Nodo di Bologna, protocollo d'intesa siglato al Mit: dall'A14 al cavalcavia di San Donato, accelerata sulle infrastrutture

Nodo di Bologna, protocollo d’intesa siglato al Mit: dall’A14 al cavalcavia di San Donato, accelerata sulle infrastrutture

Siglato al Mit il protocollo d’intesa per accelerare sulle opere del nodo di Bologna, cantieri prioritari al via già nel 2027 per oltre 500 milioni di euro di investimenti

Acceleratore premuto sulle opere infrastrutturali che riguardano il nodo di Bologna. Il 23 luglio, nella sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si sono riuniti i rappresentanti degli enti coinvolti, come il Comune bolognese col sindaco Matteo Lepore, la Regione Emilia-Romagna col presidente Michele De Pascale, Aspi con l’Ad Arrigo Giana e il Ministro Matteo Salvini.

I presenti hanno sottoscritto il protocollo d’intesa che vuole imprimere un’accelerata all’inizio dei lavori e alla realizzazione di quegli interventi vitali per la viabilità di una delle aree più trafficate d’Italia. Per un totale di spesa che si baserà sui 500 milioni di euro già finanziati, mentre altri sono già presenti nel nuovo piano di Aspi che il Mit deve ancora approvare.

Le opere prioritarie

L’obiettivo è far partire entro il 2027 alcuni cantieri prioritari. Come quello che riguarda l’A14 tra Bologna San Lazzaro e la diramazione Ravenna-Ponte Rizzoli. Il nuovo assetto progettuale prevede l’ampliamento della tangenziale a tre corsie tra l’uscita 3 e San Lazzaro, con quattro corsie nel tratto compreso tra gli svincoli 5 e 8, mantenendo l’attuale numero di corsie dell’A14.

Il Protocollo conferma l’avvio prioritario del lotto Ponte Rizzoli-Imola, comprensivo del nuovo svincolo di Toscanella. Cui seguirà il completamento fino alla diramazione di Ravenna con il nuovo svincolo di Castel Bolognese-Solarolo. Per il tratto Bologna San Lazzaro-Ponte Rizzoli proseguiranno invece le valutazioni tecniche per individuare la soluzione progettuale più idonea al potenziamento.

Se sull’A14 sarà aggiunta una quarta corsia, il protocollo firmato al Mit prevede invece una terza corsia sull’autostrada 13, parte di un progetto di rinnovamento del disegno originario. Nello specifico, per il tratto Interporto-Ferrara Sud, l’accordo prevede interventi di rigenerazione dell’infrastruttura esistente con la possibilità di introdurre una terza corsia dinamica. A questo si aggiungono l’adeguamento delle opere d’arte e delle barriere di sicurezza, con la razionalizzazione della piattaforma autostradale. E viene confermata la rotatoria sulla SP20 in corrispondenza del casello di Altedo.

Nodo di Bologna, interventi anche sulla viabilità extraurbana

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Spazio poi agli ammodernamenti dei cavalcavia come quello di San Donato (in coordinamento con la nuova tranvia bolognese) e del ponte sul Reno di nuovo lungo la A14, oltre alla sistemazione delle aree di cantiere del Passante. Il protocollo siglato al Mit prevede poi la realizzazione di altre opere complementari: il collegamento tra via del Chiù e via del Triumvirato e il lotto B dell’Intermedia di Pianura con il nuovo ponte sul Reno, per migliorare l’accessibilità al sistema autostradale e la funzionalità della rete viaria metropolitana, nonché la rivisitazione del nodo di Funo.

A questi poi si aggiungono altri lavori come quelli che porteranno a numerose nuove rotatorie. Si va da quella nord-sud nel Comune di San Lazzaro di Savena, alle tre della variante di Castel San Pietro Terme, passando per quella tra la SP48 e la SP31 a Ozzano dell’Emilia. Oltre a questo il protocollo prevede la Bretella di completamento dell’asse attrezzato nord-sud, il collegamento del casello di Imola con la nuova viabilità e lo studio del nuovo ponte sul Santerno.

Non solo strade e infrastrutture: investimenti sul verde pubblico

Ma gli interventi non prevedono solamente cantieri infrastrutturali. Il piano siglato dalle autorità ed enti coinvolti spazia e arriva a includere un massiccio piano di verde urbano per Bologna e lungo le opere che verranno realizzate o ammodernate. Confermata infatti la realizzazione di oltre 109 ettari di nuovi parchi, fasce boscate e riqualificazioni del verde, con circa 15.400 nuovi alberi nei parchi pubblici e altri 18.750 alberi nelle fasce di mitigazione lungo l’infrastruttura.

Sono inoltre previsti interventi in numerosi parchi cittadini, nuove fasce boscate, opere di ricucitura urbana, porte urbane, percorsi ciclopedonali, sottopassi, passerelle, mitigazioni acustiche. A questo si aggiungono il ripristino delle aree di cantiere e impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 20 MW, di cui 18 MW su edifici pubblici comunali e circa 2 direttamente sulle infrastrutture del Passante.