Smart Road Lecco-Abbadia, la nuova ciclopedonale sul lago prende forma: dopo 27 anni il progetto diventa realtà Marco Gramigni 15 September 2026 Mobility Era attesa dal 1999, ora la ciclopedonale Lecco-Abbadia è finalmente in costruzione. Un’opera da 31,9 milioni di euro destinata a cambiare la mobilità sulla sponda lecchese del lago Ci sono cantieri che si controllano a piedi, con il caschetto in testa. E poi c’è questo, dove per capire a che punto siamo bisogna salire su una barca. Lunedì è successo davvero: sindaci, tecnici e amministratori del Lecchese si sono ritrovati sul lago per dare un’occhiata dal vivo ai lavori della ciclopedonale che unirà Lecco ad Abbadia Lariana. Un modo insolito, quasi curioso, per fare il punto su un’opera che il territorio rincorre da una vita intera. Trent’anni non sono pochi Partiamo dal principio. Se ne parla dal 1999. Ventisette anni, per capirci: chi allora era un ragazzino oggi porta i figli a scuola. Tra progetti accantonati, appalti saltati e servizi del telegiornale che tornavano puntuali ogni tanto senza mai portare una ruspa vera, la vicenda sembrava destinata a restare lì, in eterna attesa. Poi la svolta, arrivata da dove forse in pochi se l’aspettavano: le Olimpiadi. L’inserimento nel piano delle opere di Milano-Cortina 2026 ha sbloccato tutto, portando in dote un finanziamento da 31,9 milioni di euro. I lavori sono stati affidati a un raggruppamento guidato dall’impresa Quadrio Gaetano Costruzioni, con Anas (la società statale che gestisce strade e autostrade) a fare da regia dell’intera operazione. Il primo pezzo di percorso, quello dalle Caviate a Pradello, era già stato aperto nel 2019. Ma il tratto più delicato — quello a sbalzo sul lago, praticamente sospeso sull’acqua verso Abbadia — è rimasto fermo per anni. La prima pietra è stata posata solo lo scorso dicembre, con una cerimonia a cui ha partecipato pure il vicepremier Matteo Salvini. A cosa serve davvero Lecco-Abbadia, la nuova ciclopedonale sul lago prende forma: dopo 27 anni il progetto diventa realtà LEGGI ANCHE Lombardia, sicurezza e trasporto pubblico: più controlli della Polizia Locale vicino alle stazioni di Bergamo e Seriate Detto senza troppi giri di parole: oggi chi vuole spostarsi a piedi o in bici tra Lecco e Abbadia deve fare i conti con la Provinciale 72, strada trafficata dove auto, ciclisti e pedoni si contendono lo stesso spazio. Non proprio l’ideale, soprattutto d’estate quando il traffico turistico si somma a quello locale. La nuova pista nasce apposta per separare questi mondi. Un percorso dedicato, pensato per attraversare uno dei tratti più belli — e finora più pericolosi — della sponda lecchese del lago. Le parole di chi c’era Alessandra Hofmann, presidente della Provincia di Lecco, non usa mezzi termini nel raccontare cosa rappresenti quest’opera: “Non si tratta soltanto di un nuovo percorso per pedoni e ciclisti, ma di un investimento sulla sicurezza, sulla qualità della vita dei cittadini e su un modello di mobilità più moderno e sostenibile”. Parole che pesano, considerando l’attesa. Mattia Micheli, vicepresidente della Provincia con delega alla Viabilità, allarga lo sguardo oltre i confini di Lecco e Abbadia. La ciclopedonale, spiega, fa parte di un progetto più vasto chiamato Pcir 3 Adda (in pratica una rete di percorsi ciclabili regionali lungo il fiume Adda), inserito a sua volta nel progetto Brezza. L’obiettivo? Collegare l’intero asse tra Lecco e Colico con percorsi sicuri, alternativi alle auto. Chi però ha vissuto questa attesa sulla propria pelle è Roberto Azzoni, sindaco di Abbadia Lariana. Le sue parole raccontano più di ogni comunicato: “Quest’opera è fondamentale per Abbadia, comune che l’ha voluta da sempre, sin dai primi progetti del 1999. Se non fosse stato per Abbadia, con ogni probabilità oggi non la vedremmo crescere giorno dopo giorno”. E aggiunge, guardando il cantiere dal vivo: “Sarà qualcosa di grande richiamo per il territorio”. Cosa resta da fare I lavori proseguono, visibili anche a chi semplicemente passa in auto lungo la statale 36. Nessuna data di consegna ufficiale è stata annunciata durante il sopralluogo, ma il messaggio che arriva da Provincia e Comuni è chiaro: la fase più critica, quella del tratto sospeso sul lago, sta finalmente prendendo forma. Trent’anni di attesa insegnano una cosa: meglio non fare previsioni azzardate. Ma stavolta, complice l’onda lunga delle Olimpiadi invernali, il traguardo sembra davvero a portata di mano.