Trasporto ferroviario merci, Fermerci lancia l'allarme: traffico in calo dell'8,1% nel 2026

Trasporto ferroviario merci, Fermerci lancia l’allarme: traffico in calo dell’8,1% nel 2026

Nel primo semestre del 2026 il traffico ferroviario merci in Italia è diminuito dell’8,1%. Fermerci punta il dito contro i cantieri del Pnrr e chiede incentivi, indennizzi e interventi urgenti per evitare un ulteriore ridimensionamento del settore

C’è un paradosso tutto italiano che sta consumando i binari del nostro Paese. Da un lato, l’Europa ci chiede a gran voce di togliere i TIR dalle autostrade per caricare i container sui treni. Dall’altro, i treni merci in Italia stanno letteralmente scomparendo.

I numeri fanno venire i brividi. Nel primo semestre del 2026, il traffico cargo su ferrovia è crollato dell’8,1%. Un tonfo che arriva dopo un 2025 già in profondo rosso (-3,5%). Di questo passo, entro dicembre avremo perso quattro milioni di chilometri percorsi dai treni. Significa una cosa sola: siamo tornati indietro di dieci anni, ai livelli del 2015. Un disastro.

A lanciare il grido d’allarme è Fermerci, l’associazione che raggruppa oltre l’80% delle aziende del settore.

La beffa dei cantieri aperti

Trasporto ferroviario merci, Fermerci lancia l’allarme: traffico in calo dell’8,1% nel 2026

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Ma qual è il problema? La risposta è incredibile: la colpa è dei lavori per migliorare la rete. Avete letto bene. Per spendere i miliardi del Pnrr (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quel mega pacchetto di fondi europei per modernizzare il Paese), Rete Ferroviaria Italiana sta aprendo cantieri ovunque. Risultato? Linee interrotte, deviazioni infinite e costi di trasporto che schizzano alle stelle per le imprese.

Cosa serve per non deragliare del tutto?

Le aziende non chiedono la luna, ma ossigeno per respirare. Ecco cosa serve subito secondo gli operatori:

  • Proroga degli aiuti storici: Serve rifinanziare il Ferrobonus (il contributo statale per chi sceglie il treno invece della strada) e la Norma merci (lo sconto sul pedaggio per l’uso dei binari).
  • Sostegno per la tecnologia: Soldi subito per installare l’Ertms (European Rail Traffic Management System), il nuovo cervello tecnologico europeo che gestisce la sicurezza dei treni.
  • Burocrazia zero: Gli incentivi devono arrivare subito nelle casse delle aziende. Se lo Stato ci mette due anni a pagare, le imprese falliscono prima di vedere un centesimo.

A mio parere, la transizione ecologica non si fa con i proclami nei salotti di Bruxelles. Se si chiudono le linee per fare i lavori, bisogna indennizzare chi perde soldi ogni giorno a causa di quelle interruzioni. Altrimenti, l’unica cosa che vedremo viaggiare sui binari saranno i sogni di gloria della politica.