Politiche ambientali Lombardia in emergenza idrica, la Regione rilascia il 30% d’acqua in più e chiede aiuto anche alla Svizzera Francesco Ton... 30 July 2026 L’emergenza idrica ha colpito anche la Lombardia, la Regione ha erogato il 30% di acqua in più rispetto alla siccità 2022 chiedendo aiuto pure alla Svizzera L’estate calda e asciutta sta mettendo in difficoltà anche quelle Regioni d’Italia per cui l’acqua era una risorsa largamente disponibile. Se n’è parlato per il Po, il cui bacino interessa 8 territori del Nord, ma in realtà tutta la Lombardia sta vivendo un’emergenza idrica anche più forte dell’ultima grande siccità estiva, quella del 2022. La ridotta disponibilità di acqua sta mettendo a dura prova le coltivazioni e le attività produttive primarie lombarde, specie quelle di riso. Al che mercoledì 28 luglio si è riunito un tavolo tecnico che ha visto partecipare gli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente e Clima). Una riunione che è servita ad aggiornarsi sulla situazione critica che riguarda la Lombardia e fare il punto sulle iniziative attuate. Come, ad esempio, l’erogazione di acqua di riserva a fine luglio 2026, che quest’anno ha superato del 30% quella della siccità del 2022. Un confronto che fa riflettere sul deficit di acqua che ora la Regione, insieme agli operatori del settore, si ritrova ad affrontare. Alcuni tamponi alla crisi sono stati fatti con successo, ma sul lungo periodo dell’estate potrebbero non bastare. E l’assessore Sertori rivela di aver chiesto aiuto anche alla Svizzera: Con questa gestione parsimoniosa della poca risorsa disponibile siamo riusciti a raggiungere il primo raccolto; restano criticità per la coltivazione del riso che dipendono molto dall’acqua che proviene dal lago Maggiore, molto in sofferenza, e dal Piemonte. Proprio nel tavolo di fine luglio abbiamo chiesto una ulteriore supporto sia alla Svizzera, che ha centrali idroelettriche a monte, che ai concessionari italiani, in particolare con Enel. Un nuovo accordo lo abbiamo chiuso con i concessionari di parte lombarda, tra bacino dell’Adda e Oglio, di particolare importanza per arrivare alla conclusione della stagione irrigua, cosi come l’accordo fatto sul lago di Idro. Stiamo cercando di trovare una nuova intesa con Terna per concludere almeno la stagione irrigua su tutto il bacino del Chiese Lombardia, salvato il primo raccolto durante l’emergenza idrica. Ma ora serve pianificare il futuro in modo più razionale Lombardia in emergenza idrica, la Regione rilascia il 30% d’acqua in più e chiede aiuto anche alla Svizzera LEGGI ANCHE Italia, corsa all’energia green in Europa: ma alle rinnovabili serve ancora il gas. Il punto Nonostante la crisi idrica sia più severa rispetto al 2022, la Regione Lombardia sostiene di aver agito tempestivamente, ottenendo dunque risultati migliori per la salvaguardia del raccolto e dell’economia primaria. Ma non basta più riuscire a reagire bene a livello emergenziale. L’assessore Beduschi, infatti, prende atto del fatto che servirà Pianificare meglio le colture, i secondi raccolti diventano sempre più improbabili se non inizi prima. Non c’è grande prospettiva per il mese di agosto, arrivare a settembre con l’irrigazione è, di fatto, impossibile. Le nuove tecniche forse ci potranno avvantaggiare. Il tavolo di confronto regionale dovrà pianificare il futuro sicuramente in modo più razionale Dello stesso avviso anche l’assessore Maione, che lancia alla Lombardia la sfida dell’adattamento climatico: Situazione grave ma non compromessa. L’adattamento climatico è una sfida che la Lombardia deve perseguire con pragmatismo e responsabilità. Le politiche che stiamo sviluppando possono diventare leve concrete di sviluppo, attrattività e miglioramento della qualità della vita