Tech Legal Maxi condanna a Meta Platforms: dovrà versare mezzo miliardo di dollari per misure a sostegno dei minori Redazione 08 August 2026 Device Extra UE Dovranno essere adottate specifiche funzionalità di sicurezza, come l’impostazione predefinita che nasconde il numero di “mi piace” sulle foto Meta Platforms dovrà versare altri 567 milioni di dollari in un apposito fondo nel New Mexico, dedicato alle misure di sostegno a favore dei minori alle prese con i danni causati dai social media. La holding, a cui fanno capo Facebook, Instagram e WhatsApp, sarà tenuta inoltre ad adottare specifiche funzionalità di sicurezza, come l’impostazione predefinita che nasconde il numero di “mi piace” sulle foto per tutti gli utenti minorenni, e la pubblicazione sul proprio sito web di adeguate informazioni sui rischi legati all’uso delle piattaforme, a partire dalla dipendenza. Il giudice: “Le piattaforme social contribuiscono alla crisi della salute mentale tra i giovani” “Malgrado Meta non sia l’unica in questo senso, le sue piattaforme di social media contribuiscono in modo significativo all’attuale crisi della salute mentale tra i giovani del New Mexico”, ha scritto il giudice Bryan Biedscheid nella sentenza diffusa giovedì sera nella causa di ‘disturbo alla collettività’, facendo notare che lo Stato è privo di un numero adeguato di programmi e servizi di salute mentale per aiutare i giovani in difficoltà, danneggiati dalle app. “Le testimonianze degli esperti confermano l’esistenza di un nesso di causalità tra i social media e la crisi della salute mentale giovanile nel New Mexico”, ha rincarato il giudice. La causa, tra l’altro, ha avuto inizio a seguito di un’azione sotto copertura del procuratore generale del New Mexico, Raul Torrez, con la creazione di un falso profilo social di una tredicenne: “Fu letteralmente inondato di immagini e sollecitazioni mirate” da parte di molestatori di minori, ha raccontato. Meta ha contestato la sentenza e anticipato il ricorso all’appello Il nuovo fondo si aggiunge ai 375 milioni di dollari di sanzioni civili che Meta è stata costretta a pagare all’inizio dell’anno, dopo che è stato accertato nel corso del procedimento che l’azienda aveva violato le leggi del New Mexico sulle pratiche commerciali sleali. La seconda fase del processo, iniziata a maggio, ha avuto lo scopo di verificare se l’impero social di Mark Zuckerberg avesse “creato un disturbo alla collettività”, giustificando così potenziali modifiche ai prodotti. Meta, i cui titoli viaggiano positivi a Wall Street, ha contestato la sentenza e ha anticipato il ricorso all’appello. “Ci impegniamo a fondo per garantire la sicurezza delle persone sulle nostre piattaforme e siamo stati trasparenti sulle difficoltà nell’individuare e rimuovere soggetti malintenzionati e contenuti dannosi”, ha commentato un portavoce, nella convinzione di aver tutelato gli adolescenti online: “Continueremo a difenderci da accuse che travisano i fatti”. Gli esperti: uno tsunami legale simile a quello contro le industrie del tabacco La maggior parte delle risorse del fondo, pari a 420 milioni di dollari, è destinata al trattamento delle persone che hanno subito danni a causa della piattaforma, mentre la parte residua è al servizio “di attività di sensibilizzazione e prevenzione, screening e valutazione, indirizzamento ai servizi e coordinamento, nonché di attuazione, miglioramento della qualità e della valutazione dei risultati”. Per Meta e le altre aziende del settore, la causa nel New Mexico è una delle tante di un fenomeno che gli esperti hanno paragonato allo tsunami legale contro l’industria del tabacco. Negli anni ’90, le aziende produttrici furono costrette a pagare miliardi di dollari di rimborsi per aver ingannato l’opinione pubblica sulla sicurezza e sui potenziali rischi dei loro prodotti e del fumo in generale, vedendo successivamente ridursi drasticamente il proprio potere e la propria influenza.