Genova, discarica di Scarpino: serviranno più anni per la messa in sicurezza. E i costi aumentano

Genova, discarica di Scarpino: serviranno più anni per la messa in sicurezza. E i costi aumentano

Mentre si valuta di installare il termovalorizzatore a Scarpino si allungano i tempi della messa in sicurezza dai rischi ambientali della discarica di rifiuti di Genova. Con annessa crescita dei costi anche per i cittadini

Più anni e più costi. La messa in sicurezza della discarica di Scarpino è ancora lontana dall’essere completata, nello specifico per le aree 1 e 2, che dal 2014 non ricevono più rifiuti. Genova ad oggi dipende in buona parte dall’invio di immondizia fuori Regione, soprattutto verso Lombardia e Piemonte, perché venga termovalorizzata e pre trattata. Anche per questo si parla del termovalorizzatore da installare sul territorio regionale e le aree di Scarpino sono individuate tra le possibili per ospitarlo, con già un rendering pronto.

Ma il problema principale resta la messa in sicurezza della discarica dove confluiscono tutti i rifiuti genovesi. Scarpino 1 e Scarpino 2, infatti, avrebbero dovuto necessitare di 30 anni per la messa in sicurezza, in particolare per quel che riguarda il percolato, ovvero quel liquame che si viene a creare quando piove e l’acqua meteorica si mischia con l’immondizia depositata, andandosi poi pericolosamente a infiltrare nel suolo.

Serve dunque fare in modo che la base del deposito rifiuti sia impermeabilizzato, riducendo anche la quantità di emissioni di biogas. Un lavoro che però dovrebbe richiedere più di quanto ipotizzato inizialmente. Con ricadute di costi per il Comune e, di conseguenza, per i cittadini. 

Messa in sicurezza Scarpino 1 e Scarpino 2: gli extra costi li pagano i genovesi con la Tari

Genova termovalorizzatore scarpino

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Il Secolo XIX, citando una perizia di Wsp (società globale di ingegneria e servizi professionali), scrive che ci si attendono risultati positivi per la messa in sicurezza entro 50 anni, non più 30. Con una quantità di percolato che, per i primi 15 anni, è attesa in oltre 362mila metri cubi all’anno, mentre nei successivi 35 dovrebbe ridursi a quasi 181mila metri cubi annui.

Rivisti i tempi di messa in sicurezza, rivisti anche i costi. In tutto il Comune dovrà versare ad Amiu 99 milioni di euro per spese di gestione. Dunque dovrà aggiungere ancora 75,4 milioni di euro. Costi che peseranno sui bollettini Tari per i genovesi fino al 2035, con l’aliquota della tassa sui rifiuti che è già stata aumentata dalla giunta Salis. Già impermeabilizzato, invece, il fondo della discarica Scarpino 3, ora unica funzionante.