Smart Road Italia, crisi del car-sharing: il futuro sono i modelli di prossimità Francesco Ton... 29 June 2026 In Italia il car-sharing free floating sta conoscendo una crisi profonda, per superarla la proposta è quella di introdurre modelli di servizio di prossimità Il car-sharing in Italia sta attraversando da tempo una fase critica e di contrazione dell’utilizzo. In particolare il modello free-floating non si è più ripreso dopo la pandemia da Covid del 2020. Nel 2019 i noleggi sfioravano i 12 milioni all’anno, nel 2024 sono scesi sotto la soglia dei 6 milioni. Oltre la metà dunque sono andati perduti in 5 anni. E la tendenza delle stime preliminari per il 2025 dice che forse gli utilizzi complessivi sono scesi ulteriormente. Le cause sono tante, dalla scarsa abitudine degli italiani ai costi delle auto (soprattutto per i modelli basati su proprietà individuale) alla mancanza del servizio in certe aree del Paese. Anche perché nell’ultimo anno sono usciti di scena due dei principali operatori di car sharing free floating in Italia, senza che siano stati rimpiazzati da sostituti all’altezza in termini di disponibilità di mezzi. Probabilmente perché hanno notato la tendenza nello Stivale è quella di un uso sempre meno frequente. E allora come si potrebbe rispondere a questa crisi? Italia, l’auto per fare piccole tratte: il car sharing di prossimità può svoltare la crisi del settore Italia, crisi del car-sharing: il futuro sono i modelli di prossimità LEGGI ANCHE Roma, mobilità intelligente e connessa: prima sperimentazione dei veicolo smart di Next Future Mobility L’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility ha fatto notare che una soluzione potrebbe essere quella di sviluppare modelli più vicini alle esigenze urbane di ognuno. In Italia l’auto è ancora una componente fondamentale e primaria per gli spostamenti dei cittadini, con 40 milioni di veicoli per 58 milioni di abitanti. Ma si è notato che gli spostamenti medi fatti con la propria vettura privata sono di breve durata. Il che può significare che gli italiani si muovono per piccoli tratti con la propria auto. Laddove i servizi free floating di car-sharing di solito coprono distanze molto più larghe. Dunque la soluzione potrebbe essere quella di potenziare servizi di mobilità condivisa che si articolino maggiormente sul quartiere, sulle singole città, sulle zone più frequentate dei centri urbani. Così da offrire un servizio in stile taxi che invogli le persone a non usare le proprie auto private per non intasare il traffico e per ridurre le emissioni pro capite. Basta un veicolo con 5 persone a bordo che si spostano in punti ravvicinati della stessa città per fare la differenza.