Enforcement Italia, la sicurezza digitale si impara sui social: arriva "Chiedilo alla Polizia” Francesco Ton... 22 September 2026 È partita la campagna social “Chiedilo alla Polizia”, gli account ufficiali delle forze dell’ordine in campo per rispondere alle domande degli utenti sulla sicurezza digitale e come proteggersi dai rischi Come evitare di cadere nelle truffe online? In che modo si possono tutelare i propri dati sensibili quando si utilizzano gli smartphone? Sono domande che chiunque potrebbe porsi, visto che ognuno è esposto tutti i giorni a rischi quando utilizza strumenti digitali. E la Polizia Postale scende in campo per aiutare i cittadini a difendersi dai pericoli promuovendo la cultura della sicurezza anche sui dispositivi tecnologici. Questa volta la divulgazione non avviene solo fisicamente in corsi o seminari dedicati, ma gli agenti inizieranno a spiegare come prevenire i rischi o come agire in caso di tentativi di frode. Nelle scorse ore gli account ufficiali delle forze dell’ordine postali hanno annunciato l’avvio del programma “Chiedilo alla Polizia”, uno strumento col quale i professionisti specializzati si mettono a disposizione per diffondere agli italiani la cultura della sicurezza digitale. Ecco “Chiedilo alla Polizia”: gli agenti rispondono via social alle domande degli utenti https://www.instagram.com/reels/Ddiky5XDTdj/ Italia, la sicurezza digitale si impara sui social: arriva “Chiedilo alla Polizia” LEGGI ANCHE Italia, incidenti che coinvolgono pedoni: vittime in aumento nel 2026. I numeri Tramite video pubblicati sull’account di settimana in settimana, gli agenti daranno informazioni e consigli su ogni aspetto che riguarda la vita digitale. Il formato vuole anche sfruttare tutte le potenzialità dei social, dunque le interazioni che gli utenti possono fare tramite i commenti ai post del profilo della Polizia di Stato. Per cui le forze dell’ordine sono disponibili anche a rispondere, tramite appositi contenuti, ai quesiti e ai dubbi dei cittadini che vogliono imparare come difendersi sui dispositivi digitali, dove ormai trascorriamo moltissimo tempo. E dove si moltiplicano le tecniche per carpire dati sensibili, coordinate bancarie e molto altro che possa arrecare danno.