Sicurezza sul lavoro in Liguria: manca un terzo del personale per i controlli. Il 71,6% delle imprese ispezionate è irregolare

Sicurezza sul lavoro in Liguria: manca un terzo del personale per i controlli. Il 71,6% delle imprese ispezionate è irregolare

Psal sotto organico: servono 168 operatori, ce ne sono solo 114. Casella (Avs): “Senza controlli anche la migliore legge è vana”

In Liguria manca un terzo del personale che dovrebbe controllare la sicurezza sul lavoro.

E si vede. Perché quando i controlli ci sono, scoprono che il 71,6% delle imprese ispezionate è irregolare. Più di sette su dieci.

Se ne è parlato in consiglio regionale martedì 7 luglio, con un’interrogazione di Jan Casella, consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra.

I numeri che fanno paura

Partiamo dai dati. Nel 2025, in Liguria:

– Il 71,6% delle imprese ispezionate è risultato irregolare
– Quasi 19mila infortuni registrati
– Tendenza in aumento

E i controlli? Troppo pochi rispetto alle necessità.

Psal: 114 operatori invece di 168

Gli Psal sono le strutture di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro. Quelle che fanno i controlli, verificano che le norme vengano rispettate, intervengono quando qualcosa non va.

In Liguria il fabbisogno reale è di 168 operatori a tempo indeterminato. L’organico reale è di 114 lavoratori. Mancano 54 persone. Un terzo.

Casella: “Tutti devono dare il massimo”

“Quando si parla di sicurezza sul lavoro – dice Casella – tutti devono dare il massimo per evitare i morti, gli incidenti, le malattie professionali. A partire dalle istituzioni, e in particolare quelle cui spetta il compito di controllare il rispetto delle norme sui luoghi di lavoro”.

Il problema, spiega, è duplice. Da un lato i controlli evidenziano un’altissima percentuale di violazioni. Dall’altro le verifiche sono troppo poche rispetto alle necessità.

“E la conferma arriva dall’elevato numero di infortuni che colpisce la nostra regione”.

“Senza operatori, anche la migliore legge è vana”

Sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul lavoro in Liguria: manca un terzo del personale per i controlli. Il 71,6% delle imprese ispezionate è irregolare

LEGGI ANCHE L’Aquila punta sul Wi-Fi pubblico: 437mila euro per coprire centro storico e frazioni

Casella ricorda che la Regione sta lavorando a una proposta di legge sulla sicurezza del lavoro. “È un provvedimento articolato, che incide su vari aspetti del problema, e ci auguriamo che possa presto arrivare in aula”.

Ma poi arriva il punto cruciale: “Senza gli operatori incaricati di effettuare i controlli, anche la migliore delle leggi rischia di essere vana”.

E chiede con urgenza alla giunta regionale di reperire le risorse per colmare il vuoto d’organico degli Psal.

Perché è un problema grave

Primo: 71,6% di irregolarità significa che più di sette imprese su dieci non rispettano le norme sulla sicurezza. Non è un’eccezione. È la norma.

Secondo: se manca un terzo del personale, i controlli sono inevitabilmente meno frequenti. E meno capillari. Alcune imprese non vengono mai ispezionate. O vengono ispezionate troppo tardi.

Terzo: quasi 19mila infortuni in un anno, in una regione come la Liguria, sono tanti. E la tendenza è in aumento.

Quarto: senza controlli efficaci, le norme sulla sicurezza restano sulla carta. Chi rispetta le regole spende di più, si trova svantaggiato rispetto a chi le viola. E chi le viola mette a rischio la vita dei lavoratori.

Cosa serve

Risorse. Per assumere i 54 operatori mancanti. O almeno una parte consistente.

Formazione. Perché i controlli sulla sicurezza del lavoro richiedono competenze specifiche.

Coordinamento. Tra Regione, Asl, ispettorato del lavoro, forze dell’ordine. Perché i controlli funzionano quando c’è una strategia comune.

Priorità politica. Perché se la sicurezza sul lavoro non è in cima all’agenda, le risorse non arrivano mai.

Il quadro nazionale

La Liguria non è un caso isolato. In tutta Italia il personale degli Psal è sotto organico. I controlli sono insufficienti. Gli infortuni sul lavoro continuano ad aumentare. E i morti sul lavoro sono ancora troppi.

Ma questo non rende il problema ligure meno grave. Anzi. Se il 71,6% delle imprese ispezionate è irregolare, vuol dire che c’è un problema strutturale. E va affrontato.

La domanda vera

Quante delle imprese non ispezionate sono irregolari? Se su quelle controllate sette su dieci violano le norme, è ragionevole pensare che anche tra quelle non controllate la percentuale sia simile. O forse più alta.

E quanti infortuni si potrebbero evitare con più controlli? Quante vite si potrebbero salvare?

La risposta della Regione Liguria sarà importante. Ma ancora più importante sarà vedere se arriveranno le risorse per colmare il vuoto d’organico.

Perché, come dice Casella, senza operatori anche la migliore delle leggi è vana.