Smart Road Legal Lombardia, biglietti dei treni e bus più cari: ma la vera sorpresa è come calcolano la "soddisfazione" Marco Gramigni 17 July 2026 Citizen Italia Mobility Scattano gli aumenti per il trasporto pubblico in Lombardia: i biglietti Trenord salgono di quasi il 4%, mentre quelli degli autobus aumentano dell’1,8%. A far discutere è però il sistema utilizzato dalla Regione per calcolare gli adeguamenti tariffari. Brutte notizie per chi si muove in treno in Lombardia: da quest’anno i biglietti Trenord costano quasi il 4% in più. Anche gli autobus aumentano, ma meno: +1,8%. La giunta regionale ha approvato tutto il 13 luglio, seguendo come sempre le tabelle Istat che ad aprile segnavano un’inflazione del 2,6% generale e del 3,9% per i trasporti. Fin qui, niente di strano. È la storia che si ripete ogni anno: prezzi su, pendolari che sbuffano, comunicati stampa. Ma quest’anno c’è un dettaglio che fa alzare più di un sopracciglio. Il trucco della soddisfazione Regione Lombardia ha tirato fuori un indice di “customer satisfaction” – soddisfazione del cliente, per dirla in italiano – che permette di giustificare aumenti più alti. In pratica funziona così: se raggiungi un certo obiettivo di puntualità, puoi alzare le tariffe seguendo l’inflazione piena del settore trasporti (quel 3,9%) invece di quella generale più bassa. L’obiettivo fissato? Puntualità all’83%. Sì, hai letto bene: ottantatré per cento. Significa che se un treno su cinque arriva in ritardo, va tutto bene e si può aumentare il biglietto. Per Trenord questo “traguardo” è stato raggiunto, così l’aumento è schizzato al 3,889%, praticamente il massimo possibile. Gli autobus invece si fermano a +1,857%, molto meno. Le proteste: “Obiettivi troppo bassi” OLYMPUS DIGITAL CAMERA Lombardia, biglietti dei treni e bus più cari: ma la vera sorpresa è come calcolano la “soddisfazione” LEGGI ANCHE Legge sul “merito” e progressioni verticali, cosa cambia. Ma è davvero la riforma che serviva? Simone Negri, consigliere del Pd e capodelegazione in commissione trasporti, non le manda a dire: “Alla destra non importa né del trasporto pubblico né delle tasche dei pendolari. In questa legislatura hanno già aumentato le tariffe di circa il 10%”. L’anno scorso l’aumento era stato solo dello 0,5%, quest’anno si fa un bel salto. Ma la critica più dura riguarda proprio quel famoso 83% di puntualità. “È inaccettabile fissare per i treni l’obbligo di puntualità all’83% quando la media nazionale, per il trasporto regionale, è del 92%”, dice Negri. Tradotto: in Italia i treni regionali arrivano puntuali 9 volte su 10, in Lombardia basta farlo 8 volte su 10 per meritarsi un aumento delle tariffe. I conti in tasca ai pendolari Mettiamola giù semplice: se prima spendevi 100 euro al mese per l’abbonamento Trenord, ora ne spendi quasi 104. Non è la fine del mondo per una singola persona, ma moltiplica per migliaia di pendolari che viaggiano ogni giorno e capisci perché la cosa fa rumore. E poi c’è la questione di principio: ti aumento il biglietto perché sono “soddisfacente”, ma lo sono con un livello di servizio più basso della media italiana. Difficile trovare qualcuno che la prenda bene, soprattutto tra chi ogni mattina aspetta il treno che non arriva o arriva in ritardo. La delibera è passata, gli aumenti sono già operativi. Per i pendolari lombardi, l’estate del 2026 inizia con qualche euro in meno nel portafoglio.