Italo va in Germania e Deutsche Bahn trema: arrivano 26 treni nuovi per 3 miliardi

Italo va in Germania e Deutsche Bahn trema: arrivano 26 treni nuovi per 3 miliardi

Italo firma con Siemens un contratto da 3 miliardi per portare l’alta velocità privata in Germania. Dal 2028 collegherà 18 città tedesche con 50 corse al giorno su 1.300 km di rete, sfidando il monopolio di Deutsche Bahn

Mettiamola così: se pensavate che Italo si sarebbe accontentata di fare avanti e indietro tra Milano e Roma, beh, vi sbagliavate di grosso. La compagnia ferroviaria privata italiana ha appena piazzato un colpo che definire clamoroso è riduttivo. Ha firmato con Siemens Mobility un contratto da 3 miliardi di euro. Sì, avete letto bene: tre miliardi. Per comprare 26 treni ad alta velocità e andare a sfidare Deutsche Bahn sul suo territorio. In Germania.

Cos’è Italo e perché questa mossa è pazzesca

Facciamo un passo indietro. Italo nasce nel 2012 come primo operatore privato dell’alta velocità in Italia. Prima c’era solo Trenitalia. Poi è arrivato Italo con i suoi treni rossi e argentati, prezzi più bassi, wifi gratis, sedili comodi. Insomma, ha portato concorrenza. E la concorrenza fa sempre bene: i prezzi scendono, i servizi migliorano, tutti vincono.

Oggi Italo è controllata da Global Infrastructure Partners, un fondo americano finito nel 2024 dentro BlackRock (uno dei colossi mondiali degli investimenti). Tradotto: dietro c’è gente con i soldi. Tanti soldi.

Cosa succederà dal 2028

I primi treni partiranno a metà 2028. Non stiamo parlando di quattro corse al giorno su una tratta secondaria. No. Italo vuole collegare 18 città tedesche con una rete di oltre 1.300 chilometri. Cinquanta collegamenti ogni giorno. Roba grossa.

Le città? Non si sa ancora con precisione, ma immaginate Monaco, Francoforte, Amburgo, Berlino. Le grandi. Quelle dove si muovono milioni di persone ogni anno.

Deutsche Bahn: il gigante che non si aspettava il pugno

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Deutsche Bahn (DB per gli amici) è l’equivalente tedesco delle nostre vecchie Ferrovie dello Stato. Solo che in Germania comanda ancora praticamente da sola. Ha la rete ICE, sigla che sta per Intercity Express, cioè i treni ad alta velocità tedeschi. Veloci, puntuali (beh, quasi sempre), ma senza vera concorrenza.

Ora arriva Italo. E DB si ritrova con un problema che non aveva mai avuto: qualcuno che vuole mangiarle fette di mercato. Esattamente come successe a Trenitalia quando Italo entrò in Italia.

I treni Siemens: roba seria

Siemens Mobility è uno dei costruttori di treni più grossi al mondo. Tedesca, tra l’altro. Quindi Italo va in Germania con treni tedeschi per sfidare i tedeschi. Geniale, se ci pensate.

Questi 26 convogli saranno l’ultimo grido della tecnologia:

  • Diagnostica predittiva: il treno sa prima di te se qualcosa sta per rompersi e lo segnala. Meno guasti, meno ritardi.
  • Efficienza energetica: consumi ridotti, meno CO2. L’Europa vuole decarbonizzare i trasporti e questi treni vanno in quella direzione.
  • Comfort top: sedili studiati, connessione internet, tutto quello che ti aspetti da un treno moderno.

Insomma, non sono i vagoni della metro. Sono gioielli tecnologici su rotaia.

Perché l’Europa favorisce questa mossa

Bruxelles sta spingendo da anni per liberalizzare il trasporto ferroviario. Tradotto dal burocratese: vuole che in ogni Paese ci sia concorrenza, non solo il monopolio dell’ex compagnia statale. Perché? Perché la concorrenza abbassa i prezzi, migliora i servizi, spinge l’innovazione.

In Italia ha funzionato. Prima di Italo, un biglietto Milano-Roma costava un occhio della testa. Dopo? Prezzi dimezzati, offerte continue, servizi migliorati. Trenitalia si è dovuta adeguare.

Ora tocca alla Germania. E probabilmente, dopo, toccherà ad altri Paesi europei.

Il modello italiano funzionerà anche in Germania?

Bella domanda. La Germania è un mercato enorme. Molto più grande dell’Italia. Le distanze sono maggiori, le città più sparse, la rete ferroviaria più complessa. E poi c’è DB, che non starà certo a guardare.

Ma se Italo è riuscita a farsi largo in Italia, dove Trenitalia aveva decenni di vantaggio e conosceva ogni centimetro di binario, perché non dovrebbe riuscirci anche in Germania?

Certo, le sfide non mancheranno. Ma l’esperienza italiana insegna che quando entra un competitor serio, il mercato si muove. E a guadagnarci sono sempre i passeggeri.

La rivoluzione parte nel 2028

Tra poco più di due anni vedremo i primi treni rossi di Italo sfrecciare tra le città tedesche. Sarà interessante vedere come reagirà Deutsche Bahn. Abbasserà i prezzi? Migliorerà i servizi? Lancerà offerte aggressive?

Probabile che farà tutte queste cose. E sarà un bene per chi viaggia. Più scelta, prezzi migliori, servizi di livello. Tutto quello che la concorrenza porta con sé quando è fatta bene.

Insomma, Italo non si accontenta più di essere la compagnia che ha rivoluzionato l’alta velocità italiana. Vuole diventare un player europeo. E con 3 miliardi sul piatto e 26 treni in arrivo, la strada è tracciata. Deutsche Bahn è avvisata: il gioco si fa duro.