EU ETS: 2,5 miliardi di euro per accelerare la transizione energetica in 11 Paesi UE

EU ETS: 2,5 miliardi di euro per accelerare la transizione energetica in 11 Paesi UE

La Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti hanno annunciato un nuovo stanziamento da 2,5 miliardi di euro attraverso il Fondo per la modernizzazione, finanziato dai proventi del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS). Le risorse sosterranno 51 progetti energetici in 11 Stati membri, rafforzando decarbonizzazione, sicurezza energetica, efficienza e competitività industriale.

EU ETS, altri 2,5 miliardi di euro per la modernizzazione energetica dell’Europa

La Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno approvato un nuovo pacchetto di finanziamenti da 2,5 miliardi di euro destinato a sostenere 51 progetti energetici strategici in 11 Paesi dell’Unione europea. Le risorse provengono dal Fondo per la modernizzazione, uno degli strumenti chiave alimentati dai ricavi del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS).

Con questa nuova erogazione, il valore complessivo dei finanziamenti assegnati dal Fondo dal gennaio 2021 raggiunge 23,2 miliardi di euro, confermando il ruolo centrale dell’ETS nel supportare la transizione energetica europea e il raggiungimento degli obiettivi climatici comunitari.

Paesi beneficiari e distribuzione delle risorse

I fondi saranno destinati a 11 Stati membri con livelli di reddito inferiori alla media europea e impegnati nell’ammodernamento delle proprie infrastrutture energetiche.

Tra i principali beneficiari figurano:

  • Romania: 636,9 milioni di euro
  • Ungheria: 552,3 milioni di euro
  • Repubblica Ceca: 516,8 milioni di euro
  • Grecia: 233,9 milioni di euro
  • Polonia: 180 milioni di euro
  • Lituania: 169 milioni di euro
  • Croazia: 109 milioni di euro
  • Portogallo: 81,4 milioni di euro
  • Estonia: 44,8 milioni di euro
  • Lettonia: 40 milioni di euro
  • Slovenia: 20,2 milioni di euro

L’obiettivo è accelerare la trasformazione dei sistemi energetici nazionali, favorendo la diffusione delle energie rinnovabili, l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni climalteranti.

Reti intelligenti, accumulo energetico e mobilità elettrica tra le priorità

I 51 progetti finanziati coprono diversi ambiti strategici della transizione energetica europea.

Tra gli interventi più significativi:

Decarbonizzazione del riscaldamento urbano

In Repubblica Ceca saranno finanziati progetti per ridurre le emissioni dei sistemi di teleriscaldamento attraverso l’adozione di tecnologie più sostenibili.

Trasporto pubblico a zero emissioni

Estonia e Lettonia investiranno nella sostituzione di autobus e mezzi diesel con veicoli elettrici e filobus a emissioni zero, accompagnati dalla realizzazione delle necessarie infrastrutture di ricarica.

Efficienza energetica industriale

In Grecia e Lituania le risorse sosterranno interventi di efficientamento dei processi produttivi e la sostituzione di tecnologie ad alta intensità energetica.

Digitalizzazione delle reti elettriche

L’Ungheria utilizzerà i fondi per sviluppare infrastrutture di rete più intelligenti, digitalizzate e resilienti, fondamentali per integrare quote crescenti di energia rinnovabile.

Sistemi di accumulo energetico

La Romania realizzerà nuovi impianti autonomi di accumulo a batteria, mentre Polonia e Slovenia investiranno rispettivamente nello stoccaggio termico e nelle capacità di accumulo dell’energia elettrica.

Fondo strategico per la competitività europea

Secondo la Commissione europea, questi investimenti non contribuiscono soltanto al raggiungimento degli obiettivi climatici e dei Piani nazionali energia e clima (PNIEC), ma rafforzano anche la competitività industriale dell’Unione.

Lo sviluppo di infrastrutture energetiche moderne, l’aumento della produzione da fonti rinnovabili e la crescita delle capacità di stoccaggio rappresentano infatti elementi essenziali per ridurre la dipendenza europea dalle importazioni di combustibili fossili e migliorare la sicurezza energetica del continente.

Cos’è il Fondo per la modernizzazione

Il Fondo per la modernizzazione è uno strumento di solidarietà dell’Unione europea finanziato direttamente dai proventi delle aste del sistema EU ETS.

Possono accedere alle risorse tredici Stati membri: Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Slovacchia.

Il programma sostiene investimenti nei settori:

  • energie rinnovabili;
  • efficienza energetica;
  • accumulo dell’energia;
  • reti elettriche intelligenti;
  • teleriscaldamento;
  • transizione delle regioni dipendenti dal carbone.

Il Fondo integra altri strumenti europei come la Politica di coesione, il Dispositivo per la ripresa e la resilienza e il Fondo per una transizione giusta.

Prossime scadenze per nuovi progetti

Gli Stati membri beneficiari potranno presentare nuove proposte di investimento entro:

  • 11 agosto 2026 per i progetti non prioritari;
  • 8 settembre 2026 per i progetti prioritari.

Oltre il 90% del portafoglio del Fondo è attualmente composto da investimenti prioritari dedicati alla modernizzazione dei sistemi energetici e alla riduzione delle emissioni nei settori dell’energia, dell’industria e dei trasporti.