Smart Road Terzo Valico, opera quasi finita: i fondi Pnrr non andranno perduti. Ecco perché Francesco Ton... 21 August 2026 Proseguono i cantieri del Terzo Valico, opera in ritardo ma completata al 97% e l’Italia dovrebbe trattenere i fondi Pnrr necessari a finanziare i lavori C’è sempre meno distanza tra Liguria e Piemonte. E tra Liguria e Lombardia. Il Nord Ovest, insomma, sta diventando sempre più connesso grazie al Terzo Valico, l’opera infrastrutturale ferroviaria che permetterà in futuro di percorrere in molto meno tempo i chilometri che separano Milano, Genova e Torino. Simbolicamente a ogni diaframma abbattuto le tre città e i relativi territori si avvicinano sempre di più. Ne mancano sostanzialmente due. Uno è quello tra Castagnola e Cravasco, per una distanza di 240 metri tra uno e l’altro scavo che permetteranno così di collegare il fronte ligure e quello piemontese. Con la tratta Castagnola-Vallemme che ha visto pochi mesi fa gli abbattimenti dei diaframmi delle due gallerie e dunque il completamento della porzione della tratta. Proprio tra Vallemme e Radimero, però, si concentra l’altro cantiere delle gallerie ancora in corso, con 680 metri ancora da completare perché ci sono stati alcuni rallentamenti sugli scavi. In particolare gli intoppi ci sono stati per via del grisù, un gas naturale inodore e incolore che si trova nel sottosuolo e tecnici e operai del Terzo Valico ne hanno rinvenuto più di quanto si aspettassero con le talpe meccaniche. Fatto che ha richiesto operazioni delicate di smaltimento. Terzo Valico, ridefiniti gli obiettivi Pnrr con la Commissione. Scavi al 96% Terzo Valico, opera quasi finita: i fondi Pnrr non andranno perduti. Ecco perché LEGGI ANCHE L’auto del futuro dovrà pensare anche alla propria fine Per questo nella tratta piemontese c’è stato qualche rallentamento che ha impedito di finire gli scavi entro i termini previsti per ottenere regolarmente i fondi Pnrr necessari alla realizzazione del Terzo Valico. Si tratta di 3,6 miliardi di euro sui 10 complessivi, quasi il 40% dell’opera. E, come per tutte le altre opere finanziate dal Piano di Ripresa e Resilienza, per sbloccare i finanziamenti serviva rispettare certi requisiti e avanzamenti dei cantieri. L’Italia però, nonostante i rallentamenti, dovrebbe comunque ottenere i fondi. Questo perché, spiega il Secolo XIX, il Governo ha ridefinito gli obiettivi da rispettare insieme alla Commissione europea. Che ha recepito le motivazioni dei rallentamenti dovuti alla forte presenza di grisù e quindi capito che c’erano cause di forza maggiore per non riuscire ad avanzare negli scavi secondo il cronoprogramma. Dunque il nostro Paese dovrebbe poter mantenere i 3,6 miliardi di euro da Pnrr per proseguire con gli scavi, giunti ormai a più del 96% del totale. L’obiettivo resta quello di completare tutto entro il 2027.