamento non preventivato di un buon numero di mezzi rischia di compromettere la fiducia nell’affidabilità del servizio. A quasi un mese dal cambiamento dell’operatore deciso dal Comune.