Genova, individuate 4 aeree per il termovalorizzatore. C'è anche Scarpino

Genova, individuate 4 aeree per il termovalorizzatore. C’è anche Scarpino

Lo studio Ramolll Italy ha individuato 4 aeree per la costruzione del termovalorizzatore necessario per la città di Genova. C’è anche Scarpino…

Le aree individuate sono quattro. Aree che dovranno ospitare il nuovo impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti per la Liguria. Una struttura che dovrà essere una tecnologia cosiddetta Wte, ovvero waste to energy. Con parole più semplici un termovalorizzatore.

Ma dove farlo? Le aree indicate sono quattro: Scarpino, l’ex Acna di Cengio, l’Italiana Coke e Ferrania Ecologia. Lo studio preparato da Ramboll Italy è composto da 266 pagine non trova il pieno appoggio politico da parte di alcuni partiti della città.

Per il momento – scrive La Repubblica – quindi, Amiu non parteciperà alla gara indetta dalla Regione Liguria per la costruzione di un impianto di fine ciclo”.

Nel documento, si precisa che:

La gestione dei rifiuti urbani in Liguria dipende dall’invio di quote significative di rifiuti fuori regione. Per Genova, circa 35mila tonnellate all’anno sono avviate a termovalorizzazione in Lombardia e circa 95mila tonnellate all’anno sono inviate a Tmb in Piemonte, con successivo rientro integrale presso la discarica di Scarpino 3. Tali flussi sono regolati da contratti a termine, a oggi validi sino al 2030 per i Wte lombardi, mentre eventuali estensioni economiche non sono state ancora valutate

I consulenti precisano a La Rep che entro il 2030 Scarpino 3 raggiungerà la volumetria di progetto e i relativi flussi di rifiuti dovranno quindi trovare un’alternativa di conferimento. Anche per questa ragione la tecnologia ritenuta più idonea per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Liguria è il Wte a griglia mobile.

Termovalorizzatore a Genova? c’è anche un render per l’area di Scarpino

Il render che raffigura l’inserimento dell’impianto nell’area di Scarpino

Genova, individuate 4 aeree per il termovalorizzatore. C’è anche Scarpino

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Per lo studio Ramboll resta solo da:

Definire con attenzione la taglia del Wte, anche alla luce degli altri impianti di trattamento e di conferimento presenti in regione che potrebbero incidere sul mantenimento di un flusso di rifiuti costante in ingresso al Wte. Con la riduzione progressiva dei rifiuti urbani prodotti, tale flusso potrebbe infatti dover essere integrato con rifiuti speciali

E questa è sicuramente una delle principali ragioni contrarie da parte di chi si oppone  fortemente al termovalorizzatore in quelle zone in cui è stata individuata la possibile costruzione.

L’analisi di Ramboll tiene aperta la porta sul sito di Scarpino, ma fa presente che

La realizzabilità presso questo sito è subordinata alla conduzione di studi atti a meglio verificare le caratteristiche geologiche, geotecniche e morfologiche del sito e quindi la fattibilità di fondazioni profonde, per raggiungere il substrato roccioso alla base dell’ammasso di rifiuti, che garantiscano stabilità alle nuove opere in progetto

Problemi tecnici o meno Scarpino resta la miglior soluzione dal punto di vista dei trasporti anche per la sua vicinanza alla città di Genova, che è la principale produttrice di rifiuti destinati a un potenziale Wte.